di Giuliano Orlando

ROZZANO. Venerdì primo luglio, la OPI 82 allestisce al Palasport di Rozzano, zona Sud di Milano, la difesa del campione italiano welter Nicholas Esposito (16) contro lo sfidante romano Alessio Mastronunzio (10-2) al primo tentativo tricolore. Nel sottoclou, l’imbattuto medio Giovanni Sarchioto (4) uno dei prospect  più interessanti della OPI. Sul ring il mediomassimo milanese Riccardo Merafina (7) che ha un largo seguito di tifosi e punta alla sfida col campione italiano della categoria. In attesa, affronta il serbo Milos Jancovic (2-18-2) mestierante da non sottovalutare, anche se in Italia non ha mai avuto fortuna. Da seguire il leggero Biagio Grimaldi (3) cresciuto all’ombra della Rocky Marciano del maestro Pierri di Cinisello Balsamo, in continuo progresso, testerà la condizione contro Andrea Piras (0-4), che si allena a Saluzzo in Piemonte. Debutto per Marcello Muccio, milanese nato in Germania, contro il più esperto serbo Smilic Jovan (1-9) già visto combattere sui nostri ring, elemento giusto per un debuttante. In programma anche Yuri Zanoli (2-6-1) leggero locale molto combattivo.

MASSY. Decisione storica e pericolosa dell’EBU che legalizza la vittoria del francese Prestot su Signani, senza aver adempiuto all’esame antidoping! La difesa dell’europeo medi di Matteo Signani (31-6-3), sul ring francese di Massy, contro il pugile di casa Anderson Prestot (25-2) non era andata a buon fine, al quinto round, l’arbitro Anssi  Perajoki, giunto dalla Finlandia, dopo aver chiamato il medico per la seconda volta (la prima nel round precedente), per una larga ferita alla palpebra sinistra del  transalpino, ritenuta conseguenza di una testata involontaria. Rivista l’azione al rallentatore, appariva che si era trattato di un destro forse un po’ strisciato, comunque regolare. Dato lo stop, i cartellini dimostravano la malafede dei tre giudici, che hanno dato tutti e cinque i round al francese. Passi per i primi tre, comunque equilibrati, gli altri due avevano visto la maggiore attività di Signani, ignorando le tenute e gli abbracci dello sfidante, oltre ai pugni dietro la nuca. Questa la situazione, che conferma come l’EBU sia ormai ai rantoli e il fattore casalingo abbia prevalenza su tutto. Difficile non pensare ad un cartello, leggendo l’unanimità (54-46) dei tre, nonostante l’equilibrio tra i contendenti. Sia pure a denti stretti, il clan italiano, composto dal tecnico Gian Maria Morelli e dal manager Alessandro Cherchi, ha preso atto del giudizio, aspettando l’esito dell’esame doping. Che non è mai avvenuto. “Ci hanno detto – spiega Cherchi – che il medico preposto aveva il covid. Se così fosse stato avrebbero dovuto sostituirlo, diversamente sono venuti meno al regolamento dell’EBU. Ragion per cui il match deve essere dichiarato nullo. Ho inviato una lettera alla FPI, per tutelare i nostri interessi, La decisione dell’EBU non ci sorprende, anche se singolare. Importante abbia riconosciuto Signani primo sfidante ufficiale”. Comunque al tecnico di Signani è rimasto molto sorpreso dall’atteggiamento sia dell’arbitro che dalla decisione tecnica. “Già l’arbitro lasciava correre l’atteggiamento ostruzionistico del francese e poi i giudici che assegnano tutti e cinque i round al pugile di casa, lasciano pensare che Signani avrebbe potuto vincere solo per KO. Siamo alle solite e non è bello.

La decisione salomonica, conferma la debolezza dell’EBU, che apre un portone agli organizzatori in caso di inadempienza. Come dire che a peggio non c’è mai fine.

