di Gabriele Fradeani

San Benedetto del Tronto, 11/06/2016

Grossa delusione per i numerosi fans di Roberto Bassi che hanno assiepato lo Speca di San Benedetto e che pensavano alla fine di dieci convulse riprese ,anche a ragione, che il loro beniamino fosse riuscito a conquistare, dopo il titolo dei supermedi, anche quello dei medi. Così non è stato perché il match è stato giudicato pari ed il titolo è rimasto ad Andrea Manco. Il giudice Bertaccini ha dato vincitore Bassi per 95 a 94, Mordini ha optato per il pareggio con un 95 a 95, Di Mario ha indicato Manco per 96 a 94. Un pari che lascia tutto invariato e spegne al momento le ambizioni del pugile di casa. Il combattimento è stato intenso ed agonisticamente pregevole in tutte le riprese. Manco è andato costantemente in avanti tentando di agganciare uno sgusciante Bassi, con ganci e montanti alla media e corta distanza, che gli ha opposto colpi lineari portati soprattutto in diretto. Pregevoli alcuni cambi di guardia con cui Bassi ha contenuto ed in qualche caso frastornato il campione. Determinante ai fini del risultato il richiamo ufficiale comminato dall’arbitro Ruggeri al pugile di casa per eccesso di tenute. Sgombriamo il campo dagli equivoci e diciamo subito che la penalty a nostro parere c’era tutta ma non possiamo non stigmatizzare il fatto che anche Manco aveva costantemente abbassato la testa rendendosi oltremodo pericoloso, aveva colpito in diverse occasioni con il gomito e soprattutto portato colpi alla nuca ed in maniera plateale nell’ultima tornata. Questo Ruggeri avrebbe dovuto rilevarlo e non facendolo ha falsato un verdetto che altrimenti sarebbe andato a Bassi. Un match comunque sostanzialmente equilibrato in cui alla indubbia migliore tecnico dello sfidante ha fatto da contraltare una maggiore determinazione del campione. Un risultato che apre la porta ad un match di ritorno che dovrà chiarire la superiorità dell’uno o dell’altro che per ora è rimasta inespressa.

Nel sottoclou Silvio Secchiaroli ha superato sul filo di lana ma legittimamente Stefano Failla. Sei riprese in cui l’ascolano ha cercato costantemente il contatto mentre l’avversario lo sbarrava con il jab sinistro affidandosi ad isolati destri d’incontro. Uno, forse due punti, alla fine del combattimento Secchiaroli li aveva certamente maturati e qualche suo colpo alla figura ed alla mascella particolarmente nelle fasi centrali del match è stato chiaramente accusato.

Hanno aperto la manifestazione due combattimenti fra dilettanti elite 81 kg. Nel primo Cocci di Ascoli ha pareggiato con l’abruzzese De Lellis ed in questo caso noi abbiamo visto un altro match perché a nostro parere Cocci aveva vinto le prime due riprese e forse pareggiato la terza. Verdetto incomprensibile. Nel secondo combattimento un Seghetti in gran spolvero ha superato alla grande l’altro abruzzese Spinelli imponendogli anche un conteggio alla seconda ripresa. Veramente una ottima prova del pugile di Christian Giantomassi ed un buon viatico per gli impegni futuri.

I risultati.

Titolo italiano pesi medi: Andrea Manco (Opi 2000, 13-1-2, kg 71,5) e Roberto Bassi (Sabbatini,10-1-1, kg 71,7) pari 10 rounds; pesi mediomassimi: Silvio Secchiaroli (Sabbatini,3-2-2, kg 80.1) b. Stefano Failla (Loreni, 3-4-3,kg 81,1) punti 6 rounds; dilettanti kg 81: Eros Seghetti (Olimpia Boxe) b. Dylan Spinelli (Di Giacomo); Jonny Cocci (Ascoli Boxe) e Davide De Lellis (Di Giacomo) pari.

Ufficiali di servizio.

Arbitro del titolo: Paolo Ruggeri; giudici: Massimo Mordini, Sauro Bertaccini, Roberto Di Mario; supervisore Massimo Barrovecchio. Arbitri giudici dei match di contorno: Sauro Di Clementi, Fabrizio Longarini; medico del titolo: Giuseppe Macchiarola, medico di bordo ring Elisabetta Di Cristofaro; Commissario di riunione: Oreste Mariani; annuncer: Bruno Cozzi

Foto di Davida Ruggieri
DB2A5319

Di Alfredo

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