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Intervista a Rocky Marciano jr. in occasione del Premio a ricordo del padre | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Intervista a Rocky Marciano jr. in occasione del Premio a ricordo del padre

Rocky Marciano Junior - statua Rocky guanti 3 come oggetto avanzato-1di Giuliano Orlando

Ripa Teatina (Ch). In occasione del Premio Rocky Marciano, giunto alla XXII edizione dedicato alla memoria del genitore, il figlio Rocky jr. dell’indimenticabile campione del mondo dei massimi dal 1952 al ’55, è tornato nella terra dei nonni e del grande papà. Invito che si ripete dal 2012, ed ogni volta il rientro a Miami in Florida, diventa un arrivederci, onorato con Davinisio Cacciatore, che lo accoglie al “Dito e la Luna” dove gli arrosticini della casa, sono semplicemente il meglio d’Abruzzo, una ghiottoneria della quale Rocky jr. è un grande estimatore. La degustazione trova il suo completamento con un progetto ambizioso e affascinante. Aprire un canale di vendita con gli USA, esportando il vino di Ripa nel segno del campione indimenticabile. In attesa che il tutto abbia termini concreti, Rocky jr. accetta volentieri di trattare l’argomento più attinente alla premiazione, ovvero la boxe americana.

Le recente scomparsa di Muhammad Alì riporta alla memoria il confronto virtuale, realizzato al computer, riprendendo le fasi di tante riprese sostenute dai due con grande vigore, in particolare da parte di Marciano, che essendo più anziano, era assai motivato e affondava i pugni al punto che Alì spesso si fermava per invitare Rocky a darci meno dentro. Quella sfida uscita nel 1969, pochi mesi dopo la scomparsa di Rocky Marciano, per un incidente aviatorio alla vigilia dei 49 anni, ottenne successo?

“Oltre ogni attesa, perché gli organizzatori ebbero l’intuizione di non far conoscere il risultato, addirittura confezionarono la vittoria e dell’uno e dell’altro. Alla fine papà venne dichiarato vincente per ko al 12 round. Lo stesso Alì, ignorando il verdetto, andò alla prima e vedendosi sconfitto non nascose la delusione, uscendo con la famosa battuta “per fortuna i produttori era del Tennessee, dove ho molti amici, fossero stati di New York, finivo ko al primo round”. A distanza di quasi mezzo secolo, il dischetto è ancora in vendita, ma quello che sorprende sono i contatti su You Tube, degli incontri di papà, anche se purtroppo mancano i primi importanti, quelli con Vingo e il primo con La Starza. Papà ebbe un inizio di carriera sfolgorante con una sfilza di KO non inferiore a quella di Tyson. Nel 2015, hanno superato i 7 milioni di contatti”.

Pur sconfitto al computer, Alì è ritenuto il più grande sportivo in assoluto al mondo, non solo nella boxe. Mentre Marciano dopo il ritiro non ha più mantenuto quella popolarità avuta sul ring.

“Confronto improponibile, per troppe ragioni. Mio padre ebbe visibilità limitata, visto che negli anni ’50 la tv muoveva i primi passi a livello sportivo. Le emittenti trasmettevano l’evento solo in un versante della nazione. Le serate di New York non raggiungevano il Pacifico e quelle di Los Angeles non toccavano l’Atlantico. Alì, che personalmente ritengo il più grande protagonista dello scorso secolo, non solo nello sport, ebbe un riscontro mediatico pazzesco. Un gesto, una dichiarazione, una frase facevano il giro del mondo ingigantendone la popolarità. Fosse stato così anche per papà, considerata la spettacolarità dei sui match, vere e proprie battaglie, almeno nella boxe non avrebbe avuto rivali. Non è vero che dopo il ritiro perse popolarità. Nell’anno della sua morte, aveva dato il via ad una trasmissione televisiva importante e la prima ospite era Marylin Monroe. Non certo l’ultima venuta”.

Un giudizio sulla boxe americana attuale.

“Non gode più della popolarità del passato avendo rivali come il basket e il foot-ball americano, che godono di campionati, quindi una continuità programmata sempre ripresa e trasmessa in televisione gratuitamente. Dove il pugilato si difende benissimo è negli eventi importanti. La sfida tra Mayweather e Pacquiao a Las Vegas è stato l’evento del 2015, superiore ad ogni altra manifestazione. Volevo andare a vederlo ma già un mese prima non c’era un biglietto regolare in vendita. Ho provato a chiedere e mi hanno chiesto 2500 dollari per un posto assai lontano. Le prime file costavano anche 15.000 dollari. Ho visto il match a Miami in un bar, stretto come un’acciuga, pagando 50 dollari”.

Da tempo si parla del film su Marciano, cosa c’è di concreto?

“Dopo alcune notizie solo propagandistiche da parte di una produzione che alle parole non ha fatto seguire i fatti, il film su mio padre sta entrando in dirittura d’arrivo con la regia dei Marcellino e la mia supervisione. Si chiamerà “Marciano 49-0, the blockbuster” e avrà attori di grande rilievo. L’uscita all’inizio del 2018. Alcune scene verranno girate a Ripa Teatina dove è nato nonno Francesco Marcheggiano, e dove papà ha la sua radice”.