Hempstead, 23. 07. 2013 – E’ morto all’età di 75 anni Emile Griffith uno dei più grandi in assoluto della boxe di tutti i tempi. Da tempo soffriva di un male che lo ha portato a spegnersi pian piano come una candela. Si può dire che sia morto povero non per aver dilapidato le sue ricchezze in maniera sconsiderata, ma per aver sempre cercato di aiutare i suoi numerosi familiari e parenti. Se vuoi avere il test sulla fama di un uomo basta cliccare su Google semplicemente il nome Emile e il motore di ricerca ti dà Griffith, un segno inequivocabile che in quel momento Emile Griffith è il più cliccato e quindi il più famoso. In Italia hanno avuto ed hanno ancora grande fama sia Emile Griffith che Carlos Monzon, entrambi hanno fatto vivere con epici match contro Nino Benvenuti sfide memorabili, calamitando l’interesse non solo italiano, ma anche mondiale.

Quando Benvenuti andò a New York per affrontarlo, c’era molta simpatia nei riguardi dell’italiano, ma molto scetticismo sulle sue probabilità di vittoria. Griffith da un anno era campione dei medi e non si vedevano all’orizzonte pugili capaci di spodestarlo. Il 17 aprile del 1967 dentro il Madison Garden Benvenuti smentì tutti e vinse chiaramente ai punti. Addirittura si stava realizzando un exploit clamoroso quando un micidiale gancio del triestino mise a sedere l’avversario. Griffith si rialzò infuriato e al 4° round la stessa sorte toccò a Benvenuti. Dopo questo episodio l’Italia con la radiocronaca di Paolo Valenti rimase in ansia per quasi un’ora, fino alla lettura del verdetto che proclamava la vittoria di Nino. Fu considerato da Ring Magazine il match dell’anno. La rivincita si svolse cinque mesi dopo. Il nostro campione non si presentò in condizioni ottimali per un infortunio ad una costola in allenamento. Griffith vinse nettamente di fronte ad un avversario stoico, che fu contato nel 14mo round, ma che tenne duro perdendo ai punti. Il 4 marzo del 1968 i due grandi avversari si ritrovarono di fronte per la terza volta. Fu un match molto tirato che terminò ai punti con la vittoria dell’italiano: senz’altro fu decisivo l’episodio del 9° round, quando Benvenuti lo incrociò col sinistro inviandolo al tappeto. Una trilogia che rese famosi all’epoca i due pugili, paragonabile a quella che vide di fronte Alì-Frazier e Graziano-Zale. Dopo questo terzo confronto con Benvenuti Griffith avrà l’opportunità di battersi altre 4 volte per il mondiale ma verrà battuto da Carlos Monzon (due volte), Josè Napoles ed Eckard Dagge.

Emile Griffith sarà il primo pugile proveniente dalle Isole Vergini a diventare campione del mondo. Si stabilì a New York e dopo aver vinto i Golden Gloves nel 1958 passò immediatamente al professionismo. Aveva un fisico eccezionale, ma la cosa gli procurò qualche problema soprattutto nel peso. Come altezza era un peso welter, i grandi sacrifici per il peso lo fecero sconfinare spesso tra i superwelter, ma per entrare nel regno dei soldi e della fama dovevi fare il peso medio, così in pratica fu troppo pesante per fare il welter e troppo leggero per fare il medio. Iniziò con una bella serie di vittorie contro gente di classifica come Jorge Fernandez, Florentino Fernandez, Denny Moyer, Luis Manuel Rodriguez. Vittorie che lo portarno ad affrontare un altro cubano, Benny Kid Paret, all’epoca campione del mondo. Vinse Griffith per ko alla 13ma ripresa. Tra i due si accese una forte rivalità come dimostrò la rivincita vinta da Paret. Due match che furono l’anticamera del terzo incontro, 24 marzo 1962, vinto da Griffith per ko al 12mo round, un ko tremendo, da cui Paret non si riprenderà più e lascerà la vita in ospedale dopo pochi giorni. Un match che ha fatto scrivere fiumi d’inchiostro contro il pugilato e la sua violenza. Dopo pochi mesi Griffith difende il titolo dall’assalto di Ralph Dupas. E’ addolorato per la morte di Paret, ma come dice a tutti lui sa fare solo la boxe e questa è la sua vita. Un anno dopo viene detronizzato da Luis Manuel Rodriguez, grande campione cubano, che tiene il titolo solo tre mesi per restituirlo a Griffith. Se c’erano dei dubbi, ora non ci sono più sulla grandezza di Emile, che sembra aver fatto il vuoto tra i welter. Prova quindi a tastare il terreno tra i medi ma viene battuto in un solo round da Rubin Carter. Tre atterramenti fanno decretare il kot. Per certi versi è l’unica vera sconfitta prima del limite, inappellabile, dovuta a un colpo a freddo dopo pochi secondi. Griffith sarà sconfitto più tardi anche da Carlos Monzon a Buenos Aires, l’arbitro fermerà il match alla 14ma ripresa quando Griffith, chiuso all’angolo doveva subire la furia di Monzon, più volte messo alla frusta dall’anziano sfidante davanti agli occhi sbigottiti della sua gente. Dopo aver difeso varie volte il titolo dei welter il 25 aprile del 1964 ottiene la chance mondiale tra i medi e a sorpresa batte Dick Tiger, pugile nigeriano dal fisico d’acciaio. Difende il titolo vittoriosamente due volte con Joey Archer prima di affrontare Benvenuti. Griffith ha combattuto due volte a Roma, ma non ha mai avuto fortuna prima con un no contest alla 7ma ripresa contro contro Carlos Duran a causa dell’intemperanza del pubblico che voleva un match più violento; poi contro Remo Golfarini che preferì ostacolarlo con ogni mezzxo prima che l’arbitro decretasse il kot alla sesta ripresa.

Dal 1958 al1977 haottenuto 85 vittorie, 25 per ko, 24 sconfitte, due pari e 1 nc.. Ha disputato ben 24 titoli mondiali in tre diverse categorie (Tra i superwelter ha sconfitto Ted Wright, ma il match non fu riconosciuto valevole).

Di Alfredo

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