di Giuliano Orlando

Una Coppa quella riservata agli jr. disputata a Vrbas nella Vojvodina in Serbia, sicuramente importante come test prima degli europei di categoria, per gli atleti nati nel 2004 e 2005, che si terrà a Tbilisi, in Georgia, dall’uno al 12 luglio, successivi ai Campionati europei U22 dell’EUBC, fissati a Roseto degli Abruzzi dal 17 al 24 giugno. A Vrbaa erano presenti 14 nazioni, con 66 maschi e 43 atlete di 13 e 14 anni.   Hanno presentato solo maschi: Albania (1), Bosnia (8), Lettonia (1), Macedonia (3) e Montenegro (1), mentre Bulgaria (1m; 4 f), Croazia (1-3), Cypro (2-5); Kazakistan (1-17) e Serbia (6-6) sono arrivate con squadre miste. Otto nazioni hanno optato per l’invio di sole ragazze. Ovvero, Italia (9), Polonia (8), Romania 6, Montenegro (1), Grecia (1), Lettonia (1) e la Russia con un vero esercito di 21, ripeto 21 atlete che hanno sbilanciato il torneo, come dimostrano le 11 finali, dove sono arrivate 19 russe, su 22 posti. Ha senso tutto questo? Quale equilibrio può avere una rassegna dove la Russia, che ha un vantaggio di partenza notevole, vista la base su cui fa affidamento, si presenta con un numero spropositato di atlete, tramutando il torneo a un campionato nazionale di categoria. Togliendo alle altre nazioni l’opportunità di salire sul podio. Come infatti è stato. Stesso discorso per il Kazakistan, che ha presentato un’atleta e 17 maschi, portandone 16 sul podio con 7 ori, 7 argenti e 2 bronzi.  A questo punto il presidente dell’EUBC Franco Falcinelli, deve intervenire per evitare si ripeta la situazione alla prossima edizione. La soluzione è semplice, numero chiuso per nazione, consapevole che la Russia si presenta con atleti e atlete che hanno una superiore esperienza stridente. La meno esperta vanta il triplo e anche più di attività e incontri.  Molte hanno vinto il titolo europeo tra le schoolgirl. Lo stesso vale in chiave maschile per il Kazakistan.                                                                              Valeria Calabrese accompagnata da Lorenzo Di Giacomo ha portato al torneo nove ragazze, la cui media degli incontri non supera la ventina, contro i 50 delle russe e dei maschi kazaki. Che iniziano a 10 anni a salire sul ring.  Queste le presenti italiane a Vrbas: Graziella Schininà (Sc) e Chiara Marina Bencivegna (Cam) nei 46 kg.; Sofia Orlando (Em) 48; Giorgia Benetazzo (Ven) 50; Maria Teresa Sannino (Cam) 52; Matilde Ferraris (Pm) 54; Luisa Acconcia (Cam) FFOO 57; Valentina Marra (Mar) 60; Aurora Pignataro FFOO, 63.  Le nostre atlete hanno conquistato 2 argenti con Marra (60) e Ferraris (54) e 5 bronzi: Bencivenga (48), Schinnà (46), Acconcia (57), Pignataro (63) e Sannino (52).

Le azzurre si sono fermate contro avversarie che le sovrastavano in fatto di esperienza. Nei 48 kg. la campana Bencivenga, dopo aver superato la serba Takas, trovava disco rosso in semifinale contro la cipriota Laila Abdullatif, oro europeo schoolgirl, oro al Memorial Bornemissza Junior a maggio considerata un grande talento, unica in grado di battere le russe e infatti ha vinto il torneo a spese della Shareva in finale. La Acconcia, la Pignataro e la Schinnà, sono state battute dalle russe che hanno vinto l’oro del torneo. Unica ad aver battuto una russa in semifinale è stata Valentina Marra nei 60 kg., ai danni della Tokareva, ma ha ceduto contro la Novinskaia per la vittoria finale. Unica azzurra sotto le aspettative la campana Sannino (52), che ha qualità ed esperienza, oltre a podi nelle schoolgirl, troppo arrendevole contro la Ermolaeva, che era alla sua portata. Nulla da fare per la piemontese Matilde Ferraris (54), giunta in finale senza combattere, contro una delle russe più quotate, la Paolina Spirina che l’ha costretta alla resa.

Di Alfredo

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