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Libri di sport: Quando il cinema fa gol- di Ignazio Senatore

quando-il-cinema-fa-goalCiak si gira: quasi un secolo di storie, protagonista il pallone. Dalle prime pellicole degli anni ’30 ai più recenti.

Quando il cinema fa gol. I cento film più belli sul calcio – Ignazio Senatore – Absolutely Free Editore – Pag. 360 – Euro 18.00.

Una pellicola lunga cento film, con un tema unico: il calcio. Visto da tutte le angolature, in una proiezione geometrica che percorre quasi un secolo, seguendo il fenomeno agonistico più penetrante del mondo. Per ogni film la scheda completa, dal regista al distributore, dalla sceneggiatura al soggetto, dalle musiche alla fotografia. Per arrivare alla trama e al commento. Un lavoro di certosina pazienza, una ricerca che fa scoprire nomi famosi, non solo attori sul campo, ma anche e soprattutto tra i soggettisti, i compositori e i registi. Il soggetto di “11 uomini, un pallone uscito nel 1948, porta il nome di Vittorio Metz che entra nella sceneggiatura assieme a Marcello Marchesi, Gherardo Gherardi, Giorgio Simonelli e Mario Amendola nomi che hanno fatto scuola nel settore. Mario Camerini ha diretto “Gli eroi della domenica” nel ’52, con Raf Vallone, Marcello Mastroianni, Cosetta Greco, Franco Interlenghi, Enrico Viarisio, Paolo Stoppa e Marisa Merlini. Il gotha del cinema di quegli anni. Marco Risi nel 2006, racconta la vita di Maradona, costruendo un film di qualità, senza cadere nel tranello dell’eroe comunque. Da cronista dello schermo racconta i fatti. Al giudizio penserà il pubblico. Alessandro Blasetti nel 1937 costruisce una commedia all’americana nel nostro paese. Il titolo: “La contessa di Parma” lascia capire quanto la trama relega il calcio ad un ruolo secondario. La galleria è lunghissima, e come sempre accade, ci sono film inguardabili, come “La grande passione” finanziato dalla FIFA, modesti con un regista come John Huston, che ha girato “Giungla d’asfalto”, “Una pallottola per Roy” e “Il mistero del falco”, ma in questa “Fuga per la vittoria”, non va oltre un polpettone, nonostante l’idea sia buona: sfida a calcio in un campo di concentramento, tra ufficiali tedeschi e prigionieri alleati. Di buon livello appaiono “My name is Joe” dell’inglese Ken Loach, che descrive con immagini crude una storia tra calcio e problemi sociali nella gelida Glasgow, stesso giudizio per “Il mio amico Eric”, sempre inglese, con un calciatore che diventa l’uomo del destino e salva l’unione di una famiglia prossima allo sfascio. “Il segreto dei suoi occhi” girato da Juan José Campanella, prodotto in Argentina nel 2009, Oscar 2010 come film straniero, alza il livello, anche se in questo caso il calcio entra dalla porta di servizio. Con molta correttezza, l’autore nel commento finale, prende atto che la media sul tema è decisamente modesta., anche se la trama ha il pregio di essere distensiva.

Giuliano Orlando