Alessandro Felice ha compiuto un’altra piccola-grande impresa. Sabato scorso, sul ring di piazza San Francesco a San Gemini, davanti al presidente nazionale della Federazione pugilistica italiana Franco Falcinelli e al presidente del Coni regionale Valentino Conti, il 16enne cadetto del Boxing Club Diego Bartolini ha sconfitto a pieno merito, con un match di cuore e sostanza, il ben più esperto ungherese Laslzo Tott, 17 anni, 37 incontri soltanto con la propria nazionale, per non parlare di tutti gli altri disputati in precedenza.

Felice, alla sua 12ma apparizione in appena un anno di attività, si è trovato di fronte quello che si profila come il più promettente 70 chilogrammi di tutta l’Ungheria, longilineo ed estremamente tecnico, che ha già preso parte alle selezioni olimpioniche nel suo Paese.
L’incontro è andato in scena in occasione dell’evento internazionale Italia-Ungheria per club, organizzato a San Gemini dalla Drago Boxing di Nello Sabbati, affiancato dall’ottimo Massimo Morozzi.
Davanti ad una platea di lusso – presenti in piazza, oltre al presidente nazionale Fpi e a quello regionale del Coni, anche il rappresentante degli arbitri italiani Minutoli e il sindaco di San Gemini Paci – Alessandro ha offerto una prova a tratti spettacolare, preceduta da un primo round di studio a dimostrazione che il giovanissimo spoletino, pur se ancora molto inesperto, possiede già una buona dose di equilibrio. Il magiaro, mancino e molto mobile sul tronco, cercava di tenere a distanza l’avversario con dei jab e dei diretti ben portati ma privi di grande forza. Felice, al contrario, nella seconda e terza ripresa è andato sempre all’attacco, rinunciando alla sua “solita”  boxe tecnica e lineare e dedicandosi alla demolizione dell’avversario, con dei ganci e dei montanti che hanno più volte fatto male a Tott, il quale ha tuttavia reagito sempre da par suo uscendo e colpendo di rimessa. Alla fine il verdetto ha premiato il coraggio e il maggior numero di colpi messi a segno da Alessandro, che pone così una prima, importante pietra miliare lungo il cammino della sua ancor giovane carriera. “E’ un ragazzo che combatte da un anno – spiega il tecnico Valentino Giacomelli – se avesse boxato come sempre, con tecnica e linearità, non ce l’avrebbe potuta mai fare contro un avversario estremamente più esperto di lui. A volte occorre picchiare, non basta portare i colpi”.
E proprio qui sta una delle regole della nobile arte.

Spoleto, 30 giugno 2008
Ufficio Stampa Boxing Club Diego Bartolini

Di Alfredo

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