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Libri di Sport: Non ci resta che correre. Una storia d’amore e resistenza – Biagio D’Angelo | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Libri di Sport: Non ci resta che correre. Una storia d’amore e resistenza – Biagio D’Angelo

di Giuliano Orlando

E’ vero che tutte le strade dei runners portano alla maratona di New York? Se non è la verità assoluta, molto si avvicina alla realtà dei fatti. Anche se il libro si apre con quella di Venezia, lo svolgersi del simpatico racconto nasce tra le nebbie di quella Milano periferica che oscilla tra i Navigli e la darsena, con puntate che dal Naviglio Grande arrivi a Corsico, in un percorso ormai abituale per migliaia di praticanti la corsa. Non pensate ad uno di quei trattati che ti spiegano con tabelle e alimentazione come puoi vincere una maratona. In questa storia ci trovi tutto o quasi di altro. L’amicizia tra colleghi e colleghe, l’approccio alla corsa classica dei 42 km e spiccioli, passando addirittura dal ballo, le simpatie e l’opposto. La scelta delle scarpe da corsa, anche le chat tra Milano e Palermo per tenersi in contatto e poi decidere i viaggi. Prima a Monteforte d’Alpone, nel veronese, terra di vini famosi, ma anche della Montefortiana, che non è un dolce tipo sbrisolona, ma una sfornata di gare alle quali partecipano migliaia di persone. L’anteprima per preparare la corsa nella Grande Mela. Nell’occasione l’’autore ci va da spettatore, e racconta con molta partecipazione le sensazioni che ti avvolgono percorrendo quella New York che avevi letto sulle riviste specializzate, che mai potranno darti l’emozione vissute in diretta. Andare a New York vuol dire conoscere tipi come Edoardo Vaghetto, da Bagheria, anni 75 che a New York ci è quasi di casa. Come alla 100 km. del Passatore. Dopo una vita da sottufficiale dell’aeronautica, dopo la routine di marito, padre e nonno, alla soglia dei 60 anni, vedendo le immagini in TV della maratona di New York, decide che il suo futuro sarebbe cambiato. E infatti cambiò. Da quindici anni è attivissimo dalle maratone alle ultra e vive una seconda giovinezza. Correre, che vuol dire? Le spiegazioni arrivano nei modi più impensati. Con lo Sri Chinmory Marathon Team, che opera in tutto il mondo e a Milano ha diversi cultori. Il fu Sri, morto nel 2007, era un guru indiano che in vita ha fatto di tutto: poeta, pittore, musicista e pure l’ultramaratoneta. Non solo, è stato l’ideatore della Self Transcendence 3100 Mile Race, la più lunga corsa del mondo. Il correre è anche musica, di quella tosta, che poi ti dà l’abbrivio per far muovere le gambe. Che scoperta le tabasciate, un vivaio inesauribile che si rinnova ogni domenica in Lombardia e non solo. Anche questo è un mondo di grande ricchezza, dove al piacere di correre senza il cronometro che ti insegue, si aggiunge il gusto di mettere il fondo schiena sulla sedia a preparare le mascelle a masticare bene. Avanti così di buon passo, nella corsa e nella vita. I protagonisti prendono strade diverse, ma il gesto del correre resta una fede incrollabile.