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13 luglio 1974: Oscar “Ringo” Bonavena idolo del pubblico romano | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

13 luglio 1974: Oscar “Ringo” Bonavena idolo del pubblico romano

2316015476_c70c620a8aLa storia pugilistica argentina è costellata di nomi che echeggiano origine italiche. Tra essi si trova l’appellativo di Oscar Bonavena, peso massimo che il 13 luglio 1974 si esibì nel palazzo dello sport di Roma contro il canadese Larry Renaud. Il pugile sudamericano vinse nella terza ripresa, confermando le sue doti di colpitore efficace. ‘Ringo’ Bonavena tornò nella capitale italiana ancora due volte quell’anno, con altrettante conclusioni prima del limite. In precedenza mise piede in Italia per conoscere la Calabria, terra dei suoi progenitori, in una delle due occasioni che lo portarono a combattere in Germania. Il pugile di Buenos Aires debuttò tra i professionisti a New York nel gennaio del 1964. Fece ritorno in Argentina dopo la sconfitta avuta dallo statunitense Zora Folley nella febbraio 1965. Nel settembre di quell’anno conquistò la cintura nazionale a spese di Gregorio Peralta. Superato a Mar del Plata dal connazionale Jose Giorgetti per squalifica, tornò nella ‘grande mela’ a giugno dell’anno seguente quando s’impose al canadese George Chuvalo sulle 10 riprese, entrando a pieno titolo nella classifica dei migliori al mondo. Tre mesi dopo, ancora a New York perdette sulla stessa distanza contro Joe Frazier, oro olimpico a Tokyo che per la prima volta arrivò al limite delle riprese. Riprese la via del successo sui quadrati dell’Argentina prima di partecipare alla fase eliminatoria per il campionato mondiale della WBA che lo portò a combattere all’estero: sconfisse il tedesco Karl Middenberger in Germania ma dovette cedere a Jimmy Ellis negli Stati Uniti. Nel 1968 ripartì la serie positiva dalla sua terra, dove infilò successi convincenti contro Roberto Davila del Perù e gli statunitensi Zora Folley (vendicando la prima macchia a torso nudo) e Leotis Martin. Nel dicembre di quell’anno arrivò a Filadelfia per snidare il campione del mondo Joe Frazier, cedendo ai punti dopo 15 tempi. Nell’anno seguente, dopo una facile trasferta a Berlino, pareggiò a Montevideo con il connazionale Gregorio Peralta, sconfitto quattro anni prima. Aprì il 1970 con una squalifica a vantaggio del connazionale Miguel Angel Paez; continuò con prestazioni sbrigative prima di affrontare Muhammad Ali a New York e rimanere sconfitto alla fine del quindicesimo ed ultimo round. Tornato alla vittoria nel 1971, conobbe un’altra sconfitta ai punti nel 1972 contro l’ex campione mondiale Floyd Patterson. Dopo i successi del 1973, nel marzo dell’anno seguente venne fermato per decisione in 12 tempi a Denver dal picchiatore locale Ron Lyle. Continuò a combattere fino al febbraio 1976 con il palmares di 68 peleas: 58-9-1. Morì assassinato quattro mesi dopo a Reno, Nevada.

Fonte www.sportenote.com