di Giuliano Orlando

La grande boxe si riaffaccia alla ribalta, nonostante manchi il pubblico e resti la mascherina. Nel prossimo week end siamo attorno alla ventina di appuntamenti che spaziano dalla Cina alla Nuova Zelanda, dalla Germania alla Russia, Giappone e principalmente, in Inghilterra e negli USA. Segnale incoraggiante, in attesa che si esca dalla pandemia, sempre che chi ancora non ha capito che si tratta di una cosa seria e non una bugia politica, rinsavisca. Parto dalla serata allestita sabato 22 agosto dalla Matchroom Fight Camp di Brentwood nell’Essex britannico, possedimento della famiglia Hearn, col logorroico massimo Dillian Whyte (27-1), 32 anni, in attesa di tentare l’aggancio mondiale, affrontare il non più verde Alex Povetkin (35-2-1), in palio le cinturine Interim e Diamond WBC. L’inglese è favorito ma il russo, antico monarca WBA (2011), pro dopo l’oro ai Giochi di Atene 2004, stoppato da Wladimir Klitschko al secondo tentativo iridato nel 2013 non è da sottovalutare. Da allora ha cercato di tornare in vetta, senza successo, pur vincendo molto. Contro il più giovane Anthony Joshua ha resistito 7 round. Passato con Eddie Hearn, arricchisce il già lauto patrimonio come collaudatore di lusso, portando sul ring con grande dignità i quasi 41 anni. Da seguire il croato Alen Babic (3) 29 anni, che i Cherchi hanno fatto combattere due volte in Itala (Roma e Milano) sparring di Whyte, affronta lo scomodo Shawndell Winters (13-3), 39 anni ma una mina vagante. Prima di finire KO contro l’australiano Parker ex-iridato, ha messo a sua volta out l’ucraino Olek Telensko (16-1) che si presentava imbattuto. Emblematico il suo record: delle 13 vittorie, dodici sotto il segno del KO. La sfida più attesa riguarda Katie Taylor (15) che mette in palio le quattro cinture dei leggeri (WBC, WBA, WBO e IBF) e Delfine Persoon (44-2),  in una rivincita molto pepata. La precedente vittoria a New York nel giugno 2019, contestata dalla belga, ha irritato l’irlandese che ha preferito chiudere la polemica subito, rinunciando alla sfida più facile contro la messicana Amanda Serrano. Tra l’altro la vincitrice, potrebbe entrare in rotta di collisione con la coetanea Jessica McCaskill (9-2) USA, che ha compiuto l’impresa della vita, battendo sul Ring di Tulsa (Usa) la norvegese Cecilia Braehkus (36-1), 38 anni, nata in Colombia e mai sconfitta tra le pro, dove milita dal 2007. Nella lunga carriera, dopo aver battuto tutte le migliori welter, lascia nei guantoni della guerriera di Chicago, uscita da una storia di povertà assoluta grazie al ring, il capitale assoluto delle cinture (WBC, WBA, WBO, IBF, IBF, IBO). Nel 2017 a Londra, venne nettamente battuta dalla Taylor da peso leggero, la sua categoria. Una rivincita da welter potrebbe diventare l’evento dell’anno. Sempre che l’irlandese la spunti. In Europa boxe anche a Magdeburgo in Germania, con il clamoroso ritorno del cubano Yoan Pablo Hernandez (29-1) 36 anni a ottobre, inattivo dal 16 agosto 2014, dopo la difesa vittoriosa contro Firat Arslan per la cintura cruiser IBF. Interessante il derby tedesco dei mediomassimi tra Tom Dzemski (14) 23 anni e Michail Eifert (6) 22 anni, speranze della categoria. Completano la riunione il massimo di colore Peter Kadiru (8), il supermedio Elvis Hetemi (14-1) nato in Kosovo e il cruiser albanese Jurgen Uldedaj (11) contro avversari non troppo impegnativi. Organizza la SES Sports GmbH di Ulf Steinforth, il promoter residente a Magdeburgo, nella cui scuderia fanno parte i migliori tedeschi e in particolare le nuove leve. Attivo dal 2000, è cresciuto portandosi ai massimi livelli negli ultimi anni. Il 15 giugno 2019 ha collaborato con Frank Warren e la Top Rank di Bob Arum alla riunione di Las Vegas, dove hanno combattuto Tyson Fury, reduce del pari con Wilder, contro Tom Schwarz, il massimo tedesco Kadiru al debutto in USA e il nostro Guido Vianello vincitore di Hickmon, al quarto match da pro. Per la statistica in quel 15 giugno dello scorso anno, vennero allestite qualcosa come 85 riunioni, un record che oggi sembra lontanissimo. Purtroppo.  