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Di Rocco merita il mondiale | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Di Rocco merita il mondiale

di Giuliano Orlando

Il pubblico chiede il risultato spettacolare e il campione risponde alla richiesta. Michele Di Rocco (40-1-1) è ormai maturo per l’assalto mondiale superleggeri.  L’altra sera al teatro Principe di Milano, esaurito come consuetudine a tutti gli appuntamenti che la “Boxing Events” di Alex Cherchi allestisce, il campione d’Europa ha dimostrato con i fatti di meritare l’opportunità iridata. Di fronte allo sfidante volontario, il francese Alex Lepelley (18-4-1), ha mostrato a giusta ragione di stare stretto nella dimensione europea. Il transalpino sapeva di essere inferiore, ma ha tentato di ogni modo di capovolgere la dura realtà del ring. Pagando duramente il coraggio di voler provare ad ogni costo. Prima del devastante ko, giunto nella pancia dell’ottavo round, la tematica indicava il gatto Di Rocco e il topolino Lepelley, che per non farsi sfregiare dalle unghie di un felino che lo teneva sotto tiro e ad ogni occasione lo puniva duramente, cercava di dare tutto. Sette round a senso unico, il campione faceva il match da sfidante, anticipando e colpendo. Addirittura, per eccesso di sicurezza, non si preoccupava di incassare qualche sventola e un paio di destri. Ricevendo i rimbrotti di Franco Cherchi, il maestro che da tempo lo gestisce e lo sta facendo crescere, a dispetto della data anagrafica, che segna 33 primavere. “Ha ragione il mio maestro, ma stavo bene e il francese non possedeva la castagna. Certo, meglio evitare i pugni altrui, anche quelli che non lasciano il segno. Lepelley era un libro aperto, non sempre corretto. L’arbitro ha capito che non doveva lasciar passare i colpi alla nuca e il rischio testate, per cui alla quinta giustamente lo ha richiamato. Per quanto riguarda il colpo del ko è arrivato facilmente solo in apparenza. Quel gancio lo proviamo in allenamento da mesi. E’ arrivata l’occasione e sono stato pronto a sfruttarla. Mi sono un po’ preoccupato quando il francese stentava a riprendersi, poi la paura è passata”.

Il gancio destro del ko, in apparenza è parso un colpo veloce ma neppure troppo caricato.  La differenza è stata la precisione e l’impatto, visto che il francese stava avanzando, per portare a sua volta una replica. Proprio la naturalezza del gesto, conferma che il ko non è stato casuale, ma il frutto di un’azione coordinata. Lepelley è caduto rovinosamente al tappeto e l’arbitro Rukavina della Croazia, ha capito al volo che non occorreva il conteggio, ma l’intervento del medico. Il dottor Ireneo Sturla, ha preso in esame la condizione del pugile, assicurando del pieno recupero e quindi nessuna necessità di ricovero. Che Di Rocco non sia picchiatore è acclarato, ma nel contempo possiede la precisione chirurgica che si trasforma in dinamite. Com’è stato contro Lepellier. E adesso? L’interrogativo non ha segreti.  Lo conferma lo staff della OPI2000 e lo precisa Christian Cherchi, che cura ogni trattativa del team milanese: “Michele è il numero quattro della IBF, e in questo momento, con Lamont Peterson (33-3-1) dichiarato decaduto, dopo l’incontro con Danny Garcia (30) per eccedenza di peso, si deve assegnare la cintura vacante. Il match è stato fissato a Macao (Cina) il 18 luglio, tra i primi due del ranking, che sono  l’argentino Cesar Rene Cuenca (47-2nc) e il cinese residente in Corea, vincitori delle rispettive eliminatorie, nella mega riunione allestita dalla Top Rank di Bob Arum. Una volta che la IBF ha il campione scatta l’eliminatoria, dove Di Rocco è candidato di diritto, essendo il numero quattro del ranking. Il primo in lizza è Adrien Broner (Usa 30-1-1nc), avversario di tutto rispetto, già campione del mondo superpiuma 2010 e welter nel 2013 scalzando Pauli Malignaggi. Al momento sembra orientato in questa categoria, come dimostra il prossimo incontro fissato il 20 giugno a Las Vegas, contro Shawn Porter (255-1-1) al limite dei welter. Match di di altissimo livello sui 12 round, quindi una semifinale. Restano Lamont Peterson (33-3-1) 33 anni, in forse se restare nei superleggeri o salire di peso, quindi l’italo australiano Lenny Zappavigna, forse quello più interessato alla sfida. Noi siamo pronti a qualsiasi trattativa, nel frattempo Michele potrebbe difendere ancora l’europeo, per non tenerlo fermo troppi mesi”.  Alessandro Cherchi guarda già al prossimo appuntamento, fissato il 20 giugno, con un match al brivido, valido per il vacante europeo dei medi. “Diamo a Blandamura l’opportunità di conquistare un traguardo importante. L’avversario, il francese  Michel Soro (26-1-1), 27 anni, è davvero pericoloso, nato in Costa d’Avorio, recentemente ha battuto Glen Tapia (23-2) numero due WBO dei superwelter, per kot al quarto round. Noi abbiamo fiducia nel nostro atleta e speriamo che capovolga il pronostico. Nella locandina il tricolore superleggeri tra Andrea Scarpa (17-2) e lo sfidante Emy De Prophetis (16-7), ancora Modugno e Rondena i due colossi e altri ragazzi promettenti. Contiamo sulla fedeltà del pubblico, come è stato fino ad oggi. In attesa di riproporre Moscatiello a settembre”.

La serata del trionfo di Di Rocco, è stata all’insegna dei ko. L’hanno imposto il debuttante ucraino Prodan, superwelter atticciato da sgrezzare ma molto promettente, che ha vinto al 2° round contro il tenace magiaro Duka (3-6) dopo ben quattro atterramenti, tutti colpi tra fegato e milza. Il medio romeno Catalin (8) che ha costretto il croato Matic alla resa nella terza ripresa, mentre il ruiser milanese Rondena (4), ha confermato i limiti dell’inesperienza, ma anche la potenza dei colpi, che il bosniaco Dadovic (2-9) ha sentito quando volendo fare lo sbruffone ha aperto la guardia, invitando il rivale a colpire. Rondena ha accettato l’invito e il colosso è franato al tappeto, in ginocchio, alzandosi dopo l’out. Unico a concludere ai punti, il colosso Modugno, rientrato dopo dieci mesi di vacanza, con progetti ambiziosi. L’ex campione italiano, pur con una dozzina di kg. (126) di troppo, ha mostrato una discreta condizione, dominando il croato Gospic (15-12) con un bel sinistro già preciso. Ancora manca il destro e le gambe sono pesanti, ma a scuola di Franco  Cherchi, i miglioramenti sono la regola fissa. Già il 20 giugno avrà un rivale più impegnativo, in attesa di vederlo a livello europeo. Il traguardo del 2016.