di Michelangelo Anile
nespro-gaetanoIncastonata tra l’azzurro del mare della Costa degli Etruschi ed il verde della campagna toscana, Cecina e la sua marina sono località molto amate dai turisti di tutto il mondo. Una folta pineta si allunga per quindici chilometri su una spiaggia di sabbia morbida.
Ma Cecina non è solo mare, ma  storia e cultura, come dimostrano le testimonianze etrusche e romane raccolte presso il Museo Guerrazzi e gli insediamenti della Villa di San Vincenzino. Il sommo poeta Dante Alighieri , la citò nel canto XIII dell’Inferno per individuare i confini della Maremma.


Non solo. Cecina è anche sport e soprattutto pugilato. Sì, perché a Cecina risiede il campione italiano dei pesi medi  Gaetano Nespro che sabato 20 giugno ha difeso per la quarta volta il titolo dall’assalto del romano Giovanni De Carolis.  Lo abbiamo incontrato e la sua disponibilità è stata preziosa per una brevissima intervista. Nato  a Torre Annunziata, Napoli,  il 4 gennaio 1980,  è sposato con Tina Esposito ed ha due figli, Salvatore di tre anni e Rachele di due.

Quando  hai iniziato il pugilato?
“Avevo appena dieci anni e subìto mi sono innamorato di questo sport. E’ nato tutto  per gioco. Poi , con il passar del tempo  ho capito che sarebbe stato la mia vita, anche perché seguivo il mio amico Pietro Aurino.  In famiglia mia madre non era entusiasta e mio padre solo nel tempo si è appassionato. Adesso mi segue ovunque. Nella mia carriera da dilettante ho sostenuto più di 60 match, quasi tutti vittoriosi. Ma non ero costante, anzi discontinuo. Questo era il rimprovero che mi facevano i miei maestri Zurlo e Pagano.  Ricordo con emozione il secondo posto agli assoluti italiani”.

Perché hai lasciato Napoli e ti sei trasferito a Cecina?
“A malincuore ho lasciato la mia terra in cerca di un futuro, soprattutto per i miei figli. Purtroppo la Campania non offre occupazione. Il mio status di disoccupato pesa come un macigno e non voglio che la mia famiglia ne soffra. Certo, non potevo pretendere chissà che cosa con una licenza media,  ma a  Napoli non ho avuto proprio nessuna offerta di lavoro. Solo con il pugilato sto cercando di emergere come uomo e non voglio soccombere alle difficoltà della vita. Sono un pugile e fiero di quello che faccio”.

Quando hai capito di poter passare professionista ?
“A  dir la verità il dilettantismo ad un certo punto diventa monotono e non ti trasmette più stimoli per andare avanti. A quel punto ho capito di poter fare il passo decisivo. Nel 2000, infatti,  sono passato nei pro con il team  Boxing Cotena, ed ho subito recepito una forte spinta per conquistate qualcosa di importante. Il 30 luglio 2007   a Castelvolturno (Ce)  ho conquistato il titolo italiano dei medi contro  Luciano Lombardi; l’ho difeso contro lo stesso a Monza il 27 febbraio 2008;  il 31 ottobre 2008 a Savignano sul Rubicone contro Signani Matteo e infine sabato  scorso a Cecchina contro Giovanni De Carolis.  La quarta difesa…non è poco”.

A proposito della quarta difesa.  Hai battuto ai punti Giovanni De Carolis, sfidante ufficiale. Ma sarebbe stato lo stesso match contro  Domenico Spada?
“Ogni match ha una storia a sé. Contro De Carolis, pugile d’attacco,  ho doppiato sempre il jab  sinistro e messo il gancio  in uscita. Chissà, con uno potente come Spada , avrei messo in pratica un’altra tecnica. In base all’avversario, mi adeguo di misura. Ma adesso…  sono io il campione d’Italia dei medi”.

Cosa ti ha lasciato dentro la sconfitta in Germania contro Sebastian Silvester ?
“Alla luce del risultato odierno, niente. Paradossalmente, invece, penso sia stata  una sconfitta costruttiva che rientra nel bagaglio delle mie esperienze da pro.  Non solo.  Combattere  a Neubrandenburgo con quel clima, vi assicuro che è qualcosa di inverosimile.  Tantissima gente segue il pugilato. In Italia non è la stessa cosa. Da buon napoletano  ho metabolizzato la sconfitta . Non potevo deludere oltremodo. In fondo Napoli ha una forte tradizione nel pugilato, vedi  Aurino, Zurlo, Bergamasco, l’amico fraterno Pasquale Perna”.

Dove ti alleni a Napoli o a Cecina?
“Mi alleno un po’ a Torre Annunziata con Lucio e Biagio Zurlo e Raffaele Pagano e un po’ a Cecina con il maestro Giuliano Campodonico. Per la palestra seguo la stessa strategia: a Napoli con i  dilettanti della  Vesuviana e  a Cecina con i dilettanti della Polisportiva Palazzaccio. Naturalmente ho sempre sparring di alto livello pugilistico durante la preparazione di un match. In questa occasione,  ho lavorato molto con Giacobbe Fragomeni, i fratelli Branco e Paris”.

Quali sono i tuoi   progetti sportivi?
“Naturalmente tenere più a lungo il titolo italiano. Poi, ben venga un’altra chance in terra straniera per un titolo internazionale. Mi sento maturo e pronto a misurami con chiunque. D’altronde  alle soglie dei trent’anni, non posso chiedere altro”.

E quelli per la vita?
“Prima di ogni cosa la salute per la mia famiglia e poi, spero in un’offerta di lavoro che attendo da tempo e che ancora deve giungere al destinatario”.

L’intervista si conclude davanti il rituale di un buon caffè. Ci ha colpito molto la serietà dell’atleta napoletano,  la compostezza nel parlare e soprattutto l’umiltà di non sentirsi denominare  “campione”, ma un pugile che onora la noble art con passione e profonda dedizione. Auguriamo a Gaetano Nespro   di mantenere a lungo il titolo italiano dei medi e soprattutto, cosa ancor più importante,    che arrivino al più presto importanti offerte di lavoro.  

Di Alfredo

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