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Mondiali donne, sette azzurre ad Astana. Intervista al c.t. Renzini | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Mondiali donne, sette azzurre ad Astana. Intervista al c.t. Renzini

Emanuele Renzinidi Giuliano Orlando

Mondiali femminili, nona edizione fissata ad Astana, la capitale del Kazakistan dal 1997, nazione dove il pugilato è lo sport nazionale e in questa occasione punta ad aggiungere alla già qualificata Shakimova (75 kg.) le altre due caselle mandanti (51 e 60 kg.) per Rio. L’Italia si presenta col settebello in guantoni nella rassegna iridata  che scatta domenica 15 e si conclude il 21 maggio con l’assegnazione dei dieci ori di categoria e gli ultimi pass per accedere ai Giochi di Rio. Dopo la promozione di Irma Testa nei leggeri, c’è l’ambizione di arricchire il bottino, puntando su Marzia Davide, nei 51 kg. e sulla Severin nei 75 kg. Il responsabile Emanuele Renzini, che guida con grande successo la nazionale, capace di portare l’Italia tra le più forti, con podi sia in campo europeo che mondiale, per questa trasferta ha scelto sette atlete, ciascuna con ambizioni di podio. Compito non facile, visto che alla rassegna prenderà parte il meglio del mondo (300 iscritte e almeno 80 nazioni) a conferma di come il movimento femminile pugilistico si collochi tra le discipline più in ascesa. In Italia le iscrizioni sono passate dalle 80 del 2010 alle oltre  700 del 2016.  Rassegna di altissima qualità, con le più forti, uscite dalle qualificazioni continentali voltesi tra marzo a aprile, che hanno assegnato i primi 20 pass per Rio. Ad Astana si completerà il quadro con quattro ticket per le tre categorie olimpiche (51, 60 e 75 kg.), mentre nelle altre sette, verranno assegnati solo i titoli iridati.  La parola al responsabile con una disamina completa:  “Dopo la qualificazione europea a Samsun in Turchia, dove Irma Testa (18 anni) prima italiana a riuscirci, ha conquistato il pass per Rio, pure la Davide avrebbe meritato lo stesso premio, breve riposo e ritiro ad Assisi in proiezione Astana. Preparazione conclusa con grande soddisfazione perché la ragazze sono cresciute giorno dopo giorno, arrivando a questo appuntamento nel modo migliore. Speravo di portarne otto, ma la giovane Floridia (69 kg.) 20 anni, non si è ripresa dal problema alle costole, rimediato in Turchia, per cui partiamo con sette atlete, tutte motivate e in grado di salire sul podio. Nei 49 kg. la Calabrese, alla quinta presenza, punta alla medaglia. Nei 51 kg. Marzia Davide, la nostra capitana, due argenti iridati (2002 e 2014), che dovrebbe figurare come testa di serie, ha tutte le qualità per affiancarsi alla Testa a Rio. Tecnicamente è forse la migliore al mondo, stavolta deve essere premiata, dopo verdetti che le hanno fatto torto. Nei 54 kg. l’abruzzese Cipollone, pur debuttante potrebbe essere una bella sorpresa. La sua capacità offensiva è notevole. Nei 57 torna la romana Mesiano, bronzo nel 2014 a Je Ju in Corea, l’azzurra è in grado di ripetersi. Anche se il successo di Irma Testa in Turchia, ha costretto l’azzurra a un tour di presenze mediatiche, sono sicuro che l’esperienza a questi mondiali sarà utilissima proprio in vista dei Giochi. Ad Astana si presenta in buona condizione, anche se il nostro lavoro è proiettato a Rio, quindi il picco della forma deve raggiungerlo ai primi di agosto. Ugualmente non sfigurerà, conoscendo il suo carattere e il talento che possiede. Nei 64 la bolognese Alberti che già offrì nel 2014 una prova delle sue qualità, sicuramente confermerà quanto di buono ha nel suo repertorio. Infine la Severin, che ha lavorato duramente per rientrare nei 75 kg. e quindi battersi per accedere a Rio, vedremo solo all’ultimo momento se sarà in grado di rientrare nel peso senza alcun rischio, diversamente la iscriveremo negli 81, dove dirà la sua”.                                                                                                                                                                                

Astana è l’ultimo treno per Rio. Irma Testa ci è già salita sopra e cosa può ottenere questa giovanissima atleta, che piace ai media, come non era mai avvenuto in passato?                                                                                 

“Nonostante la verde età, Irma possiede maturità notevole. Ha capito al volo che la popolarità è una bella cosa, ma se non la confermi con i risultati, sparisce più velocemente di come è arrivata. Ha rispettato gli impegni, sapendo che questo serviva all’immagine della boxe femminile, ma appena tornata ad Assisi non ha mai sgarrato. Ripeto, Astana è una tappa non il traguardo. Lei deve essere al top ai Giochi, perché è in grado di fare il colpo d’oro. Sappiamo che le avversarie saranno fortissime ma l’italiana è in grado di essere la migliore. Per quanto riguarda la Davide, se le verrà riconosciuta la testa di serie, scommetto che staccherà il pass per Rio”.                                                                                                                                                                        

Si parla di 80 nazioni e oltre 300 atlete iscritte, non c’è il rischio di troppi incontri in soli otto giorni?                

“Il rischio è reale, dovuto al fatto che il movimento femminile è cresciuto ad una velocità incredibile, per cui come è avvenuto per gli uomini si dovrà ricorrere al numero chiuso. Parlo in ottica 2020, dove sembra quasi certo che ci saranno almeno 5 categorie e si passerà ai tre minuti per ripresa. Tutto bene, ma sarà anche necessario studiare bene le date dei tornei, dando alle atlete il tempo dei recuperi per combattere al meglio”.

Nel 2014 in Corea, l’Italia tornò a casa con un argento (Davide) e due bronzi (Gordini e Mesiano), risultato importante, che Renzini è convinto di confermare. La fiducia del coach azzurro speriamo si traduca in realtà, anche se personalmente, sono meno ottimista, visto il campo delle presenze, con le asiatiche fortissime (Cina, Kazakistan, Uzbekistan, Giappone, Thailandia, Taipei, Koree, Filippine, Mongolia e India), le americane battagliere (Usa, Panama, Messico, Canada e Brasile) oltre all’armata europea, dove  nazioni, come Russia, Bulgaria, Azerbajan, Irlanda, Gran Bretagna, Francia, Polonia, Ucraina, Romania. Turchia, Ungheria puntano allo stesso traguardo italiano, senza dimenticare l’Africa con ambizioni sia pure limitate. Ma basterebbe il pass della Davide, per la promozione italiana.