di Giuliano Orlando

ERZURUM (Turchia) Gli europei school sono arrivati alle finali e l’Italia ha portato tre atleti per la caccia all’oro, mentre altri tre si sono fermati al bronzo. Può sembrare un bilancio riduttivo, considerando l’assenza della Russia e della Bielorussia, che lo scorso anno colsero parecchie medaglie. La Russia in particolare nel 2021 a Sarajevo in Bosnia Herzegovina fu la dominatrice assoluta, conquistando 16 podi con gli uomini (11-1-4) e 12 nel femminile (8-4-0) oltre il 70% del totale, mentre la Bielorussia raccolse 2 argenti e altrettanti bronzi tra gli atleti. Un campionato russo open, come è accaduto quasi sempre in passato. L’assenza del gigante russo, causato dall’invasione dell’Ucraina è stato in buona parte compensato dal ritorno in forze di inglesi, irlandesi e scozzesi, assenti da diverse edizioni ritenendo la rassegna squilibrata. Stavolta in Turchia si sono presentate in forze e hanno portato sul podio una ventina di scolari e scolare. Ragion per cui quello che era un vantaggio sulla carta si è tramutato in un handicap. In Turchia si sono presentate ben 28 nazioni e quasi tutte con dichiarate ambizioni, come dimostrano le 17 nazioni presenti in finale, 14 nel maschile e 9 nel femminile.  Sul piano numerico, l’Ucraina ha sette finalisti e cinque finaliste, davanti agli inglesi (6 e 5) all’Irlanda (3 e 5), la Turchia (1 e 5), l’Italia (1 e 2), l’Armenia (1 e 1) le uniche ad avere finalisti sia tra scolari e scolare. Tra i maschi Grecia, Georgia, Germania, Azerbajan e Scozia con due atleti, uno ne hanno Armenia, Ungheria, Lettonia e Polonia. Tra le atlete presenti Romania e Croazia con una presenza.  Sugli azzurri parleremo in dettaglio nel servizio conclusivo, e vi assicuriamo che è stato un torneo durissimo, con elementi di grande qualità e in particolare l’Italia ha pagato un pesante pedaggio di attività. Basta un esempio per capire quanto sia difficile arrivare al podio. “Le nostre ragazze mediamente faticano a toccare i venti incontri, eccezion fatta per un paio, tra le quali la Di Felice (48) e la Scorrano (64) che hanno raggiunto la finale, battendo all’esordio le ucraine, partite da favorite. In particolare la Makohovenko, che si presentava agli europei con un record da brividi, ovvero 64 vittorie e nessuna sconfitta, rimediata contro la Di Felice che ha disputato un match incredibile e si poi ripetuta contro la polacca Gorzelena con altrettanta bravura, adesso se la vedrà con la turca Ilhah, una tosta ma l’azzurra non è da meno. Ci spero tanto, come ho fiducia nella Scorrano che bella personalità ed è cresciuta parecchio in rapporto all’anno scorso.  Dopo le vittorie sull’ucraina Kucher e la polacca Andrukajtis entrambe per 5-0, attende l’altra turca Dokoz e non è detto che centri il bersaglio pieno”. Questo mi ha detto Valeria Calabrese, che comunque vada, riesce sempre a far compiere miracoli alle sue allieve.

Per i maschi, solo Anthony El Moety (44) ha raggiunto la finale, un traguardo fantastico, visto il valore della concorrenza e un sorteggio decisamente difficile che ha superato da vero campioncino. Per arrivare in finale ha battuto il  turco Mubeyyin (5-0), il polacco Manka (4-1) e l’irlandese Joyce (4-1), tutti avversari che puntavano al podio.  In finale trova l’azero Babyev, esperto e furbo, ma l’azzurro non si arrende mai.

 

Di Alfredo

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