di Alfredo Bruno
Da ieri l’Italia può doppiamente gioire. Possiede un titolo europeo in più ed è arrivata a quota 4( Sarritzu, Maludrottu, Servidei e Sanavia), che può anche incrementare avendo tre sfidanti ufficiali in pool position (Gianluca Branco, Stefano Zoff e Vincenzo Cantatore). Può gioire anche Salvatore Cherchi con la sua OPI 2000 per aver messo in cantiere tre titoli europei (Sarritzu, Sanavia e Simona Galassi) e scusate se è poco. Fossero tutte così le tanto decantate crisi?… C’è comunque il rovescio della medaglia quando diciamo che molti nostri atleti sono costretti ad andare in trasferta per conquistarlo e difenderlo.

 

 

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Nel ring installato al Chapiteau place Miot il sardo Andrea Sarritzu ha conservato l’europeo dei mosca con un pari al termine di 12 riprese estenuanti. Il francese Bernard Inom, residente proprio ad Ajaccio, insieme con il suo clan ha contestato il verdetto, come lo ha fatto la maggior parte dei presenti. L’impressione dei due ultimi round può anche influire. Sarritzu ha teminato “in barca”, soprattutto dopo un penultimo round da calvario. Sono due round pesanti che però non possono cancellare nel giudizio dei tre cartellini quanto aveva fatto fino ad allora Sarritzu. Il sardo, che aveva all’angolo Franco Cherchi, tarda sempre a carburare e i primi due round favorevoli a Inom diventano quasi una prassi normale. Ma dal terzo round le cose cambiano e Sarritzu conquista il centro del ring accumulando punti su punti, facendo anche accusare l’avversario, fino all’undicesimo round quando viene incrociato da un gancio destro, micidiale per la sua precisione. La lettura dei cartellini parla chiaro: 115-113, 113-115 e 114-114. Sarritzu conserva il titolo e può guardare oltre compresa una rivincita con l’argentino Narvaez.
Alla vigilia non erano nascoste le insidie a cui andava incontro Cristian Sanavia di fronte al campione dei supermedi, il geogiano David Gogiya. In fin dei conti l’avversario del veneto è apparso pugile discreto tecnicamente, ma senza personalità. Una sorta di ammazza-spettacolo che costringe chi gli sta di fronte ad un corpo a corpo continuo con braccia che sembrano tentacoli. Sanavia ha fatto di tutto per salvare il salvabile, compreso lo spettacolo. I giudici questo lo hanno capito anche in virtù di evidenti segni di cedimento dati da Gogiya negli ultimi tre round. Due giudici hanno visto nettamente avanti il nostro atleta per 117-111 e 116-113, mentre incomprensibile il giudizio dell’inglese Green a favore di Gogiya per 115 a 113. Sanavia in quest’occasione aveva all’angolo nuovamente Gino Freo, un suo portafortuna che non si è smentito neanche stavolta.

Di Alfredo

Un pensiero su “Ad Ajaccio l’Italia trova un poker europeo”
  1. ho visto recentemente (l’avevo perso) un match di anni fa di Gianluca Branco vs Arturo Gatti, e Branco è stato molto bravo (anche se la disparità era evidente).

    Un rammarico che ho verso la Boxe italiana in generale, è l’aspetto economico.
    Negli USA i professionisti sono veri, fanno quello di lavoro. Vengono pagati tanto, ed allenati dai migliori maestri (Freddie Roach ed il suo elenco di campioni del mondo parla da solo).
    I nostri pugili generalmente lavorano.
    E quindi il tempo che lavorano non lo dedicano ad allenarsi, e gli avversari partono avvantaggiati.

    Ed è evidente questo in match come Piccirillo vs Majorga.

    Ritengo che, stante questa situazione, il livello di risultati della nostra boxe non possa arrivare oltre, in quanto con questa disparità economica e di professionisti che assistono i pugili, Oscar de la Hoya, Mayweather JR (lo so che si è ritirato inbattuto), Wladimir Klitschko, Oleg Maskaev rimangono assolutamente inarrivabili, e mandare un nostro pugile contro di loro è mandarlo a prendere un sacco di botte.

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