Vincenzo Picardi (8) sembra aver dimenticato la data di nascita, il 20 ottobre festeggia 39 primavere, ma conferma lo stato di forma anche sul ring di Castel Volturno, dominando le sei riprese contro il generoso pakistano Shoabib Zaman (4-20-2); 31 anni residente nel bresciano, già sconfitto lo scorso maggio a Casoria. Per il napoletano questo successo era importante, avendo raggiunto gli otto successi, record minimo per aver diritto alle sfide europee. Dopo l’entusiasmante difesa del tricolore a Milano, lo scorso aprile, battendo sui dieci round lo sfidante toscano Claudio Grande (6-2), undici anni meno, al termine di un match spettacolare, condotto dal campione, ottenendo la vittoria e gli applausi del pubblico accorso all’Allianz, adesso punta con giustificate ambizioni all’Unione Europea. Il titolo al momento è vacante dopo la rinuncia di Alessio Lorusso, diventato sfidante con lo spagnolo Sebastian Perez della cintura EBU. Per la cronaca, Picardi ha vinto il bronzo ai Giochi olimpici, ai mondiali e agli europei e ha fatto parte della nazionale azzurra per oltre un decennio

Vittoria netta anche per il leggero romano Armando Casamonica (7) sul ring del Quadraro Boxing Club, al termine della sfida col colombiano Joshua Ocampo (8-5-4), battuto in precedenza da Patrizio Santini e Mauro Forte. L’imbattuto Armando è al momento l’ultimo esponente in campo pugilistico dei Casamonica, preceduto da Romolo, olimpionico a Los Angeles 84 e in due occasioni challenger all’europeo superwelter e Sandro, per anni componente della squadra nazionale e sfidante nel 2000 al mondiale WBO leggeri detenuto da Artur Grigorian, oltre all’europeo nel 1999 e 2002. Armando a sua volta vanta un ricco curriculum dilettantistico, soprattutto nelle categorie giovanili, nel quale spiccano la conquista di cinque titoli nazionali (school 2016, jr. 2017 e 2018, Youth 2017 e assoluti 2019), del Guanto d’Oro 2019. Titolare azzurro agli europei junior (2016), Youth (2017 e 2018) e ai mondiali school 2016.  Negli altri due incontri pro, troppo facili i successi del massimo leggero Gabriele Granaldi (2-1) e del mediomassimo Claudio Kraiem (6-9-1) contro i mediocri sloveni Matjaz Ceh (0-2) e Mladen Nemaja )0-1) fermati dopo due round.                                                                                                                                                      

La bolognese adottiva Pamela Malvina Noutcho (2), in attesa di ottenere la cittadinanza italiana ormai prossima, conquista la seconda vittoria da professionista, davanti ad un numeroso pubblico accorso alla “Corte Tre”, battendo dopo una bella sfida contro la romana Alessia Vitanza, dimostratasi rivale di tutto rispetto. Pamela risiede in Italia da oltre vent’anni, giunta giovanissima a Perugia, dal Camerun accolta dal padre, iscritto all’università umbra. Dopo le scuole dell’obbligo si trasferisce a Bologna dove si laurea in Infermieristica e da anni lavora al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore. La passione per la boxe nasce tardi, ma nel giro di poche stagioni sale al vertice assoluto, vincendo il titolo italiano nel 2019 guidata dal maestro Franco Palmieri. L’anno dopo si ferma all’argento e decide di passare professionista. Dopo questa vittoria e se otterrà la nazionalità italiana, il prossimo anno punta al tricolore dei leggeri.

 

Aspettando il rientro  sul ring, il campione del mondo superpiuma IBO,  l’imbattuto Michael Magnesi (20),  entra in casa Adidas: nelle vesti di brand ambassador della multinazionale tedesca nel settore dello sportswear. Il campione diretto da Davide Buccioni, sarà il rappresentante di Adidas Boxing in Italia. Accordo di ampio respiro quello sottoscritto dal Boxing Team di Davide Buccioni con Jute Sport distributore ufficiale per l’Italia delle linee Adidas Combat Sports.