Per questo week end, gli appuntamenti riguardano Helsinki in Finlandia, Fortitude Valley in Australia, Changsha in Cina, Tokyo in Giappone, quindi Magdeburgo in Germania, nell’Essex e a Worcesters Hire in Inghilterra. Negli USA,  Fort Payne in Alabama, Bonita Spring in Florida, Lehi nell’Utah dove il promoter Dallin Rogers della Fitcon Fitghts fa  debuttare al professionismo ben 18 pugili, pensando al futuro e a Las Vegas. Ne tratterò alcune nel dettaglio. Tre le riunioni in Russia, la più importante a Kazan, la millenaria città tartara, capitale della Repubblica del Tatarstan. I massimi leggeri Alexey Papin (11-1) 32 anni e Ruslan Fayfer (25-1) 29 anni, si sfidano per la semifinale WBC, il cui campione è il congolese Ilungo Makabu (27-2) residente in Sud Africa, che ha conquistato la cintura il 31 gennaio scorso a spese del polacco Michal Cieslak (19-1) sul ring di Kinshasa (Congo) ai punti con decisione unanime. Papin, pro dal 2015, che ha sempre combattuto in Russia, ha un conto aperto col campione, che ha incontrato il 24 agosto 2019 a Chelabinski, sconfitto per MD, dopo un match equilibrato. Pronostico a lieve favore per il più anziano. Nel programma, inserito il supermedio Fedor Chudinov (22-2), 32 anni, titolare della cintura WBA Gold, opposto a Ronny Landaeta (17-2) venezolano di stanza in Spagna. Fedor, fratello minore di Dmitri (21-6-3) molto più titolato nei dilettanti, dove raccolse cinture mondiali ed europee nei cadetti e jr. (ora youth). Professionista dal 2009, è in fase calante, come dimostrano le quattro sconfitte e un pari negli ultimi match. Fedor per contro è in corsa per tentare il bis iridato, come gli riuscì nel 2015, quando conquistò la cintura supermedi vacante WBA a spese di Felix Sturm. Che difese a Wembley contro Franck Buglione e perse di misura nella rivincita col tedesco in Germania. In fase positiva dal 2017 (sette vittorie), l’ultima contro il francese del Cameroon, Hassan N’Dam N’Jikam. Il suo manager Vladimir Hryunov è in trattativa con la Golden Boy per una sfida con Canelo Alvarez detentore WBA. Il massimo Pavel Silyagin (3-0), 28 anni, bronzo iridato a Doha 2015, incontra l’imbattuto azero Orkham Gadzhiev (8). Seconda fatica per il superpiuma mancino Albert Batyrgaziev, 22 anni, campione dilettanti 2017-2018 nei 60 kg., nel 2019 nei 57, titolare russo ai mondiali 2019 a Ekaterinburg, battuto dal cubano Alvarez nei quarti, a sua volta superato in finale dall’uzbeko Mirzakhalilov (3-2). Il russo, presente a Londra nella qualificazione europea, di marzo, ha battuto nel match d’esordio lo slovacco Tanko, poi il torneo è stato sospeso, con grave ritardo, a causa del Covid 19. Quest’anno sempre a Londra tenterà l’accesso ai Giochi di Tokyo, ripartendo dalla situazione precedente. Indipendentemente da altri esami, campionati nazionali compresi. Per tenersi in allenamento affronta Erzhan Turgumbekov (8-0-1) mancino a sua volta del Kirgyzstan, 25 anni, residente a Ekaterinburg. Dove il promoter German Titov, uno dei più attivi in Russia, presenta il ragazzo di casa, il leggero Zaur Abdullaev (11-1) 26 anni, reduce