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Mohammed Obbadi torna sul tetto dell’Unione Europea | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Mohammed Obbadi torna sul tetto dell’Unione Europea

di Giuliano Orlando
FIRENZE. Mohammed Obbadi è tornato e i mosca europei, a tempi brevi dovranno prendere atto che il giovane fiorentino d’adozione busserà alla classe nobile della piccola categoria. Nella sua Firenze ha riconquistato la cintura dell’Unione Europea, già sua nel 2016 a spese del romeno, di stanza in Spagna, Silvio Olteanu, 38 anni, in attività dal 2005, già europeo assoluto. Un ritorno alle origini di grande importanza, perché tra le due imprese, Obbadi ha vissuto l’esperienza della prima e unica sconfitta. L’autore di quella sconfitta risultò Cristofer Rosales (27-3), 23 anni, di Managua in Nicaragua, per la cintura Internazionale WBC dei mosca. La sfida ebbe luogo il 21 ottobre 2017 a Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia, e si chiuse alla settima ripresa per il centro-americano. La prima sconfitta, come il primo amore, non si scorda mai. Infatti, fu dura da digerire. Ma il seguito della carriera di Rosales, rese meno amaro lo stop. Il 15 aprile a Yokohama (Gia), Rosales distrugge il fino ad allora invitto Daigo Higa (15) in nove round, diventando campione del mondo WBC mosca. Perdere da un campione del mondo ci può stare. Importante, rialzarsi e riprendere il cammino mettendo alle spalle la delusione. Così ha fatto “Moh” sul ring amico di Firenze, contro Aramus Torres, 22 anni, sette vittorie e un solo pari, che non aveva nascosto le ambizioni di tornare a casa con la cintura vacante. I fatti hanno confermato quanto le ambizioni non fossero campate in aria, anche se l’inizio risultava disastroso. Colpito preciso al viso da un sinistro più preciso che potente, lo spagnolo si ritrova seduto sul tappeto. Ma l’avvio in salita non scoraggia l’ospite, che cerca in ogni modo di recuperare lo svantaggio, attaccando alla ricerca della corta distanza. Che Obbadi evita con intelligenza tattica, allungando il vantaggio. Torres è un torello molto forte, superiore muscolarmente, paga la migliore impostazione di Obbadi che sta ritrovando la migliore condizione e da vero talento, offre sprazzi di grande boxe. Soffre solo nel nono round, con Torres consapevole di essere in svantaggio e quindi deciso a risolvere la faccenda prima del limite. Parte all’assalto come una furia, costringe Obbadi ad una stretta difesa, mai passiva, ma non basta un round per capovolgere la situazione. Boncinelli nel minuto di riposo lo stimola e non addormentarsi e riprendere l’iniziativa. Cosa che esegue puntualmente, muovendosi e colpendo in velocità e precisione. Il verdetto dei giudici è emblematico: 119-109, 116-111, 118-109. Negli altri confronti, la sfida tra i supermedi Dragan Lepei (15-1-2) alla sua prima volta da italiano, ha giustiziato l’anziano Jorge Ortiz (7-65-5) colombiano di 48 anni, residente in Spagna, operativo dal 1993, è durata due round. Complice in parte un problema al gomito, il resto per i colpi di Lepei che picchia duro e ha consigliato Ortiz alla resa. I gemelli Davide (3-18) e Lorenzo Calì (0-12-2), hanno confermato la vocazione a collaudatori di professione. Il primo ha perduto dal beniamino di casa Angelo Ardito (11-7-2), 40 anni, sempre all’attacco, il secondo dal peruviano Romero Camacho (1), 26 anni, cresciuto a Firenze, all’esordio nei pro. In merito alla prova di Obbadi, positivo il giudizio di Alex Boncinelli il suo scopritore: “Mohammed ha recuperato in pieno. L’unico problema attuale è la concentrazione. Quando capisce che l’avversario è inferiore tende a rallentare il ritmo. Per questo dopo cinque riprese l’ho stuzzicato a darsi una sveglia. Cosa che ha fatto. La sua prova mi ha soddisfatto. In pratica ha vinto almeno nove, dieci riprese, contro uno dei più promettenti mosca in Europa. Tecnicamente non ha nulla da imparare, quello che gli manca è l’esperienza di vertice. Deve essere più smaliziato, più cinico e anche cattivo. Solo quello, il resto lo ha tutto. D’altronde il talento l’hai dentro non lo inventi. E questo fa parte delle qualità del pugile. Nel 2019 potrebbe essere l’anno dell’assalto alla corona maggiore”. Il procuratore Mario Loreni è altrettanto soddisfatto, ma anche prudente: “Lo spagnolo era un duro e ha cercato per dodici round di capovolgere una battaglia che ai punti capiva di perdere. Obbadi è stato molto bravo per aver mantenuto la concentrazione fino al termine. Ha dimostrato di aver cancellato la delusione della sconfitta ed era la cosa più importante. La conquista della cintura UE è importante e per questo la difenderemo almeno due volte”. Per l’europeo elite? “Obbadi ha disputato solo 17 incontri e ha la necessità di fare ulteriore esperienza. Al momento al vertice europeo c’è il francese Legrand, atleta imbattuto e fortissimo, che ha aspirazioni mondiali. Aspettiamo che la situazione cambi e che Obbadi disputi altri incontri. Il talento non gli manca e aspettiamo che arrivi la cittadinanza italiana ormai prossima. Ha solo 24 anni e quindi facciamolo crescere con giudizio. Intanto ha vinto un match non scontato”.