di Giuliano Orlando

 

Rinviati di un anno, a causa del Covid 19, i Giochi del Mediterraneo giunti alla 19° edizione, approdano ad Orano, la seconda città della nazione, detta “la Radiosa” nel cuore del Magreb, pronta alla manifestazione che inaugura l’ingresso delle donne sul ring. L’evento patrocinato dal CIO, limita le categorie di peso, e vede alla partenza la presenza di 27 nazioni, impegnate in tutte le discipline agonistiche. Queste le nazioni iscritte:  Albania, Algeria, Andorra, Bosnia Erzegovina,  CroaziaCiproEgitto,   SpagnaFranciaGrecia,   Italia, Kosovo, Libano, Libia, Malta, Marocco, Monaco, Montenegro, Portogallo, San Marino, Serbia, Slovenia, Siria, Macedonia del Nord, Tunisia, Turchia e Australia (ospite).  La gran parte partecipa al torneo di pugilato. Sono 24 le discipline inserite nel programma, con l’ingresso degli scacchi come specialità dimostrativa. Battesimo anche per la boxe femminile. L’Italia è sempre stata presente fin dalla prima edizione, svoltasi ad Alessandria d’Egitto con la partecipazione di dieci nazioni, cresciute col proseguire delle successive edizioni. L’attuale edizione, per la prima volta in Algeria, toccherà il record assoluto di presenze a quota 26 più l’Australia nazione ospite. Il c.t. Emanuele Renzini, porterà a Orano otto azzurri e sei azzurre. I maschi prescelti sono Federico Serra (51), Francesco Iozia (57), Giuseppe Canonico (60), Gianluigi Malanga (63), Salvatore Cavallaro jr. (69), Salvatore Cavallaro (75), Alfred Commey (80), Aziz Mouhiidine (92) e Vincenzo Fiaschetti (+92). Serra, i due Cavallaro, Commey e Aziz sono reduci dagli europei di Yerevan, Iozia torna dopo la partecipazione nel 2018, mentre Canonico, Malanga, Cavallaro jr., Commey e Fiaschetti, debuttano alla rassegna. Le azzurre: Roberta Bonatti (48), Giordana Sorrentino (50), Sirine Charaabi (54), Rebecca Nicoli (60), Assunta Canfora (63) e Melissa Gemini (66). Al seguito il tteam leader è Alberto Tappa il segretario federale, i tecnici Riccardo D’Andrea e Gennaro Moffa, i fisioterapisti Fabio Morbidini e Pierluigi Pantini. Nel medagliere, l’Italia è largamente al primo posto sia a livello generale, che nel pugilato con 42 ori, 27 argenti e 45 bronzi, davanti a Egitto (26-25-33), Turchia (22-28-38), Francia (22-12-27), Jugoslavia (19-11-14) presente fino al 2001, Tunisia (17-16-33), Algeria (17-14-23); Marocco (9-14-29), Siria (8-9-22) e Spagna (5-19-28).  La precedente edizione si è svolta a Tarragona in Spagna nel mese di giugno è l’Italia in guantoni vinse l’oro con Raffaele Di Serio (56) e Aziz Mouhiidine (91), attuale vice campione mondiale a Belgrado e fresco oro europeo a Yerevan in Armenia, oltre all’argento di Salvatore Cavallaro (75) il bronzo di Manuel Cappai (52).  L’edizione spagnola va ricordata per la presenza come giudice arbitro della bosniaca Tina Poletan, presente anche agli europei di Yerevan e in altre manifestazioni importante. Una raccomandata di ferro, visti i disastri precedenti. Attualmente sembra migliorata, ma se per una crescita tanto lenta, il costo degli errori è così alto e le vittime sono sempre i pugili, i responsabili tecnici sono ancora più colpevoli. Situazione che si è ripetuta agli europei in Armenia, dove appare difficile non vedere un cartello unilaterale nella fase conclusiva, con l’esclusione dell’italiana Maria Rizzardo dalle finali, colpevole probabilmente di non essersi allineata. Mentre la Poletan ha arbitrato addirittura una finale. Tornando alla bionda bosniaca a Tarragona fu protagonista assoluta di verdetti avversi agli azzurri. Senza escluderne uno. Fuori verdetto con Di Serio, Magrì, Cappai, Cavallaro, Vianello e lo stesso Mouhiidine. La sua incapacità colse anche altri pugili. Per fare un esempio, nella sfida nei 64 kg. tra il serbo Grmusa e l’algerino Kramou, finita 41 per il primo, la Poletan diede la vittoria (29-27) all’algerino: Ma non fu il solo errore. Dopo qualche mese di silenzio l’hanno rimessa in pista e veleggia alla grande.

Emanuele Renzini dopo aver espresso ammirazione per tutta la squadra azzurra agli europei di Yerevan, col record di sette podi, un oro, un argento e cinque bronzi, ha ritenuto che quattro dei presenti agli europei, fossero in grado di combattere anche ai Giochi del Mediterraneo. “Li ho visti ancora carichi di entusiasmo e voglia di combattere – mi ha spiegato – tanto valeva accontentarli considerato che possono puntare al podio anche in questa rassegna. Serra, il medio Cavallaro e Commey pur arrivando a medaglia agli europei, hanno l’amarezza dentro di non essere stati trattati bene dai giudici. Non hanno fatto nessuna dichiarazione, da campioni anche su certi verdetti, ma è chiaro che vogliono sfogare la delusione, dando il meglio a questi Giochi Mediterranei. Mouhiidine è un capitano strepitoso, un grande trascinatore e un esempio per la squadra. Lui questi Giochi li ha già vinti nel 2018, ma è deciso a fare il bis e ne ha i mezzi. Iozia che era presente anche nel 2018, dopo la vittoria agli assoluti ad Avellino e l’oro U22 del 2021 non ha raccolto molto. A Orano ha l’opportunità di rivalersi. Canonico, Malanga, Cavallaro jr. e Fiaschetti sono all’esordio a questa rassegna e altrettanto decisi a farsi valere. Dopo la grande delusione maschile di Tokyo lo spirito è cambiato e sotto la guida dei tecnici che operano ad Assisi, c’è aria nuova e tanto entusiasmo. Vestire la maglia azzurra è motivo di orgoglio e sul ring nessuno parte rassegnato. L’Italia anche al maschile sta tornando una squadra temibile e nessuno, salvo alcuni giudici, la prende sottogamba”.

 A Orano debutta il pugilato femminile, anche in questo caso, non si nascondono le ambizioni. Anche se manca la nostra bandiera Irma Testa e la non meno brava Angela Carini, in nostri gioielli.

“Purtroppo i Giochi del Mediterraneo sono gestiti dal CIO che detta le regole. E la categoria di Irma non c’è, peccato davvero. Ad ogni modo portiamo a Orano una buona squadra con giustificate ambizioni. Roberta (48), delusa dai mondiali dove non è stata trattata bene dai giudici, ci tiene a farsi valere. Come la Sorrentino e la Charaabi che hanno qualità e temperamento. La Canfora a 63 kg è una guerriera pericolosa per tutte le rivali, come la Gemini a 66 kg. Rebecca è una fuoriclasse, perseguitata da cento infortuni e spero che a Orano, riprenda il cammino in ascesa. Lo merita ampiamente”.

Non resta che attendere il giudizio del ring che secondo il programma ufficiale inizierà il 27 giugno per concludersi con le finali il 2 luglio.

Di Alfredo

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