dalla sconfitta dello scorso settembre a New York contro l’imbattuto Devin Honey (21), attuale titolare WBC. Per il rientro è stato scelto il connazionale Pavel Maukov (16-1-1) 34 anni, alla sua portata. Il superwelter locale Magomed Kurbanov (19) 25 anni, nato in Dagestan, detto il “leone bianco”, pronto all’assalto europeo, opposto a Ilya Ochin (6-1) per il WBO Internazionale. Il piuma kazako Stanislav Kalitskiy (10) 23 anni, deciso a battere anche il mancino Dmitri Khaziev (9-2-2) 25 anni, anche se non sarà semplice. A Krasnodar nel Caucaso occidentale, l’incontro di punta riguarda il leggero armeno Vladimir Sarukhanyan (13) residente a Sochi  dall’esordio, che affronta il locale Rustam Fatkhullin (8-6). Passo agli USA. A Las Vegas in Nevada, al “The Bubble” MGM Grand Conference Center, il solito Bob Arum (Top Rank) che assieme alla Star Boxing di Joe DeGuardia e il  Groupe Yvon Michel (GYM) allestisce la semifinale WBO mediomassimi, tra il colombiano Eleider Alvarez (25-1), già titolare WBO nel 2018 e Joe Smith (USA 25-3), 30 anni,  molto attesa e incerta nel pronostico. Il titolo è vacante e il vincitore dovrà affrontare chi si aggiudicherà l’altro confronto tra i russi Umar Salamov (25 -1) e Maksim Vlasov (45-3).  Salamov, pro dal 2012 a 18 anni, esordendo in Ucraina dove ha combattuto fino al 2015, per tornare in Russia nel 2016, l’anno dopo è in Australia, dove subisce l’unica sconfitta ad opera di Damien Hooper (14-1) grande talento, purtroppo non supportato dalla testa. Si è ritirato nel 2018 campione Internazionale WBO a 26 anni. Salamov è poi tornato in Russia e dallo scorso anno si è trasferito a Las Vegas. Appare favorito nei confronti di  Vlasov che ha 34 anni e combatte dal 2005, risiede a Samara dove è nato, ha combattuto a lungo negli USA, nel 2015 ha perso da supermedio col messicano Gilberto Ramirez (40) 29 anni, indiscusso campione WBO dal 2016 al 2018, ora salito nei mediomassimi, il più pericoloso pretendente al titolo. Lasciato vacante da Saul Alvarez dopo averlo conquistato il 2 novembre 2019 a spese di uno spento Sergey Kovalev a Las Vegas. In programma molti giovani dal pugno pesante. Nei supergallo Robert Rodriguez (8-0-1) 21 anni contro Abel Soriano (10) 26 anni, nei superpiuma Adrian Valdovinos (5-0-1) 20 anni, opposto a Israel Mercado (7 vittorie e altrettanti KO) 25 anni, nei superwelter Wendy Toussaint (10) 28 anni, nato ad Haiti testato da Isiam Jones (9-2) 26 anni medio naturale. I superleggeri Julian Rodriguez (19) del New Jersey e Anthony Laureano (13) del Connecticut, venticinquenni, si giocano l’imbattibilità è un  passo avanti nella categoria. A Fort Payne in Alabama, il giovane promoter Brandi Mccain lancia i giovani con sei “deb” nella sua serata, mentre a Bonita Springs in Florida, clou riservato a Curtis Johnson (11), 31 anni, attivo dal 2010, con sosta dal 2012 a 2016, alla prima opportunità: titolo USA della Costa Atlantica, che dovrebbe conquistare a spese di James Early (4-6) decisamente inferiore. A Los Angeles sfida importante tra Shawn Porter (30-3-1) 32 anni, pro dal 2008, già iridato welter IBF nel 2013 e WBC nel 2018-2019, contro l’imbattuto coetaneo tedesco Sebastian Formella (22), ex titolato IBO, che si giocano il vacante titolo Silver WBC. Interessante anche la sfida tra Sebastian Fondura (14-0-1) 22 anni e il puncher della Jamaica, Nathaniel Gallimore (21-4-1) 32 anni sui 10 round. Aspettando che anche in Italia si accendano le luci del ring.                                                                    

Di Alfredo

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