WARNING: il seguente articolo è assolutamente di parte e contiene spregiudicati e faziosi elogi rivolti all’atleta in oggetto, in quanto fighter “del cuore” dell’autore.

di  Fabio De Belvis

78705.jpg

Normalmente, quando Jerome è nella posizione che vedete in foto, è segno che le cose si mettono bene.

Normalmente, quando Jerome va nell’angolo bianco e appoggia il piede sinistro sulla seconda corda è perché dall’altra parte c’è qualcun’ altro che cerca di capire cosa diamine ci fa per terra, e perché tutta quella gente urla: “GERONIMO! GERONIMO!”.
Alle volte succede che l’avversario si rialzi, così Jerome fa un profondo respiro, quasi un colpo di tosse, come per dirsi: “Coraggio, si ricomincia”. Subito avanza con decisione, riguadagnando il centro del ring e ricominciando a boxare con tecnica e potenza. Perché Geronimo sa come boxare. Lo aveva capito anche un certo Don King (un interessante articolo ed una accesa discussione su di lui è stata affrontata in un precedente post di 2OUT), quando lo proclamò “la promessa bianca della boxe mondiale”.
Vi sto presentando Jerome “Geronimo“ Le Banner. Nato il 26 dicembre del ’72 in Francia. Non è il fighter più spietato, ma è un grande atleta, onesto e carico di fair play. Per me è perfetto così com’è. Per strada difficilmente passa inosservato: 119Kg per 191cm di altezza: non proprio un nano da giardino. Anche la sua carriera ha un “qualcosa” di interessante:

 

● I.S.K.A. Campione del mondo di Muay-Thai cat. Supermassimi
● W.K.N. Campione Muay-Thai cat. Supermassimi
● Campione di Francia ed Europeo di Kickboxing
● K-1 World GP 1995 Finalista
● K-1 World GP 1999 Terzo posto
● K-1 World GP 2000 Nagoya Campione
● K-1 World GP 2000 Osaka Campione
● K-1 World GP 2002 Tokyo Finalista

 

E’ da bambino che Jerome si appassiona alle arti marziali: prima il judo, poi il karate, il jeet kune do, e la boxe disciplina in cui disputerà 4 incontri, portando a casa 4 vittorie di cui 3 per (T)KO. Ma al sig. Le Banner tutto questo non bastava, voleva eccellere in qualcosa di più completo, qualcosa dove si potesse utilizzare braccia, gambe e ginocchia. Il K1 sembrava creato apposta per lui.
Geronimo ha disputato numerosi incontri degni di memoria, sicuramente non riusciremo a raccontarli tutti. Un buon punto di partenza è l’incontro del 2005 contro Gary Goodridge dove il nostro campione dà al mondo intero lezioni su come demolire un uomo. Non fatevi ingannare dalla facilità con cui Le Banner abbatte quella montagna di muscoli, non crediate che Mr Goodridge sia un indifeso, dato che è stato 9 volte campione del mondo di arm-wrestling.

 

 

