Mauro Valeri non è un giornalista sportivo, non è un appassionato di boxe, non conosce quasi niente in materia; è invece dottore in sociologia  e psicoterapeuta, collabora con la cattedra di Sociologia delle relazioni etniche alla Sapienza di Roma.Con lui sull’emigrazione e sul razzismo sfondi una porta aperta, è diventata la sua materia di studio, di lavoro e di vita, perché lo riguarda anche personalmente nella sua sfera privata.
Fondata nel 1914, la Casa Editrice Palombi è oggi una delle più autorevoli voci nel campo dell’editoria artistica, turistica e culturale. Nel mondo di un’editoria in evoluzione mantiene attraverso un’accurata selezione dei contenuti una veste grafica raffinata,  accurata e piacevole in piena sintonia con l’era moderna dei computers.

Dall’incontro di questi due elementi è nato il libro “Nero di Roma”, che a scanso di equivoci ha come sottotitolo “Storia di Leone Jacovacci l’invincibile mulatto italico”. Il libro è stato presentato nella bella Sala della Pace a Palazzo Valentini, la sede della Provincia di Roma. Si parla molto di Italia Multirazziale, e ci si domanda con insistenza se la nostra nazione è preparata politicamente e culturalmente a questa nuova fase dell’evoluzione umana e del suo habitat. Cecilia D’Elia, assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, e Patrizia Prestipino, assessore alle Politiche del Turismo dello Sport e delle Politiche Giovanili, fanno capire con esempi che la strada da percorrere è molto lunga: Leone Jacovacci, grande campione degli anni ‘20 diventa nell’occasione quindi un filo conduttore, oppure se volete un filo di Arianna, per uscire da una sorta di labirinto e trovare la strada maestra, come fa capire la moderatrice Igiaba Scego, scrittrice e giornalista. Gianluca Gabrielli, storico del razzismo, ha fatto studi profondi, trasmessi con scritti e libri, su sport e fascismo, che s’intrecciano inevitabilmente con il prestigio di razza. Anche per lui Jacovacci diventa un filo conduttore facendoci notare gl’incredibili equilibrismi fatti dai giornalisti d’epoca nel riconoscere la superprovata italianità del pugile solo durante i suoi trionfi, mentre nel periodo del suo decadimento mettevano sempre più in risalto come la sua pelle fosse nera.
“Nero di Roma” è un libro di circa 450 pagine con bellissime foto d’epoca, personali del pugile, gentilmente concesse dalla figlia Natalie. E’ un libro di sport? Si si parla molto di pugilato. E’ un libro di cultura? Si è un libro di cultura che ci fa conoscere la situazione d’Africa nella fine dell’ottocento e la prima metà del novecento. E’ un libro di politica e di storia? Anche qui non ci piove. E’ un libro sociale ed etnico? Sembra ovvio. Mischiate il tutto in una sorta di cocktail letterario, scritto con il piglio di un Emilio Salgari e Wilbur Smith, e avrete il libro per tutti, un libro che potrebbe anche diventare materia di studio nelle scuole. Un libro importante come fu pochi anni fa Black Italians dello stesso autore, e di cui questo sembra essere il primo capitolo, quello più antico e per certi versi più emblematico.
Il Vice Presidente Vicario della Federazione Pugilistica Antonio Del Greco con il suo intervento ringrazia l’autore per la bella opera che ancora una volta mette in risalto i valori e la nobiltà di questo sport antico, dicendo che la grande sfida tra Bosisio e Jacovacci non rimarrà fine a se stessa e proseguirà il 26 luglio prossimo con il match che vedrà di fronte Mohammed Alì Ndiaye, pugile italiano del Senegal, un Black Italian, affrontare Lorenzo Di Giacomo per il titolo italiano dei supermedi in uno scenario da favola come può essere Villa Doria Pamphili.
  

Di Alfredo

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