di Luigino Murru
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Prè Saint Didier, Aosta. Si è appena concluso il match valevole per il titolo italiano dei superleggeri, fra il triestino-cubano Brunet Zamora (+13 -0 =0, 5 ko) e il pugile residente in Emilia Alfredo Di Feto (+12 -3=1, 5 ko). Il titolo italiano dei superleggeri lasciato da Di Rocco dopo il pareggio con Marinelli vede contrapposte la voglia di emergere del 26 enne Di Feto contro la voglia di “affermazione” dell’imbattuto Zamora.

I due pugili non essendosi mai incontrati prima presentano nei rispettivi record un match con Massimo Bertozzi contro il quale Di Feto ha perso ai punti mentre Zamora ci ha vinto nell’unico match da 12 riprese della sua carriera.

zamora-brunet.jpgLa prima parte dell’incontro vede poco “studio” da parte dei due contender e tantissimi colpi, pochissimi diretti a dire il vero ma tanti ganci da parte di zamora  e una miriade di montanti al corpo e sulla guardia da parte di Di Feto. I primi 5 round passano così, velocemente e con un sostanziale equilibrio dettato dalla maggior foga agonistica di Di Feto nonchè dalla maggior precisione di Zamora. Alla 5a ripresa il colored triestino colpisce al fegato con un montante sinistro il suo connazionale “levandogli” probabilmente sia fiato che convinzione. Dopo il giro di boa, in un match che prevede le dieci riprese, è Zamora a farla da padrone riuscendo finalmente a trovare la distanza e ad utilizzare il jab sinistro e il diretto destro nonchè a dar sfoggio della sua abilità nel cambiare spesso guardia. Ormai Di Feto sembra non averne più anche se continua a martellare con i suoi montanti ogni volta che Zamora “prende un pò fiato”. Il pubblico inizia a divertirsi e a capire come finirà un match che fino a quel momento si era mostrato fin troppo incerto. Le ultime due riprese sono totalmente ad appannaggio di Zamora che riesce così a portare a casa la cintura di “campione italiano” per decisione unanime da parte dei giudici.
A fine Match Zamora ha dichiarato di aver sbagliato nelle prime 5 riprese a rispondere colpo su colpo  ad un Di Feto così determinato e forte, e  per vincere ha dovuto usare la testa dalla sesta ripresa in poi. Dal canto suo Alfredo ha riconosciuto la forza del suo avversario e ne ha elogiato i meriti e le caratteristiche. Ha chiuso le interviste il maestro Zenoni sottolineando che il suo pugile si è battuto al meglio e che a soli 26 anni è già un bel risultato essere saliti su quel ring.
Cartellini: Avola 96-94, Rutigliani 96-94, Ciafrone 97-93

dal sito www.boxenet.it

 

Di Alfredo

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