Avete guardato il video? Bene. Potenza nei low kick, veloci combinazioni di braccia, schivate da manuale. Ma Jerome non è solo questo. Vorrei che riguardaste il media di youtube, ma facendo attenzione ad altre cose: notate come i due si avvicinino al centro del ring con lo sguardo basso: non cercano la sfida negli occhi, sono amici. Si conoscono da tempo, è vero, si erano già incontrati nel WGP del 2002 e Le Banner aveva vinto con un possente diretto destro al viso di Goodridge, che si deformò ad immagine e somiglianza delle nocche di Geronimo. Eppure sono amici, dimostrando di essere due grandi, grandissimi campioni.
Tornando al ’05, ecco cominciare l’incontro: Jerome è più deciso dell’avversario, è sempre al centro del ring: questa posizione gli permette di controllare il match (Ah, dimenticavo, non vedrete MAI Le Banner scappare). Intorno al minuto 1:45 Gary Goodridge va giù per la prima volta sotto i colpi incessanti del Francese. Jerome si dirige all’angolo neutro ed il piede sinistro va automaticamente sulla seconda corda del ring, proprio come in foto. Gary si rialza, Geronimo avanza, i due si guardano negli occhi e sorridono: lo scontro ricomincia, ma ancora per poco. Jerome da il via al suo nuovo assalto, colpendo ritmicamente l’avversario, che reagisce. Sembra quasi che Le Banner conoscesse già quell’incontro, e schiva con delle perfette flessotorsioni, facendo scivolare i colpi a pochi millimentri dal suo viso. Gary invece torna al tappeto, per due volte. E qui accade il fatto strano: Jerome si avventa sull’avversario per terra, ma non caricando i colpi: caricando un abbraccio, quasi a volerlo ritirare in piedi. L’arbitro lo allontana, come è suo dovere fare, e quando lo proclama campione, proprio quando Gary è ancora per terra, Jerome è nervoso, preoccupato per l’amico. Molto più preoccupato della stessa donna di Goodridge che, invece di pensare al suo amato ancora stordito sul tappeto, si avvicina a Le Banner accarezzandolo in viso. E Geronimo la scansa, con grande senso di stizza. Sembra quasi dire: “scusatemi, non volevo avere tanto talento”.
Non riuscirò certo a raccontarvi tutto di Jerome in un solo articolo, ma credo che la mia ammirazione nei suoi confronti sia ormai giustificata: è un manuale di tecnica, ha la potenza di un toro, è leale, è un buon amico. Per quanto possa scriverselo sulle natiche (intendo i pantaloncini che normalmente usa durante gli incontri…), non credo proprio che sia un BAD BOY. Anche perché Geronimo è un po’ goffo, soprattutto quando indossa occhiali da sole orribili e parla in inglese con il suo pesantissimo accento francese nel tentativo di sfidare consolidati lottatori… Addirittura anche Bob Sapp lo prenderà in giro… ma questa è un’altra storia.
Ad aggiungere punti al sig. Le Banner, c’è la sua passione per gli animali: vive insieme a moglie e figlia in una fattoria con cavalli,caprette, tartarughe e cani che ama alla follia. Il Fila Brasilero in particolare, di cui possiede un allevamento.

 

jeromefila.jpg

 

Insomma, cos’ ha che non va? Perché non dovrei essere un suo fan?
75930.jpgUltimamente, però, a Le Banner le cose non stanno andando troppo bene. Il K1 si sta trasformando in una sorta di videogame dove i veri campioni si trovano a dover sfidare i mostri di diversi livelli, via via sempre più grossi e sempre più difficili. Così, pur avendo davvero tartassato di botte Bob Sapp (204cm, 160 Kg), utilizzandolo come un sacco da palestra, Jerome non riesce a buttarlo giù una volta per tutte. Pur avendo comandato un intero match contro il gigante Hong Choi Man (219cm, 161 Kg), a Le Banner servirà un extra round per stabilire chi è il campione. Pur avendo letteralmente massacrato quel fanfarone di Cyril Abidi, è solo il nostro Geronimo ad avere un bernoccolo grande quanto la Cappella Sistina e a dover andare al pronto soccorso.

 

 

Così si arriva ai nostri giorni, al 4 marzo 2007. Jerome partecipa alle ultime selezioni del torneo di K1. Un avversario facile, il suo: tale Junichi Sawayashiki. L’incontro appare davvero molto noioso. Geronimo al centro del ring, e il giapponese che scappa (letteralmente!) per tutto il quadrato, tant’è che l’arbitro è costretto a fermare più volte l’incontro per spronare il lottatore ad almeno far finta di combattere. E poi l’imprevisto: Geronimo comincia solo a boxare, senza riuscire a raggiungere l’avversario che scivola via come un’anguilla per tutti i round. E’ davvero uno strano incontro, perché Le Banner combatte con il solo braccio destro ed è anche in netto vantaggio pur utilizzando un solo arto. Ma un braccio non basta per picchiare e per difendersi… così alla fine del terzo round, l’epilogo: a Jerome vola via il paradenti su un colpo scagliato dal giapponese in un momento di terrore e il tempo scorre via veloce, senza dare la possibilità al francese di recuperare. E alla premiazione Geronimo ride perché beffato dal destino, ma soprattutto perché sa come perdere.
Dopo qualche giorno è proprio Le Banner, su internet, a spiegare cosa è accaduto in quel di Yokohama: un crociato è totalmente partito per colpa di un infortunio sul set de “Le Scorpion” (di M. Kassovits, con Vin Diesel), e l’acromion del suo cinto scapolo omerale non è in posizione ottimale, dato che preme sui muscoli della spalla, impedendogli di combattere con il braccio sinistro (questo problema viene comunque gestito abbastanza bene dall’atleta dato che, a dispetto della sua guardia mancina, Le Banner è un destro di nascita).

