Non è un week end di quelli da segnare col pennarello colorato. Ci sono tre mondiali uno a Frisco nel Texas l’altro ad Hato Rey in Portorico, il terzo in Ucraina. In compenso una miriade di notizie che assicurano la collocazione a sfide molto attese. Inizio da Frisco, la cittadina texana che ha il primato delle crescita demografica dal 2000 al 2009, passando da 150.000 a 174.000 abitanti. Mica male come prolificità. Non solo, e questo non è un vanto, Frisco viene definita il dormitorio di Denver, che dista meno di 50 km. Stanotte al Ford Center, l’imbattuto Errol Spence jr. (23) mette in palio la cintura welter IBF, conquistata nel 2017, per la seconda volta. Lo sfidante arriva dal Messico, si chiama Carlos Ocampo (22) pure lui vergine da sconfitte, ma sulla carta inferiore al campione, che fa parte del gruppo vip dei talenti in attività. Spencer jr. 28 anni, ha dato due dispiaceri all’Italia, battendo prima del limite sia Phil Lo Giudice che Leo Bundu. Ha una boxe difficile da interpretare, e finora nessuno ha saputo trovare la giusta contraria. Anche se non da l’impressione di essere un picchiatore, ha una media di vittorie prima limite molto alta: 20 su 23, l’87%! Il secondo mondiale in programma è saltato, responsabile l’altro sfidante messicano, il supergallo Moises Flores (25) chiamato all’assalto del campione WBA, il californiano Danny Roman (24-2-1). I due si affronteranno a peso libero, senza alcun titolo in palio, Qualsiasi risultato venga fuori, il campione mantiene la cintura. Nel cartellone da seguire il superleggero dominicano Javer Fortuna (33-2-1) che riprova a tornare in alto dopo il tetto raggiunto nel 2015 col mondiale WBA superpiuma e sfiorato a inizio anno contendendo la cintura IBF superleggeri a Robert Easter Jr.. Per Fortuna è stato scelto il non disprezzabile Adrian Granados (Usa 18-6-2), da indicare collaudatore di vertice. L’aveva dichiarato a fine 2017: “Adesso faccio sul serio. Entro il 2018 intendo battermi per il mondiale superwelter”. Parola di Iordenis Ugas (21-3) il cubano che nel 2010 lasciò l’isola senza chiedere il permesso. Da dilettante era stato uno dei migliori leggeri, cinque volte (2005-2009) campione nazionale, mondiale nel 2005 e titolare a Pechino, dove battè nei quarti il nostro Valentino, ma fermato in semifinale dal francese Daouda Sow, che aveva fatto sognare i transalpini di aver trovato un campione anche tra i pro. Illusione totale, il coloured di origine africana, passato pro nel 2009, dopo 18 vittorie, trova disco rosso nel 2015, si ferma un anno, riprova, ma il 28 aprile 2017, fallisce addirittura la conquista del titolo francese, battuto dal non certo fenomeno Yazid Amghar (20). Una stella incapace di brillare. Torniamo a Ugas, che ha ormai 31 anni e tenta di arrivare alla sfida mondiale. L’avversario odierno è il dominicano Jonathan Batista (17-13) su misura per mettere una vittoria nel carnet. Basterà? Dal Texas al Portorico, ad Hato Rey per segnalare la difesa del supermosca locale Angel Acosta (17-1) titolare WBO che difende la cintura contro Carlos Buitrago (30-3-1) che arriva dal Nicaragua, salito di categoria dopo aver provato invano nei paglia a centrare il mondiale.
