Spada Domenico f. SpallazziDomenico Spada (+ 29, -2) ha visto naufragare a Nurburgring per colpa di una giuria impietosa e faziosa un’occasione d’oro massiccio. Purtroppo quando si combatte all’estero questo può accadere, il fatto poi che tutti e tre giudici lo hanno visto perdente per un punto 115-114 suona come l’ennesima beffa a cui deve sottostare chi combatte all’estero. Gli scommettitori puntavano tutti sul fattore campo e ci hanno azzeccato in pieno. Nessuna sorpresa quindi e la Germania si fregia di un nuovo titolo mondiale che saprà ben fruttare.

La Universum ha organizzato in maniera impeccabile dimostrando ancora una volta i livelli di interesse che la boxe ha raggiunto in questa nazione. Sebastian Zbik (+ 27) l’aiuto più grosso lo ha ricevuto dall’arbitro.Il canadese Michael Griffin gli ha lasciato licenza di trattenere e ostacolare per tutto il match.
Spada ha sempre attaccato e mantenuta l’ iniziativa, ma per tutto il match è stato “abbracciato”, questa è la morale non della favola ma dell’incontro nudo e crudo, che non è stato certo esaltante. Spada ha cercato la vittoria e Zbik di arrivare al limite delle 12 riprese, per il resto ci ha pensato la giuria anche se il rapporto di colpi portati era decisamente a favore di Vulcano. Fa rabbia perché un’occasione del genere non è che sta appesa ad un albero di Natale pronta ad essere presa. Ci vogliono trattative lunghe e pazienti, ci vuole diplomazia e in questo Salvatore Cherchi è stato un maestro. Ci sono le basi per un match di rivincita, ma Sebastian Zbik avrà voglia di concedere la rivincita al nostro pugile? Ne dubitiamo, in Germania, legati all’organizzazione, ci sono altri pugili e sicuramente avranno la loro opportunità per la WBC.

Di Alfredo

2 pensiero su “Per Domenico Spada Germania amara”
  1. scusa ma difronte a questi eventi non si potrebbe combattere in terreni neutrali, in modo tale che le giurie non avvantaggino chi gioca in casa??? se no sarà sempre la stessa miniestra almeno per gli eventi più importanti tipo questo. vincere un incontro del genere e vedersi assegnare una sconfitta immeritata non fa bene ne all’atleta e nemmeno allo sport

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