 

jlb_kasso_diesel.jpg

 

L’unica scelta possibile per Geronimo è quella di partire ed sottoporsi a delle operazioni, per rimettere le cose apposto (naso compreso!) e ritornare il Le Banner dei tempi d’oro.
In attesa del suo ritorno, non possiamo far altro che goderci le passate prodezze di questi ragazzone, in un Highligth su di lui montato dal grande Mick B.
Godetevelo con attenzione!

 

Di Massimo

17 pensiero su “Sport da combattimento: Geronimo è speciale.”
  1. Grazie a tutti per i complimenti, di cuore.

    Per MIKBOXE: beh, è risaputo che Hoost con i suoi 4 titoli non è certo una mezza calzetta (ho dedicato un articolo su di lui proprio nell’ultimo numero di 2OUT magazine), e sicuramente la scuola olandese è attualmente la piu’ interessante e promettente.
    Pero’non concordo con te quando dici che Le Banner faceva da “pungingball” ad Ernesto, anzi, penso proprio che lo soffrisse molto. Se guardi la finale del 99 del K-1 WGP, nel primo round Hoost non riesce a scagliare nemmeno un colpo; anzi scappa da Jerome per tutto il round, spesso cadendo sotto i colpi potenti del francese. Certo all’inizio della seconda ripresa le cose cambiano, e il creolo ne approfitta subito della prima defaiance di Le Banner, non c’è dubbio, vince Hoost. Ma da qui a dire che fa da pungigball..
    Parliamo anche la finale del 2002: nel primo round è tutto “Le Banner”. Nel secondo round è Hoost ad avere il sopracciglio spaccato e a dover richiedere uno stop per cure mediche.
    Dopo vi sono una serie di scaramucce veloci interrotte dai sempre piu’ frequenti abbracci e cadute di Hoost, tanto da dover essere richiamato dall’arbitro. Senza ombra di dubbio, anche la seconda ripresa è di Jerome. Nella terza Jerome ha un braccio rotto, ma cio’ nonostante vuole continuare a combattere. L’arbitro stoppa tre volte notando la sofferenza del francese e assegna la vittoria ad Hoost. Ma Hoost sembrava in difficoltà a buttare giu’ sto “pungingball”…
    Inoltre Jerome HA BATTUTO Hoost altre due volte, nel 1996 e a Nagoya e nel 2000, entrambe per TKO (stop dall’angolo).
    Ed anche Aerts è stato battuto da Jerome, nel 1999, dimostrando una combattività assurda.
    Con questo ribadisco che il francese non sarà certo il piu’ forte, e che ogni incontro va analizzato nel contesto in cui si trova, calcolando fortune e sfortune. Ma Jerome, secondo me, pur vantando meno titoli di altri, non ha nulla da invidiare a Ernesto Hoost o Peter Arts o Schilt. Anzi, rimango dell’idea che lui è molto piu’ tecnico di tutti e tre.

  2. Ma dai ragazzi, non è malaccio ma la Kick seria è roba da olandesi! Sa stare sul ring glielo concediamo ma se cercate i campioni seri andate a vedere le combinazioni di pugni di Ernesto Hoost (a cui tra parentesi Le Banner fa perfettamente da pungingball non c’è che dire) o i circolari mortali di Peter Aerts. Io quando facevo kick erano questi quelli che guaradavo! Sempre senza rancore eh, ognuno poi ha i suoi miti!