Il campione europeo dei massimi leggeri, l’inglese Chris Billam-Smith (15-1) metterà in palio per la terza volta la cintura, il prossimo 30 luglio a Bournemouth la sua città natale. A sfidarlo il connazionale Issac Chamberlain (14-1), la cui unica sconfitta della carriera risale al 2018 contro Lawrence Okolie, attuale campione del mondo WBO. Sarà il network Sky Sports, a trasmettere il match col quale il campione ha siglato un accordo solo per questa sfida, dopo il quale dovrebbe tornare a combattere per Matchroom/DAZN, che ha gestito tutta la sua carriera. Nei programmi di Eddie Hearn, c’è il tentativo di arrivare alla sfida mondiale. Qualora così fosse, si potrebbe aprire l’opportunità per Fabio Turchi di entrare nel novero dei cosfidanti per la cinture vacante. Nel sotto clou è previsto l’esordio tra i professionisti del medio massimo Ben Whittaker, medaglia d’argento ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, dove venne battuto in finale dal fuoriclasse cubano Arlen Lopez.

 

Il 10 settembre alla O2 Arena di Londra, la struttura che ospitò la boxe ai Giochi 2012, si troveranno di fronte Claresa Shields (12) e l’inglese Savanna Marshall (12) per unificare le cinture dei medi. L’americana è in possesso delle sigle WBC, WBA e IBF, mentre l’inglese cinge il WBO. Si tratta di una rivincita di vecchia data, molto sentita, quando nel 2012, la Marshall sconfisse la diciottenne Shieds alle prime armi, che l’anno dopo vinse il mondiale yout e non subì, più sconfitte in tutta la carriera dilettantistica, conquistando oltre ai mondiali, l’oro ai Giochi di Londra e Rio. La Marshall dopo quel mondiale fallì tutti gli altri appuntamenti, anche se resta l’unica ad aver sconfitto la Shields. L’atteso combattimento è stato possibile avendo firmato tutte e due il contratto con la Boxeer organizzazione emergente.   

La portoricana Amanda Serrano (42-2-1), dopo la controversa sconfitta contro l’irlandese Katie Taylor a New York il 30 aprile scorso, torna a combattere il 6 agosto ancora al Madison di New York, scendendo di ben due categorie nei piuma, per difendere le cinture WBC e WBO contro l’argentina Brenda Carabajal (18-5-1), a sua volta titolare della cintura WBO ad interim. Nel cartellone figura una sfida tra Il famoso attore-youtuber Jake Paul (5) che affronterà Tommy Fury (8) fratellastro minore di Tyson, campione wbc dei massimi. I due avrebbero dovuti incontrarsi lo scorso dicembre 2021, ma Fury rinunciò al match per un infortunio e venne sostituito dall’ex campione MMA Tyron Woodley, 40 anni che perse prima del limite

Nell’enclave russa di Ekaterimburg, l’organizzatore German Titov, mecenate e amico di Putin, allestisce per il 9 luglio il match tra il superwelter locale Magomed Kurbanov (22) e il mancino brasiliano Patrick Teixeira (31-3) senza alcun titolo in palio. Sul ring il supermedio Pavel Silvagyn (10) numero uno WBC, opposto al messicano Jose Jesus Macias (28-10-4), dal pugno pesante. Debutta il medio Gleb Bakshi, oro ai mondiali dilettanti 2019, mentre a Tokyo venne eliminato dal brasiliano Hebert Conceicao, poi medaglia d’oro, il russo affronta l’armeno Manuk Dilayan (12-8-2). A completare la serata Evgeny Tishchenko (9-1), immeritato oro ai Giochi di Rio 2016 e mondiale 2015, contro il connazionale Kureysh Sagov (6-1), match da uno fisso. Tishchenko avrebbe dovuto combattere il 26 marzo sempre a Ekaterimburg, contro il belga Ryad Merhy (30-1) titolare WBA cruiser che metteva in palio il titolo. L’invasione dell’Ucraina, bloccò tutto.

Di Alfredo

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