di Alfredo Bruno
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Diciamolo sinceramente Davide Buccioni non è uno che ha trovato davanti a se una strada spianata come forse avrebbe meritato la sua perseveranza e passione per la boxe. Oggi fare l’organizzatore significa trovarsi in un labirinto per certi versi inestricabile. Il promoter romano, da buon ex pugile, ha grinta, ma soprattutto testardaggine.

  Di ostacoli ne ha avuti in abbondanza a cominciare dal fatto di vedersi soffiare il Palazzetto, proprio quando per primo era riuscito tra lo stupore di tutto il mondo sportivo romano a riempirlo. Cosa che non capitava dalla notte dei tempi. Trovato il modo di proporre un nuovo tipo di organizzazione ecco il colpo del ko:  vedersi soffiare una struttura nata per il pugilato. Smaltito il duro colpo Davide ha subito reagito e le sue riunioni con cadenza regolare( a giugno questa è la seconda) hanno risvegliato l’interesse per la boxe, che per molti era rimasto sotto naftalina. Trovare soluzioni al Palazzetto non era facile, ma il promoter ci è riuscito trovando spazio in posti impensabili, o se vogliamo dire “espugnando” posti impensabili proprio come ha fatto Costantino nel 312 d.C. a Ponte Milvio, quando sconfisse il ribelle Massenzio in una cruenta battaglia. Ebbene proprio in questo posto grondante di storia Davide si è letteralmente inventata una riunione di boxe. Davanti al meno storico, ma non per questo meno conosciuto, soprattutto dalle teen agers, chioschetto del film “Mio fratello è figlio unico” con Riccardo Scamarcio.

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La data avrebbe dovuto essere il 27 giugno, ma anche qui è calata la mannaia “involontaria” del concerto di Vasco Rossi all’Olimpico. Per fortuna le cose si sono aggiustate con lo spostamento di un solo giorno, così il 26 giugno alle ore 21 con la solita apprensiva sudata Davide Buccioni potrà mettere in campo la sua ennesima fatica.

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 Si trattadi un’ ottima riunione con Muhammad Alì Ndiaye ( +12, 7 per ko), che, in attesa di veder finalmente riconosciuta la sua sfida per il titolo italiano, difenderà la sua corona di Campione Internazionale IBF dall’ insidioso assalto che gli porterà Sergey Kharchenko (+15, -8, =2), un russo trapiantato in Spagna. Si tratta di un avversario pericoloso, dotato di notevole potenza, visto che delle 15 vittorie ben10 sono state ottenute prima del limite. Ma per “The Power”,come ormai viene chiamato Ndiaye, il Promoter non va tanto per il sottile, perché d’accordo con il pugile intende bruciare le tappe in una categoria d’èlite come quella dei supermedi. Di questo Kharchenko oltretutto fa testo, come pericolosità, anche la sconfitta con verdetto non unanime subita dall’ex campione d’Europa Danilo Haussler.
Il contorno è buono e non poteva essere altrimenti visto i nomi di Sergey Demchenko e Simone Califano. Sarà Laszlo Hubert (4-0-0) l’avversario di Sergey Demchenko, visto che l’albanese Visoka, precedentemente scelto, ha avuto notevoli problemi con il visto per entrare nella nostra penisola. Hubert, guardia destra nato e residente a Budapest ha disputato quattro incontri riportando altrettante vittorie e ben tre per ko. Sicuramente un avversario di livello per la “Tigre” Demchenko, un avversario che per il suo record e per ilsuo pugno pesante difficilmente viene chiamato a combattere in Italia .
Simone “Chico” Califano (4,  3 per ko) ha ormai un suo pubblico che stravede per lui. Potenza e grinta sono le doti principali. Ma il giovane vede bene il match, ha anche una buona visione tattica, quando gli capita l’occasione non se la lascia scappare e diventa una macchina da pugni, un po’ come Rocky Graziano. Non è facile trovargli un avversario per cui l’organizzatore ha dirottato verso lo sloveno Lubos Priehradnik (+ 5, -18) pugile di grande esperienza internazionale.
Aprirà la serata un match tra dilettanti e per la gente si tratta una serata da non perdere incastonata nell’Estate Romana, tenendo presente che non si paga biglietto in questa riunione patrocinata dal Comune e dal XX Municipio. Decisamente un altro punto a favore di Davide Buccioni.    

Di Alfredo

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