Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi

A Gatteo Mare vincono Signani e Natalizi | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

A Gatteo Mare vincono Signani e Natalizi

di Giuliano Orlando

Una bella riunione, onorata da un pubblico numeroso e partecipe, organizzata al meglio dalla Gio Boxe di Giorgio Campanella e dalla consorte che è presidente della società, dove si allena un buon numero di dilettanti e molte persone per mantenere una condizione atletica ottimale. A questo va aggiunto il coraggio di Matteo Signani (26-5-3) e del suo attuale maestro Giorgio Campanella, non dimenticato protagonista negli anni ’90, a livello mondiale, tra i pochi ad aver fatto contare il grande Oscar De La Hoya, esattamente il 25 maggio 1994 a Las Vegas, per il mondiale superpiuma WBO, sta nel fatto sul ring amico di Gatteo Mare sulla riviera romagnola, col supporto della Gio Boxe di Giorgio Campanella e della OPI ’82 della famiglia Cherchi, ha compiuto il primo passo concreto conquistando la cintura latina dei IBF dei medi, battendo il non certo rassegnato Riccardo Lecca (16-4-1) costretto alla resa nella prima parte del nono tempo, dopo una battaglia vivace, nel corso della quale il romano ha impegnato l’avversario oltre le attese. Signani al momento in cui l’arbitro ha deciso per lo stop, era sicuramente avanti, ma qualche rischio l’ha corso pure lui. Una vittoria importante, costruita con fatica e ottenuta con furbizia, nel momento in cui entrambi stavano pagando la fatica di una sfida in cui non si erano risparmiati. Dopo una partenza a favore di Signani più rapido e mobile, resa netta dal conteggio subito da Lecca nel secondo tempo, il romano gettava sul ring la sua generosità e costringeva l’avversario a subire diversi colpi che ne riducevano il rendimento. Resosi conto della situazione, Matteo lasciava che Riccardo avanzasse per cercare il bersaglio, per colpirlo d’incontro con precisione. Proprio in una di queste situazione, nel nono round, dopo aver subito un destro pesante, trovava la forza e la lucidità di portare due colpi precisi al bersaglio alto che Lecca sentiva e non poco. Vista la situazione, Signani insisteva con altre serie e Lecca si trovava in grande difficoltà, con le gambe molli e senza difesa. Nel tentativo di non cadere si abbracciava all’avversario, cosa che Signani non gradiva e lo spingeva via, facilitando la caduta. L’arbitro, tra l’altro un medico, vista la difficoltà di Lecca lo contava, rendendosi conto che non era in grado di continuare, dando così lo stop. La protesta di Lecca era flebile, confermando la giusta decisione. Vittoria netta, ma non facile. Adesso assieme ai Cherchi al suo allenatore Giorgio Campanella, dovrà studiare con attenzione i prossimi passi. Le alternative non sono molte, da un titolo internazionale alla cintura dell’Unione Europea che ha un certo valore, anche se con orizzonti limitati. Il titolo italiano lo ha già detenuto, mentre l’europeo, in possesso del polacco Kamil Szeremeta (17) che lo ha conquistato lo scorso febbraio a Roma a spese del sardo Alex Godda, costretto alla resa dopo soli due round, che difenderà a settembre in casa, dall’assalto del basco Ruben Diaz (25-1-2), basco di 38 anni, campione UE, realisticamente, ci pare fuori dalla sua portata. Anche se ognuno è libero di scegliere. L’atteso debutto del romano Mirko Natalizi (1) è durato meno di due round. Troppo potente l’italiano nei confronti del serbo Sladjan Dragisic (4-14), che pure nelle precedenti sei fide in Italia, pur perdendo si era difeso bene, arrivando sempre ai punti. Di fronte a Natalizi è parso un fuscello in balia delle onde, rappresentate dai colpi di un rivale, ancora verde tecnicamente ma dotato di potenza naturale, arma decisiva per un superwelter. In due round ha subito tre KD e quando l’arbitro lo ha spedito all’angolo era ormai spento. Natalizi ha 24 anni, margini di miglioramento notevoli, un fisico da medio e la testa giusta. Avrebbe potuto pensare a Tokyo, ma ha preferito la strada dei prize-fighter, sotto al procura dei Cherchi. Il beniamino di casa, Filippo Gallerini (6-3) ha martellato per sei round Dusan Stojanovic (1-3) ennesimo serbo della riunione, tra gli applausi del numeroso pubblico, che ha retto fino alla fine, anche se nell’ultimo round è stato contato, rischiando lo stop. Il leggero Alex D’Amato (5-2-1), 27 anni, brindisino di Mesagne, residente per lavoro a Misano Adriatico, batte il serbo Dimitrije Djordjevic (0-13-1), 21 anni, mai affrontato in precedenza, che ha stoicamente resistito al martellamento di un rivale dalla foga agonistica esagerata, che spreca troppe energie senza riflettere.