Mario De Persio, uno dei migliori massimi italiani degli anni ’50, ci ha lasciato. Nato il 3 marzo 1932 ha iniziato la sua carriera pugilistica nella palestra dell’ Audace alla quale è rimasto, da buon audaciano, sempre legato anche da professionista quando aveva come manager Alfredo Venturi e come istruttore l’indimenticabile Ricchetti.

Per lui andrebbe bene il vecchio titolo di “Un uomo tranquillo”, interpretava la boxe alla stessa stregua di uno spadaccino gentiluomo, senza rabbia e senza rancore; il ring diventava per questo ragazzone dal fisico scultoreo un problema da risolvere sul momento. Per la verità lo risolveva quasi sempre a suo favore. Buon dilettante raggiunse il culmine della carriera con la maglietta conquistando la medaglia d’Oro ai Giochi del Mediterraneo. Divenne professionista nel 1955 quando Franco Cavicchi, che aveva il suo stesso procuratore, aveva conquistato il titolo europeo dei massimi battendo il tedesco Neuhaus.
De Persio poteva definirsi tranquillamente un tecnico con pugno e che aveva grandi possibilità lo dimostrò quando da professionista superò ai punti al terzo match Robert Duquesne, ex campione francese, di grande esperienza e discreta potenza. Quel match si disputò a Bologna come sottoclou proprio a Cavicchi che superò per squalifica Joe Bygraves. Il pubblico romano cominciò a sognare quando vide la facilità con cui disponeva dei suoi avversari. Franco Cavicchi era il campione, ma lasciava a desiderare come carattere.
In quegli anni cominciava la sua ascesa Giulio Rinaldi proprio quando De Persio stava per ritirarsi. Nel 1957 abbattè in due round il colossale Werner Wiegand e si cominciò anche a parlare di europeo. Ma la salute fu un problema per questo grande campione fin da giovane e la sconfitta inattesa, l’unica, subita ad opera di Giannino Luise fu il primo campanello d’allarme. Il 15 giugno 1958 divenne campione italiano battendo prima del limite alla nona ripresa Uber Bacilieri, un veterano indomabile. Dopo quel match si sono perse le tracce di Mario come pugile. Trovò lavoro in Banca e le sue apparizioni nel mondo della boxe furono sporadiche. L’ultima forse rimane quella avvenuta alla presentazione del libro fatto per il centenario dell’Audace.
I funerali di De Persio si svolgeranno stamane (30 giugno) alle 11,30 nella chiesa di Don Bosco vicino a Cinecittà.   

Di Alfredo

3 pensiero su “Si è spento Mario De Persio: il massimo che fece sognare i romani”
  1. Molti hanno saputo in ritardo che Mario De persio ci ha lasciato e ci chiedono un recapito… L’unica cosa che possiamo fare è quello di dare il numero di telefono dell’ Audace(chiedere di Cesare Venturini dopo le 17,30), che è la palestra a cui lui è rimasto sempre legato. Il numero è 06/485761.
    Un cordiale saluto a tutti

  2. Anche io ho appreso soltanto oggi!
    Ho un bellissimo ricordo di Mario, a Torvaianica, tanti tanti anni fa: on tre sull’altalenam con un’altra cugina.
    Esprimo le mie più senitte condoglianze
    E anche io vorrei sapere se è possibile avere contatti telefonici o per emil
    elsa de persio

  3. Buonasera,solo oggi per puro caso ho letto della scomparsa di Mario.
    Ho sentito parlare di Mario in Banca, in quanto lavoro in Bnl, conosco in parte la carriera di Mario,probabilmente ,buon sangue non mente,perchè anche io sono stato campione del mondo di pattinaggio a rotelle specialità veloce, negli anni 80 e 90.
    Se fosse possibile avere contatti telefonici oppure via email.
    Con l’occasione invio sentite condoglianze ai suoi cari.
    Giuseppe De Persio

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