di Giuliano Orlando

Domani sera sul ring della Manchester Arena (Ing) il promoter Frank Warren propone il vacante mondiale superleggeri WBO tra il locale Terry Flanagan (33) e il texano Maurice Hooker (23-0-3), ma l’attenzione del pubblico e non solo, è tutta concentrata sul ritorno di Tyson Fury (25), fermo dal 28 novembre 2015. In quell’occasione il gigante di origine irlandese, etnia rom, sul ring di Dusseldorf (Ger), davanti ad oltre 55.000 spettatori, battè l’ucraino Wladimir Klitschko (64-5) che non subiva sconfitte dal 2004 e dominava la categoria dal 2006, il regno più lungo in assoluto tra i massimi. Il gigante (m. 2.06) nato a Manchester, dodici anni più giovane dell’ucraino, 27 anni contro 39, aveva interrotto il lungo regno del Dr Steelhammer: due lauree e un conto in banca stratosferico. Il trionfo di Fury invece di dare l’avvio al tempo del raccolto, si trasforma in un incubo infinito. Tyson passa da un eccesso all’altro, ogni apparizione in pubblico è l’occasione per stupire. Al seguito dell’Inghilterra calcistica a Nizza, paga 1000 euro di aperitivi ai suoi fans, che l’hanno accompagnato. Tra le altre eccentricità, offre il suo seme a 50.000 sterline. Mentre si tratta la rivincita con Klitschko, l’occupazione principale del campione è la presenza nei night, colossali bevute e totale assenza in palestra. Un anno dopo il trionfo, rinuncia ai titoli, salta la miliardaria rivincita con Klitschko e imbocca la strada del ricovero, per cercare di uscire dal tunnel della droga nella quale è precipitato. Ingrassato di oltre 40 kg., trovato positivo nei test antidoping, inizia il match più difficile della sua vita. Sono in molti a ritenere conclusa la carriera. Ma, come era precipitato, da buon irlandese tenace, stupisce tutti e percorre la strada del recupero. Perde peso, torna ad allenarsi, ottiene l’idoneità che gli era stata tolta della Federazione Britannica, si sottopone ai primi test antidoping per dimostrare quanto il passato sia cancellato. Dichiara che nel giro di un anno, sarà pronto per riprendersi tutte le corone che la sua dabbenaggine gli ha fatto perdere. Il pubblico inglese lo sostiene. Nella sua Manchester, affronta il macedone di stanza in Svizzera, Sefer Seferi (23-1), che paga quasi 20 cm, in altezza, dato netto perdente dai bookmaker. Tyson non è d’accordo: “Manco da due anni e mezzo dal ring e questo sarà un handicap pesante. Certo, voglio vincere, ma non sottovaluto Sefen, che contro Manuel Char ha dimostrato di sapere il fatto suo. Affronto questo avversario come farei con Anthony Joshua e Deontay  Wilder. Che sono nei miei programmi futuri. Quelle cinture mi appartengono e intendo riprendermele”. L’operazione verso una sfida con Joshua è già iniziata.

Di Alfredo

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