Nella vecchia Europa, attività quasi frenetica, ma nessun titolo importante in palio. Nel Regno Unito appuntamenti a Dorset, Bolton, New Castle, Lancaster e Paisley in Scozia, altrettanti appuntamenti in Germania che interessano anche agli italiani. A Karlsruhe nel Baden Wuttemberg, nella riunione fiume, ben 21 incontri in cartellone, il non più verde massimo Francesco Pianeta, calabrese di stanza da anni in Germania, rischia e non poco contro l’emergente e imbattuto croato Petar Milas (11) con 9 ko. Nella riunione dove si assegnano una marea di cinture Global Boxing Union, figura Firat Arslan (42-8-2) turco di origine, tedesco di residenza da oltre vent’anni, 47 anni, professionista dal 1997, iridato cruiser nel 2007, una carriera sempre di vertice anche se dopo quell’impresa non si è più ripetuto. Per l’occasione affronta Matis Magrini (19-4-19, argentino di 38 anni, un giovanotto in suo confronto. L’altro italiano sul ring è il superwelter Francesco Lezzi (10-11-2) che testa il locale Shawa Spomer (1) tutto da scoprire. A Monaco in Baviera rispunta il serbo di nascita Marco Huck (40-3-1), dalla lunghissima militanza, iniziata nel 2004, dopo aver praticato taekwondo e kick, con ottimi riscontri. Come pugile non è mai stato un modello di correttezza, sempre ai limiti delle regole, spesso anche oltre. Ricordiamo lo scontro con Pietro Aurino nel 2006 a Kempten, finito in rissa da osteria. Invece di prendersi a pugni si diedero calci. Organicamente fortissimo, ha dominato nei cruiser con la WBO è stato iridato dal 2009 al 2011 e poi ancora dal 2013 AL 2015, dopo il tentativo quasi riuscito al titolo massimi WBA contro il russo Alex Povetkin a Stoccarda sconfitto di misura. Nel 2016 si è sposato con una ricca ereditiera svizzera, ha un villa hollywoodiana sempre in Svizzera, ma il virus della boxe non sembra ancora essergli passato, anche gli ultimi due incontri li ha perduti, sia pure titolati. L’avversario da massimo è Yakup Saglam (40-4) il turco di Germania che porta bene i 41 anni, reduce da quattro vittorie, dopo la sconfitta con Joseph Parker (ko alla 2°) nel 2015. Il trainer di Huck, proclama che sarà un test difficile. Pretattica o timore? In Italia molta attività periferica di piccolo cabotaggio. A Francavilla a Mare nel chietino in Abruzzo, sfida tra i massimi Giovanni Rossoni (4-1) di Pescara e Danilo Staccone (0-1-1). A Baganzola in Emilia, il medio romeno Costantin Pancrat (6-8) atleta molto generoso contro Francesco Tartari (8-1-1) 30 anni, campano residente a Torino. A Bologna test forse troppo facili per i beniamini locali, il welter: Arblin Kaba (5) già campione italiano dilettanti, contro Dimitrije Djordjevic (Ser. 0-11-1) e il medio Pavel Zgurean (3-2) con Nikola Stojiljkovic (Ser. 1-4) sui 6 round. A Rozzano estrema periferia Sud di Milano, le palestre APOT 1892 e Domino allestiscono al Centro sportivo in viale Liguria, 11, la più importante serata pugilistica mai allestita in loco, con 5 incontri professionistici. Clou riservato allo spettacolare supermedio Daniele Scardina (12), cresciuto alla Domino del maestro Pino Caputo, che arriva da Miami (Usa) dove risiede e combatte. Affronta il serbo Bojic, apprezzato in Italia. Faretina (3) e Benkorichi (2) allievi della APOT dei fratelli Pasqualetti contro Tiganas (Mold) e Calì. Completano l’eccezionale serata il picchiatore cubano Diaz (4) e Papa (4) contro Paunovic (Ser) e Fejzovic (Bos). Inizio alle 20. A Cassino nel Lazio, sfida tra i mediomassimi Davi Bika (1) e Luca Spadaccini (0-0-1). A Lodi in Lombardia, debuttano i medi Edmir Sinanaj e Matteo Lovaglio sui 6 tempi. A Verbania in Piemonte, il giovane e promettente mediomassimo Ivan Zucco (3) e il cubano Samuel Gonzales (17-5) opposti a Michael Domenkus (Cro 0-1) 18 anni e Antonio Horvath (Ung. 10-49). Domani boxe a Kiev, la capitale dell’Ucraina al Parkovy Convention Centre. Il top della serata spetta all’azero-ucraino Artem Dalakian (16) in difesa del titolo WBA mosca, contro il pericoloso tailandese Sirichai Thaiyen (50-3) imbattuto dal 2014. In cartellone due italiani. Nei superpiuma Ihor Magurin( 9-0-1) contro Daniele Limone (16-6-1) per il WBA Intercontinental. Il supermedio Marco Miano (7-7) trova Igor Kudrytskiy (9-0-1).
E il resto, quello riservato alle prossime sfide? Lo abbiamo riservato per il prossimo servizio e riguarda la rivincita che sembrava impossibile tra Golovkin e Alvarez.

Di Alfredo

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