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Stefano Abatangelo è il nuovo campione | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Stefano Abatangelo è il nuovo campione

In un Palazzetto gremito, a Rivarolo Canavese, termina, sia pure momentaneamente, la corsa di Emanuele Barletta da campione italiano dei mediomassimi. Il pugile di Alberto Chiavarini alla settima ripresa ha detto basta ed ha abbandonato, un po’ a sorpresa. Un gesto di sconforto a cui ha fatto da contraltare la gioia sfrenatadi Stefano Abatangelo e il suo angolo. Sono situazioni che nel pugilato diventano quasi di prammatica dove gli opposti s’incrociano: vincitori e vinti, campioni e sfidanti, entusiasmo e amarezza. Sembra facile e scontato dire è la legge del ring. Barletta è salito sul ring piemontese abbastanza sicuro e dimostrava fin dalle prime battute la sua strategia basata su uno schematico uno-due per poi trattenere l’aggressività di Abatangelo. Le prime due riprese sembrano dargli ragione, anche se la testa di Abatangelo diventa un’arma pericolosa impropria, soprattutto a causa dei cm. di altezza che l’allievo di Dino Orso regala al campione.

Nel terzo round forse la svolta: dopo uno scambio-scontro all’angolo Barletta esce con una ferita al sopracciglio destro, non è grave, ma è un campanello d’allarme. La ferita viene ben rimarginata nell’intervallo, ma diventa pur sempre un problema visto il modo di combattere e caricare di Abatangelo. Lo sfidante dal canto suo dimostra di essere preparatissimo fisicamente e non è facile arginare le sue sfuriate. Barletta ci prova con colpi doppiati come è avvenuto nella seconda parte della quinta ripresa. Chi aspetta il calo di Abatangelo sbaglia previsione. Forse l’arbitro Terlizzi dovrebbe intervenire più energicamente quando i due stanno a contatto. Nella sesta ripresa un altro episodio da rivedere. Barletta esordisce con uno-due preciso, anche se non potente, ma Abatangelo è inesauribile e lo costringe allo scambio stretto. Barletta chiuso all’angolo “accusa” una testata e l’arbitro lo conta. Per un Barletta, ormai innervosito, è dura da digerire. Lo dimostra nel settimo round dove Abatangelo aumenta il ritmo e carica i suoi colpi. Quando a metà round Barletta volta le spalle e Abatangelo nella foga lo colpisce due volte è una situazione difficile da capire. Con il replay si vede Abatangelo arrivare con un gancio destro insidioso a segno, mal digerito, e poco dopo di fronte all’ennesima carica c’è la resa di Barletta.

Stefano Abatangelo è il nuovo campione e bisogna dirlo meritatamente, certo deve disciplinare il suo modo di combattere. Fisicamente è molto forte e la cura di Dino Orso è servita a dare fiducia nei suoi mezzi. Il piemontese è orgoglioso di aver conquistato il titolo contro, a suo giudizio, un vero campione. Non si parla ancora d’Europa, deve maturare, un passo alla volta diventa il leit motiv. Si vedrà strada facendo e a chiudere l’intervista ci pensa Dino Orso: “Stefano non è un talentuoso, deve lavorare molto sulla condizione fisica”.

La serata, perfettamente organizzata da Mario Loreni, si è avvalsa di un buon contorno dove ha tenuto banco il match di supermedi tra l’imbattuto Alessandro Murgia e Alessio Furlan. 25 anni il primo, 36 il secondo, che alterna la sua attività come pugile e uomo d’angolo. Murgia nel complesso è piaciuto soprattutto quando parte con serie, quasi sempre a bersaglio, ma forse pecca d’ingenuità quando da modo di reagire a viso aperto ad un avversario che tiene fede al suo nome di “Guerriero di Rocca Canavese”. Sono sei riprese durissime, senza un attimo di respiro. Murgia scarica  una maggiore quantità di colpi, ma quelli di Furlan sembrano fare più male, come si dimostra nella seconda parte del sesto round che sembrava essere dominato dal sardo. Il verdetto di vittoria con giudizio unanime veniva assegnato a un Furlan, quasi incredulo, per Murgia è arrivata invece la prima sconfitta, ma un’esperienza in più da immagazzinare. Le doti ci sono, c’è da rivedere qualcosa soprattutto in fase difensiva. Era la volta poi dei medi Kristian Camino e Alex Zerbini, due outsider al loro secondo match, che hanno offerto un buono spettacolo con capovolgimenti di fronte. La maggiore potenza di Camino si è fatta sentire costringendo il suo avversario ad ascoltare due conteggi determinanti per la vittoria. Negli altri incontri il leggero Francesco Acatullo superava ai punti Dario Morano, mentre il medio Gheorghe Sabau metteva in luce tutta la sua potenza liquidando in due riprese il romeno Valerica Adochitei.