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Alì Ndiaye conserva il titolo | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Alì Ndiaye conserva il titolo

di Alfredo Bruno

dsc_5364.JPG Un po’ di ponentino ha fatto la sua parte oltre alla maestosa porta, costruita da Pio VII, con cui si entra ed esce da Ponte Milvio presso l’omonimo piazzale. Ebbene il ring stava davanti alla Porta per cui c’era un continuo via vai di gente, che è rimasta incantata nel vedere l’ inusuale scenario di una riunione di boxe con tanto di diretta Rai Sport Sat e la conduzione di due personaggi, conosciuti da tutti, come Mario Mattioli e Nino Benvenuti. Di gente ce n’era tanta, ma grazie anche alla capienza di un passaggio pedonale simile per grandezza ad una piazza, il traffico ha potuto continuare il suo percorso senza intoppi, con grande sospiro di sollievo dei vigili accorsi in gran numero.

 dsc_5306.JPG Un bel successo questa riunione di Davide Buccioni, ma anche una bella vittoria del XX Municipio che ci ha creduto. Roma nella sua grandiosità offre ampi spazi per questo incredibile sport, che ha per l’occasione la fortuna di essere itinerante, abbinandolo anche alla cultura e alla storia.
Sono i dilettanti a rompere gli indugi tra molti applausi. Vedere salire sul ring due pugili in un simile frangente, proprio per la sua particolarità, stimola di più la fantasia dell’applauso. Buccheri, beniamino di Casalbruciato, e il marchigiano Marziali disputano quattro belle riprese. La boxe estrosa con scatti improvvisi di Buccheri piace alla gente, ma deve far fronte alla maggiore aggressività di Marziali. Dopo due riprese favorevoli all’allievo di Romanelli il romano ingrana  con un insidioso destro dritto che ristabilisce la parità del match.

 dsc_5322.JPGTocca quindi ai professionisti. Gli spettatori ammirano il fisico compatto di Sergey Demchenko e la sua maschera seria e imperturbabile. Suo avversario è Bernard Donfac, negro residente in Germania. Pili dall’angolo invita alla prudenza Sergey e soprattutto di stare alla larga dal gancio destro. Ma Donfac chiamato in sostituzione di Laszlo Hubert non sembra propenso ad assaggiare la potenza del “Tigre”. Già nel primo round per una scivolata sembra indeciso se continuare oppure no. Nel secondo round Demchenko non fa sconti e il suo montante sinistro “spiezza” le poche velleità di Donfac che dice basta.
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Su Simone Califano c’è da fare un discorso. Il suo percorso è lineare e il ragazzo alla sua indiscussa potenza aggiunge sempre un qualcosa al suo bagaglio tecnico. L’avversario prescelto è Lubos Priehradnik, che in precedenza aveva dato filo da torcere anche a Vittorio Oi. Il pugile sloveno è un bel fighter e chiude all’angolo Califano con colpi schioccanti. L’allievo di Piatti è un freddo, difficile da smontare, e risponde con colpi larghi al corpo. Tra i due inizia un testa a testa senza esclusione di colpi. Nel terzo round Califano pesca al volto Priehradnik con il destro che accusa e deve anche subire il sinistro. L’ospite ha coraggio da vendere e riprende il suo “dialogo” a corta distanza. Il lavoro di Califano è scientifico con il gancio destro e il sinistro al corpo, Priehradnik stringe i denti e incassa colpi ed applausi dal pubblico che lo accomuna assieme al suo vincitore.
Ci sono quindi le premiazioni per due personalità della Circoscrizione, ma viene fatto anche salire sul ring il noto rugbysta della Nazionale Locicero che se la cava con poche ma importanti parole facendo presente che ci sono molti altri sport da vedere e seguire.

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Dopo qualche minuto si entra in diretta per Rai Sport Sat con Muhammad Alì Ndiaye, diventato un beniamino della Capitale. Alì con all’angolo il maestro Sordini ha la sua base di allenamento a Fiumicino dove fa i guanti soprattutto con Della Rosa e non nasconde certo le sue ambizioni. Si presenta a Roma per la difesa del suo Titolo Internazionale IBF contro Sergey Kharchenko, giovane russo trapiantato in Spagna. Nelle prime fasi Ndiaye ha difficoltà nel trovare il bandolo del match e oltrettutto il suo avversario ha un destro pungente come dimostrano le sue vittorie prima del limite. Per giunta il senegalese si fa chiudere spesso all’angolo da dove non brilla in abilità  per uscirne. A partire dalla quinta ripresa la boxe di Ndiaye si scioglie e i colpi s’infittiscono al volto e al corpo dello spagnolo. Nella sesta ripresa Alì passa un brutto momento, pescato da un preciso sinistro al mento, scivola ma quando si rialza si capisce che il copo lo ha sentito. Dalla settima ripresa dopo qualche duro scambio si vede finalmente anche il montante di Ndiaye. Non riesce a doppiare i colpi ma ha ormai il match in pugno, anche perché Kahrchenko, sempre pericoloso nelle sue reazioni, dà segni di stanchezza. Al decimo round c’è una bella combinazione con sinistro d’appoggio e destro in pieno volto accusati da Kharchenko. Il round seguente sembra il clichè del precedente con una maggiore continuità da parte di Alì. Al termine dell’ultimo round non ci sono dubbi come confermano all’unisono con il punteggio di 119 a 109 Montella jr., Fratini e Tagliamonti.
RISULTATI
Dilettanti
Mediomassimi: Massimiliano Buccheri (Boxe Casalbruciato) e Andrea Marziali (Bajengas Ascoli) pari.
Professionisti
Mediomassimi: Sergey Demchenko(B.B.T. – kg. 78) b. Bernard Donfack (Germania – kg. 79) ko 2.
Leggeri: Simnone Califano (B.B.T.- kg. 60,800) b. Lubos Priehradnik (Slovenia – kg. 60) a.p. 6.
Supermedi: Muhammad Alì Ndiaye (B.B.T. – kg. 75,500) b. Sergey Kharchenko (Spagna – kg. 75,800) a. p. 12- Titolo Internazionale IBF.
Arbitri: Barrovecchio R. (c.r.), Lamusta, Rega, Marzuoli, Bianco.
Medico: dott. Emiliano Bonanni.