anche-i-pugili-piangonoIndomabile guerriero, più forte di ogni avversità. Una vita sempre in salita, il ring era il suo regno. Brusco e sincero, si è sempre rialzato quando il destino gli è stato avverso.

Anche i pugili piangono. Sandro Mazzinghi, un uomo senza paura, nato per combattere – Dario Torromeo – Absolutely Free Editore – Pag. 224 – Euro 15.00.

Una vita sulla linea del fuoco. Sandro Mazzinghi, guerriero del ring, il Bartali della nostra boxe ha etichettato oltre un decennio agonistico accendendo i fari dell’interesse nazionale sulla doppia sfida contro Nino Benvenuti. Il biondo istriano di Trieste, era l’opposto del toscano, quindi i due poli opposti per entrare in giusta rotta di collisione. Del campione di Pontedera, nel pisano, è facile scrivere, visto che ogni giorno fin dall’infanzia, ha issato la bandiera della battaglia. L’esercizio in questo caso è un compito già percorso da altri. Lo stesso campione ha raccontato la sua storia un paio di volte. Il rischio di doversi ripetere è concreto. Per evitarlo, occorre creare il pathos, incrementare l’aspetto drammatico. Acquistare un capace contenitore di vernice rossa e versarlo al momento opportuno. In questo l’operazione è riuscita perfettamente. Favorita dalla storia di un personaggio che nel bene e nel male, è sempre stato sulla cresta dell’onda. Mazzinghi fanciullo, che porta a casa pane e companatico dopo la dura giornata di lavoro, da dividere in famiglia, che vive di stenti. Ma è solo l’inizio, da pugile è un rivolo di sangue continuo. Ogni incontro è una tragedia. Percepisci il rumore delle ossa che si frantumano. Leggo a pagina 55, che racconta la sfida tra Mazzinghi e Dupas del 2 dicembre 1963 a Sydney in Australia, relative alla prima difesa del mondiale superwelter, conquistato contro lo stesso avversario a settembre sul ring di Milano. “..La mela avvelenata è nascosta tra le pieghe del sesto round. Una testata sullo zigomo sinistro, figlia di una schivata non proprio perfetta su un diretto destro dell’americano. Una martellata che raggiunge direttamente l’osso, provocando uno squarcio inquietante, fa zampillare sangue sino a far temere un’emorragia. Il cervello riceve segnali di pericolo, mille spilli si conficcano in ogni centro nervoso. Un dolore spaventoso avvolge l’intero corpo”. Basta e avanza per capire la tematica di un canovaccio che racconta la vita di Sandro Mazzinghi, un guerriero indimenticabile. Per chi ama le tinte forti è imperdibile. Chi ha seguito in diretta le vicende del campione toscano, potrebbe anche non essere del tutto d’accordo, ma è solo un dettaglio, un fuori campo. Per il resto, la trama non tralascia nulla, entra nel particolare anche in eccesso. Parlare di gossip sarebbe esagerato, semmai un racconto a tinte forti, meglio fortissime.

Giuliano Orlando

 

Di Alfredo

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