Copia di Negative0_12_13_1Cotena001Dopo un periodo di reggenza ad interim del Comitato Esecutivo Professionisti da parte del Coordinatore del Settore Professionisti della FPI, nonché Vicepresidente Vicario Dott. Antonio Del Greco e la nomina da parte del Consiglio Federale di due dei quattro componenti, come sancito nel Regolamento del Settore Professionisti, martedì 28 luglio è stata definita la rosa dell’organo che tutela, promuove e organizza l’attività del pugilato senza caschetto.

 

A far parte del CEP, insieme all’ex campione mondiale e Consigliere Federale Gianfranco Rosi ed a Gino Freo, componenti nominati, saranno anche i due managers Rosanna Conti Cavini, nota per la sua prestigiosa Boxe Rosanna Conti Cavini, ai vertici dell’attività italiana, ed Elio Cotena, l’ex campione europeo che dal 1979 ha intrapreso la carriera di organizzatore con la sua rinomata Boxing Cotena. Due personaggi con grande esperienza alle spalle e di altissimo valore. Eletti all’unanimità dai dirigenti delle cinque società professionistiche che hanno preso parte all’Assemblea svoltasi martedì scorso presso la Sala 2 del Palazzo delle Federazioni Sportive a Roma, i due managers avranno un compito difficile ma di estrema importanza. A cominciare dal Vice-Coordinatore del CEP, che rimarrà in carica per il quadriennio olimpico, ruolo che verrà ricoperto dalla Sig.ra Rosanna Conti Cavini, eletta all’unanimità e con grande soddisfazione dei presenti. A completare la rosa del CEP sarà il Coordinatore dell’organo che verrà nominato nel prossimo Consiglio di Presidenza.

I quattro componenti del nuovo CEP si metteranno subito all’opera per svolgere quelle che sono le funzioni elencate nell’art. 2.2 del Regolamento del Settore Professionisti. Stando al testo il CEP ha il compito di vigilare costantemente affinché l’attività dei pugili e l’opera delle società professionistiche sia effettivamente diretta al fine essenziale di conseguire l’affermazione del pugilato professionistico italiano in campo nazionale ed internazionale; curare ogni intervento diretto ad incrementare l’attività professionistica e le eventuali provvidenze a tutela di essa; proporre al Consiglio Federale la nomina dei Rappresentanti del Settore presso i Comitati Regionali; in casi del tutto straordinari, emanare valutazioni tecnico sportive su richieste di combattimento tra pugili per i quali non sia sufficientemente chiara la determinazione del ranking di riferimento e, quindi sulla concessione di nulla osta tecnici per incontri tra pugili con licenza italiana e pugili con licenza straniera; esprimere parere circa il tesseramento dei “professionisti”; e, in casi sempre del tutto straordinari, decidere in materia di sfide e campionati.

Nonostante la defezione di molte delle dodici società professionistiche affiliate alla Federazione Pugilistica Italiana, l’Assemblea ha rappresentato un momento di confronto di grande importanza per i dirigenti intervenuti: Rosanna Conti Cavini, con delega della De Clemente Promozioni Sportive, Elio Cotena, Antonio Puddu, dirigente della Promosport Sardegna, e Michel Pandolfi, della Pandolfi Boxing Team. 

Ad introdurre i lavori, seguiti con estrema cura e professionalità dalla Corte d’Appello Federale, composta dal Presidente Avv. Alberto Marani Toro, dal Vicepresidente Dott. Mauro Pantano e dal componente Dott. Sergio Bernardini, è stato il Presidente Federale Franco Falcinelli che, affiancato dal Dott. Antonio Del Greco, dal Segretario Generale della FPI Dott. Alberto Tappa e dal Consigliere Federale Gianfranco Rosi, ha sottolineato l’importanza di superare un momento difficile per il pugilato professionistico dovuto ad una totale divisione delle società che lo rappresentano soprattutto per contrapposizioni personali. “La Federazione – ha commentato il Pres. Falcinelli – ancora non è riuscita a ricomporre un quadro unitario. Sebbene la Federazione sia l’organo di controllo dell’attività svolta dalle società professionistiche, ad oggi molti organizzatori non vogliono attenersi a quanto previsto dal regolamento. Il lavoro svolto dal Vicepresidente Del Greco, che ha dovuto sopperire alla mancanza del Comitato Esecutivo Professionistico, occupandosi anche della parte tecnico-organizzativa, non è stato affatto facile e di certo alcuni comportamenti non l’hanno agevolato. Ultimamente si è parlato molto del rinvio dell’Assemblea della Lega Professionisti, che non è derivato dalla volontà della Federazione ma da sopraggiunte verifiche di carattere normativo da parte del CONI, e delle problematiche inerenti il settore che, però, non giustificano l’assenza di società che oggi avrebbero dovuto presenziare per ricostituire un organo che è parte integrante della Lega e quindi indispensabile per il futuro del pugilato professionistico italiano. E’ vero che ci troviamo ad affrontare un momento in cui il pugilato dilettantistico è più popolare rispetto a quello professionistico ma la mancanza di risultati, visibilità e quindi introiti non è un demerito della Federazione. In altri paesi come la Francia e la Germania le società professionistiche, completamente autonome, rappresentano una risorsa importante per le Federazioni. Quella francese trae dal professionismo un milione e mezzo di euro l’anno. Per fare un esempio, un campionato mondiale porta alle casse federali francesi ben venticinquemila euro. Noi siamo pronti ad investire sul professionismo e dopo i Campionati Mondiali di Pugilato ci dedicheremo totalmente, per l’anno in corso, alla sua assistenza e promozione. Per questo abbiamo deciso di dedicare al professionismo un workshop di due giorni a cui parteciperanno personaggi di altissimo livello, dal mondo dello sport a quello giornalistico e giuridico, al fine di riaffrontare insieme tutte le problematiche attuali e definire una strategia comune che mi vedrà totalmente a fianco del Dott. Del Greco per il rilancio del settore”.

Per il Coordinatore del Settore questo impegno rappresenterà l’ultima cartuccia da sparare ma con cognizione di causa: “Ho voluto – ha affermato Antonio Del Greco – che si rieleggesse il CEP perché oggi la Federazione è l’unica risorsa vera per i professionisti. E’ l’unico ente che li può supportare favorendo la Lega Professionisti, ricercando collaborazioni in sponsorship e partnership per il reperimento di fondi che destinerei all’incentivazione dell’attività, a cominciare dai campionati italiani, modulando la distribuzione dei premi e studiando una formula per cui questi fondi vengano reinvestiti, in maniera meritocratica, alle società professionistiche. Le somme che ci derivano dai professionisti non sono grandi e quindi non ci consentono di risollevare il settore. Piuttosto dovremmo intervenire dal punto di vista delle spese sanitarie, che di sicuro sono le più ingenti per chi organizza una riunione. La Federazione dovrà garantire due tipi di supporto: quello di carattere economico e quello di carattere politico. Due obiettivi che, però, hanno come presupposto fondamentale quello dell’omogeneità. Non ci schiereremo con il mondo dei professionisti se questo non si dimostrerà unito e solidale. Penso che questo sia un passaggio necessario per superare un momento così delicato”.

Michela Pellegrini

Ufficio Comunicazione FPI

 

Di Alfredo

Un pensiero su “Conti Cavini e Cotena eletti nella rosa del CEP”
  1. Non ci si capisce molto con il settore Professionisti, la Federazione non ha idee chiare , sapevo della Lega Professionisti , invece cosa è successo?…. si ritorna al vecchio sistema?.. chi stà al CEP si cura il proprio orticello, è stato sempre cosi e la Federazione lo sà ..POVERI PROFESSIONISTI!!..MANDATE A CASA FALCINELLI ALTRIMENTI APPENDETE I GUANTONI AL CHIODO.
    Leonard

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