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Disco rosso per Blandamura a Roma contro Morris e Demchenko vince l’UE | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Disco rosso per Blandamura a Roma contro Morris e Demchenko vince l’UE

di Giuliano Orlando

A volte il coraggio non basta ed è il caso di Emanuele Blandamura (29-4) , il “ragazzo” di casa, costretto ad alzare bandiera bianca sul finire del nono round, contro l’inglese Marcus Morrison (21-3), che ha portato nella sua Manchester,  la cintura Internazionale WBC silver dei pesi medi. Molto sportivamente il pubblico lo ha applaudito, anche se il plauso più intenso e appassionato l’ha riservato allo sconfitto. L’appuntamento della Matchroom Boxing Italy dei Cherchi in collaborazione con Eddie Hearn e l’emittente DAZN, con i romani, nello splendido scenario della stadio Nicola Pietrangeli al Foro Italico, non ha lesinato  emozioni. Semmai il contrario. I tre incontri più importanti della serata si sono conclusi prima del limite, tra gioie e dolori. Il pubblico presente è passato dagli stati emotivi più diversi. La sconfitta nel match clou che ha sorriso all’inglese Marcus Morrison (21-3), passato dal calcio giovanile alla boxe con successo, nella sfida titolata, è stata avvincente ed incerta, con Blandamura che per quattro round ha tenuto botta, dando l’impressione di maggior vigoria del pur ottimo avversario. Forse questo eccesso di generosità lo ha pagato nella parte conclusiva, quando la pesantezza dei colpi di Morrison hanno fatto la differenza. Già al quinto tempo il destro dell’ospite metteva in crisi l’italiano che comunque recuperava e rispondeva con grinta. Purtroppo il destro di Morrison preciso e potente alla mascella di Blandamura, nel nono round chiudeva la partita in modo definitivo. Con coraggio Blandamura riusciva ad alzarsi, Anche se ha saputo rialzarsi, giustamente l’arbitro ha detto stop, ritenendo l’italiano non in grado di riprendere adeguatamente. Sfortunato il romano,  mancando un solo round al termine di una battaglia entusiasmante, con la situazione in sostanziale equilibrio, anche se l’inglese aveva dalla sua quella potenza che purtroppo manca all’italiano. Un handicap che ha costretto l’ex campione d’Europa e sfidante al mondiale, nella sua carriera a dover portare al limite dei punti i match più importanti. A questo va aggiunto l’età dell’inglese, 26 anni contro i 39 di Emy, anche se sul rendimento fino al momento della resa il nostro era ancora tonico e reattivo. Morrison si è confermato pugile essenziale, che puntava al KO, facendo affidamento al destro soporifero. All’angolo dell’italiano strillavano di non scambiare ma di usare le gambe per evitare la corta distanza. Tattica giusta ma non facile, visto che Morrison aveva braccia lunghe e colpi veloci. Per questo Blandamura ha dovuto accettare lo scambio e alla fine ha pagato questa generosità. Una sconfitta amara che potrebbe segnare l’addio al ring, peraltro più che giustificato, senza drammi come i soliti esperti e necrofori  hanno descritto, visto che non mancheranno le opportunità di lavoro ad un campione dentro e fuori dal ring. In questa sconfitta, c’è anche una morale da non sottovalutare: gli organizzatori non hanno offerto al pubblico i soliti confronti dal pronostico scontato. Anche l’altro inglese, il cruiser Tommy Mc Carty (15-2), 28 anni, residente a Belfast (Irlanda del Nord) dove vivono i genitori, che ha battuto Francesco Cataldo (7-6), sostituto dell’ultimo momento, non sarebbe stato avversario facile per Fabio Turchi, fermato per un problema muscolare alla vigilia del match. Se, come hanno confermato gli organizzatori, la sfida titolata (Internazionale WBC), potrebbe realizzarsi a settembre (Trento?), per l’imbattuto fiorentino si tratta di un confronto da prendere con le molle. A far tornare il sorriso agli spettatori ci ha pensato un altro veterano come il mediomassimo Serhiy Demchenko (22-14-1), 39 anni, ucraino solo di nascita, romano da sempre, periodo dilettantistico compreso, col debutto da pro nel 2004 a Roma. Normale abbia un seguito locale notevole, compresi i tifosi della Roma Calcio, la sua squadra del cuore. Lui compie sempre il suo dovere. Sia in casa che all’estero, dove ha combattuto 20 volte sui 37 incontri disputati e dove i giudici lo hanno spesso punito ingiustamente. Stavolta l’occasione era troppo importante per lasciarsela sfuggire. In palio la cintura dell’Unione Europea, già detenuta due volte in passato, importante passo per ritentare l’europeo assoluto. Di fronte aveva il francese Hakim Zoulika (26-11), già battuto nel 2017, in palio la stessa cintura, a Parigi. La sfida romana ha ripetuto l’identico risultato, ma diversa nella sua traiettoria: a Parigi si trattò di una ferita, a Roma è stato un gancio destro alla tempia del francese, nel quinto round a cambiare la rotta del match. Fino a quel momento “Demy” appariva troppo emozionato e incapace di reagire alla maggiore attività dell’ospite che ripresa su ripresa costruiva il successo ai punti. Il risveglio atteso con quel gancio, dava l’avvio alla resa di Zoulika, giunta al settimo round, su una serie devastante che ha chiuso la partita. A 39 anni, poter ancora sognare è molto bello. Vittoria dedicata al figlio Maximilian, che si divide tra calco e palestra. Applausi anche per Emiliano Marsili (38-0-1) di Civitavecchia, che a 42 anni, una carriera senza l’ombra di una sconfitta, già europeo leggeri, non è ancora convinto a lasciare, nonostante gli acciacchi dell’età. Ha battuto, offrendo sprazzi di alta scuola, Brayan Mairena (Nic. 10-12-1) che ha fatto da perfetta spalla.

Nella prima parte, altri cinque match sui sei round, affidati alle speranze del domani. Il  superwelter Bevilacqua (16) batte il serbo Radulov (9-4-1) che si è limitato a evitare danni, facilitato dalla scarsa belligeranza dell’italiano, che spende sempre il minimo per vincere. Al contrario del concittadino Mirko Natalizi (6) stessa categoria, che sta cercando di far combaciare lo sforzo ai risultati concreti. Contro lo spagnolo Gomez (4-4-2) ha provato la vittoria prima del limite, poi si è limitato a condurre al termine una larga vittoria ai punti. Mirko ha potenza e fisico, stenta purtroppo a ottimizzare le qualità. Ai punti vincono anche Mendizabal (3) superleggero basco, tesserato italiano su serbo Saciri (1-2) dopo una bella battaglia e il debuttante mediomassimo Valentino Manfredonia (1) napoletano nato in Brasile, sulla soglia dei 30 anni, azzurro a Rio 2016, impostosi senza problemi  sul serbo Arsic (1-3-2) pugile con la valigia di 31 anni, dove mette gli euro da spendere in famiglia. Il gigante croato Alen Bobic (1), 29 anni al debutto, ha concesso meno di due round al modesto serbo Stojanovic (0-6-1) che ha messo in conto la terza sconfitta consecutiva prima del limite. Buon pubblico e appuntamento della Matchroom Boxing Italy a Settembre.

Foto di Renata Romagnoli