di Giuliano Orlando

Non c’è stato nulla da fare per Andrea Scarpa. Il tentativo di riportare in Italia l’europeo dei superleggeri, è fallito senza alcuna attenuante. Sul ring del  Palabellon Francisco Calvo a Barcellona, il mancino locale Sandor Martin (34-2), 25 anni, pro dal 2011 a 18 anni, l’ha fatta da padrone fin dall’inizio del confronto. Partendo per Barcellona, Alessandro Cherchi il promoter della Opi Since 82, non si nascondeva le difficoltà di una trasferta che concedeva poche possibilità di successo ad Andrea Scarpa (32-6), impegnato sul ring. “Non ci siamo mai nascosti le difficoltà di questa trasferta – mi conferma l’allenatore Franco Cherchi – d’altronde l’opportunità europea era  troppo importante per ignorarla. Scarpa non è un novellino, ha esperienza da vendere e in allenamento ci era sembrato molto motivato. Purtroppo lo spagnolo Martin, si è dimostrato troppo forte. Confermando anche i limiti di rendimento di Andrea, che a Barcellona non è stato passivo come in altre occasioni, alcune occasioni ci ha provato. La verità è che lo spagnolo era superiore in tutto. Quando abbiamo deciso di fermarlo era stanco e indietro nel punteggio, non valeva la pena di insistere”.

L’iter del confronto non ha lasciato dubbi sull’esito. La superiorità dello spagnolo è stata costante e il divario a favore del nuovo campione si è ampliato round dopo round con Scarpa incapace di dare una svolta al match, praticamente a senso unico. Il pubblico accorso numeroso al richiamo in guantoni, dopo la vittoria ha portato in trionfo il proprio beniamino. L’abbandono del foggiano è avvenuto al termine del nono round, su decisione del suo angolo, avendo riscontrato l’impossibilità di proseguire per l’italiano, col viso gonfio e le energie al lumicino. La constatazione, amara ma realistica è che Scarpa non è a livello europeo. L’ennesimo tentativo lo ha dimostrato ampiamente. Martin è un pugile di forte consistenza offensiva e con ottime basi. Ha più potenza e resistenza, oltre alla mentalità vincente che latita nell’italiano. Non sono serviti il maggiore allungo e i consigli all’angolo di Franco Cherchi. Scarpa era inferiore a Martin su tutta la linea. La Spagna è tornata sul tetto d’Europa a distanza di tre anni e mezzo. Prima di Martin, l’ultimo spagnolo fu Ruben Nieto che il 5 dicembre 2015, sul quadrato di Carshalton in Inghilterra, con grande fortuna tornò a casa campione, per qualifica del locale Lenny Daws, con l’inglese in vantaggio sui tre cartellini dei giudici.                                                                                    Il Il catalano è quindi il nuovo campione d’Europa e la Spagna conferma di possedere una base di professionisti di ottima qualità, oltre ad una forza organizzativa notevole, col supporto delle emittenti locali che stanno riportando il pugilato spagnolo  in alto, anche nel settore dilettantistico. Sandor Martin, ha realizzato il suo piano senza trovare quella resistenza che si attendeva e questo ha reso per Martin tutto più facile. Non vogliamo entrare nelle decisioni future del pugile italiano, comunque l’orizzonte europeo è ormai una chimera inarrivabile. In passato al foggiano non sono certo mancate le opportunità. Il 20 gennaio 2018 a Parigi, il locale Franck Petitjean lo superava nettamente per la cintura dell’Unione Europea. Non migliore esito aveva la sfida per il titolo EBU, a Firenze il 30 marzo scorso, contro l’inglese Joe Hughes (17-3-1), un brevilineo fatto su misura, per le qualità (inespresse) del foggiano. Pur senza strabiliare, Hughes batteva nettamente un rivale abulico e inconcludente, mai in partita, semplicemente latitante sul piano agonistico. Anticipato dai sinistri di un rivale dalle braccia più corte. Una grande occasione fallita. L’opportunità di Barcellona non era certo facile e la sconfitta ci può anche stare. La vera delusione è stata quella di Firenze.                                                                              

Il sogno di ripetere l’impresa di Michele Di Rocco (41-3-1), che il 3 ottobre 2014, sul ring di Madrid, respinse l’assalto proprio di Ruben Nieto, mettendolo un paio di volte al tappeto, è da rinviare a tempo indeterminato. Per la cronaca, Di Rocco è l’ultimo superleggero italiano sul tetto d’Europa, titolo che conquistò nel 2013 e lo difese per quattro volte, l’ultima a spese del francese Alex Lepelley (finito KO all’8 round) al Principe di Milano il 30 maggio 2015, lasciandolo poi vacante.                                                                                                                     

Di Alfredo

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