  3. gran bell articolo…sappi ke condivido ank io la tua passione per quel gran ragazzone…quando iniziai a fare kick boxing non avevo nessun punto di riferimento (lo sapete anke voi ke l italia e o tutto calcio o tutti a letto)..dunque scaricai dei video..e lui mi esaltava in ogni gesto. e semplicemente un grande. aspetto il tuo ritorno glorioso jerome.

  4. jerome sei un grande!!!!Uno dei pochi che merita il titolo del k1!!!non come quello scemo di sammy schilt(non so come si scrive)

    bravo jerome!!

    mirko messina

  5. vorrei sapere dove posso trovare il film scorpion di le banner io sono sempre stato grande tifoso di le banner perchè rispetto agli altri io credo che ha 3 marcie in piu’, comunque parlando del film tu dici che c’è anche vin disel ma io non l’ho visto nelle seguenze di julien seri il regista mi fai un favore se mi rispondi alla posta ciao

  6. Ciao Marco,

    ebbene si, hai beccato l’altro mio fighter preferito! Dopo Jerome avevo pensato di scrivere un articolo su Cro Cop, ma poi ho realizzato che scriverne due di seguito su persone così speciali avrebbe sminuito l’importanza o di uno o dell’altro. Ho cominciato con Jerome perché la sua presenza, pur avendo combattuto anche con regole della MMA, è piu’ legata al mondo del K1 che, come tu stesso mi insegni, è piu’ digeribile dal grande pubblico rispetto ad una competizione più completa (ma anche più violenta) qual’è il Pride.
    Per adesso sto scrivendo qualcosa su Ernesto Hoost, che é stato anch’esso un lottatore degno di rispetto (anche se i suoi balletti non li digerivo molto..) e alla prossima occasione Mirko non scapperà… ho anche ingaggiato una traduttrice che mi aiuterà con alcune interviste sul Filipovic!
    A presto!

  7. Le Banner è uno dei rari pesi massimi che esprime ELEGANZA nei movimenti.
    A parte Mirko “Crocop” Filipovic, negli Sport da Combattimento i pesi massimi sono rozzi, Peter Aerts compreso.

    Lebanner e Crocop sono belli da veder combattere, pur avendo fisici impressionanti.

    Personalmente ritengo Crocop più bravo di Lebanner, ma sono ovviamente opinioni.

    Saluti.

  8. Ma è una belva!tira dei calci con una velocità ed una potenza impressionante!
    questi si che sono combattimenti,altro che quelle porcherie americane…

    Ps.
    secondo me dopo l’incontro un paio di calci al giapponesino glieli ha buttati 😀

  9. Eeehm… grazie per i complimenti ma sappi che TI ODIO per quello che hai detto su Le Banner… lui tornerà (spero) e sarà più forte di prima (ari-spero)!

  10. uhauhauha dopo aver letto lo spassoso WARNING mi sono addentrato in un dettagliato articolo che descrive per filo e per segno un grande campione, e devo dire che il fatto che tu biulo sia un pochino di parte si può tralasciare, dato che i video parlano da soli, Lebanner rappresenta un connubio di tecnica e potenza veramente unico. Peccato però che abbia lasciato il crociato nel film, quindi il vostro grande amore è destinato a terminare. MBbuahuahabauHUa

    scherzo. Ottimo articolo… e invidio fortemente la passione che l’autore ha per questo sport, che purtroppo, come già è stato spiegato ampiamente su 2out, per ora è ingiustamente tenuto un pò in disparte e diciamo che in italia deve ancora sbocciare, ma se continuerete a supportarlo in questo modo non ci metterà tanto ad ottenere il suo meritatissimo sucesso che all’estero è già leggenda.

    quindi gambatte! keep training!

    Netsky

I commenti sono chiusi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi