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Riflessioni su tre sconfitte già scritte | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Riflessioni su tre sconfitte già scritte

di Giuliano Orlando

Si dice che nella boxe, il risultato non è mai scritto prima. Non è proprio esatto. L’eccezione ci sta eccome. L’altra sera a Sequals dove è nato Primo Carnera, si è svolto il confronto valido per la cintura internazionale WBC dei welter tra il campione Charles Manyuchi (17-2-1) dello Zimbawe, reduce da sei incontri vinti per ko e non contro pinco pallino, ma avversari quotati e l’italiano Gianluca Frezza (23-3-2) conclusosi al sesto round, per kot a favore del detentore. Con l’intervento tempestivo dell’ottimo arbitro Guido Cavalleri. Affermare che fosse un confronto squilibrato è un eufemismo, tanto abissale era la distanza tra i due. Bastava leggere il record ed informarsi anche attraverso youtube, per capire che si trattava di un match a perdere. I fatti hanno dimostrato l’inutilità di una sconfitta, vedi punizione, decisamente pesante per il nostro pugile. A questo punto ci si chiede quale utilità abbiano queste sfide, dove l’organizzatore paga la borsa all’ospite con relativo soggiorno per il gruppo, oltre alle spese per arbitri, giudici e medico, pur sapendo a priori che le probabilità di vittoria per il pugile di casa sono nulle. Solitamente questo si chiama: danno e beffa. Nel caso di Frezza, pugile non più giovanissimo, dalla boxe elementare e prevedibile, coraggioso al limite dell’incoscienza, contro un rivale più alto, dal notevole talento e anche potenza, con un repertorio assai vasto di colpi, come previsto è stato un tiro al bersaglio. Questi spettacoli non rendono un buon servizio alla boxe italiana, tanto più che il match è stato trasmesso su Deejay TV, quindi ampliato su tutto il nostro territorio. Si potrebbe giustificare, anche se non sono d’accordo, per un mondiale, ma per una cintura decisamente modesta come l’Internazionale WBC, non valeva la pena. Le alternative non sarebbero mancate, scegliendo avversari alla portata di Frezza. Perché questo intervento? Perché negli ultimi tempi, ci sono altre due sconfitte brucianti, mi riferisco a Blandamura e Sarritzu, che si conoscevano a priori. Non intendo fare alcun processo, esprimo la mia opinione, soggettiva e non certo perfetta. Facile parlare dopo. Rispondo che di questi confronti (Soro-Blandamura e Legrand-Sarritzu) espressi la mia opinione prima. Non solo, parlando con gli addetti ai lavori cercai sia pure sottovoce di dissuaderli, anche se sapevo benissimo che non sarebbe successo. Si possono fare errori, sicuramente in perfetta buona fede. I responsabili di Blandamura, facendo un paragone con Vitu, il francese che aveva battuto Fiordigiglio a Brescia, dopo una battaglia entusiasmante, per l’europeo superwelter, ritenevano che l’avversario di Blandamura, fosse meno bravo del connazionale, quindi ci poteva stare il confronto. Opinione non condivisa affatto, ritenendo Soro uomo di livello superiore a Vitu, da inserire nella top ten mondiale, non così per il gitano transalpino, che prima di trionfare, corse rischi seri. I fatti purtroppo mi hanno dato ragione, senza rendermi felice. Semmai triste, perché spiace sempre quando un nostro ragazzo viene punito, secondo pronostico. Stesso discorso per Sarritzu, l’antico guerriero sardo, in attività dal 1998, protagonista di tante battaglie entusiasmanti, due confronti mondiali con l’argentino Narvaez, sfide europee da applausi. Tutto questo parecchi anni addietro. Oggi a 39 primavere non può pensare e con lui i suoi mentori, di tenere botta con un rivale imbattuto, più alto, più veloce e potente come il mancino francese Vincent Legrand (17) di 24 anni. Sul ring è accaduto quanti previsto: Sarritzu ko al sesto round, senza aver vinto una sola ripresa. Ha senso tutto questo? Visto che siamo in argomento, l’EBU ha indicato come sfidante all’europeo medi, detenuto appunto da Michel Soro, il nostro Matteo Signani (21-4-3). Non è un’opportunità per l’italiano, semmai un rischio molto alto. Ci auguriamo che i suoi responsabili evitino il ripetersi di questi regali ai cugini, che vengono da noi da corsari. Si prendono il bottino e ci lasciano i cocci. Magari aspettando che Soro renda vacante la cintura, visto che nei superwelter è nei piani alti mondiali. Sabato sera grasso per la boxe. In contemporanea, sia Deejay TV che Raisport hanno trasmesso pugni a gogo. L’emittente nazionale da Manchester (Ing), due mondiali di altissimo livello. Nei supergallo WBA, il titolare di casa, Scott Quigg (31-0-2) mantiene la cintura WBA, spedendo lo spagnolo Kiko Martinez (32-6) kot al secondo round, dopo aver perso il primo in cui l’inglese senza alcun rischio ha studiato l’avversario. Il ko è stato spettacolare dopo il primo conteggio, l’esecuzione definitiva. L’altro mondiale, leggeri WBA, ha visto un vero e proprio furto ai danni del locale Anthony Crolla (29-4-3) che a giudizio unanime aveva superato nettamente il colombiano Darleys Perez (32-1-1), dominato nella parte finale, con due richiami a carico. La voce italiana, usata dalla RAI in vari settori, dal paracadutismo allo sci. al ciclismo per citare solo tre discipline, col vezzo di fare la classifiche dei giornalisti di boxe, non si è smentito, sulla scarsa preparazione specifica. Altrimenti avrebbe raccontato e non solo accennata, la storia di Crolla, uscito dal coma in modo miracoloso, per aver difeso la vicina di casa dai ladri. Colpito alla testa, quando giunse in ospedale i medici erano assai preoccupati per la sopravvivenza. Invece il giovanotto recuperò talmente in fretta che la WBA lo indicò come sfidante di Perez. Molti ritennero fosse un rischio, i fatti hanno dato ragione al pugile, anche se due giudici gli hanno rovinato la festa. Ma non è detta l’ultima parola. La WBA ha richiesto i cartellini, ritenendo che qualcosa non quadri nei conteggi. Per la cronaca Paturel (Usa) e Torres (Portorico) hanno segnato un improbabile 113-113, mentre il finnico Meronen un equo 116-111. Vedremo come andrà a finire. In attesa che torni la voce di Mario Mattioli, che pur non perfetto, era di ben altro spessore e non faceva le classifiche personali.