di Giuliano Orlando

SAN PELLEGRINO TERME (BG). Nel cuore della Val Brembana, il centro di San Pellegrino Terme è una gemma conosciuta in tutto il mondo, nota per le sue acque termali, ma soprattutto per lo stile Liberty che ne domina l’architettura locale, dalle ville ottocentesche, in particolare Villa Speranza e soprattutto il monumentale Grand Hotel, costruito nel 1902, una struttura di sette piani, 5 stelle, finalmente in fase di ristrutturazione, oltre  al Casinò chiuso nel 1946, le cui sale interne sono il trionfo di affreschi, vetrate, archi e statue, godibili dagli ospiti che intervengono a ricevimenti, conferenze, cene e vari eventi, l’ultimo dei quali è stato l’assegnazione del Premio 2020 Angiolino Quarenghi, al professor Mario Ireneo Sturla, gloria pavese, la voce più autorevole nel mondo della medicina sportiva. Mai premio ha fatto la scelta più giusta, anche se nel suo lungo percorso iniziato nel 1959, figurano nomi illustri, nel ricordo del più popolare cittadino i cui meriti spaziano a tutto campo sia in campo medico che umanitario. Da consigliere a sindaco di San Pellegrino, da medico dell’Inter, all’Oransoda Cantù squadra di vertice del basket, fino alla SNIA Viscosa di Milano la più forte compagine di atletica nel decennio 1970-’80, Angiolino Quarenghi resta un esempio di grande umanità e coinvolgimento nell’indicare ai giovani la strada dell’elevazione morale e dell’impegno sociale. Nell’edizione 2020, nonostante la pandemia, il Comitato Regionale Lombardo (delegazione di Bergamo), il Panathlon International Club di Bergamo e lo storico ristorante Bigio, hanno costruito una manifestazione di grande signorilità, pur nel rispetto delle norme sanitarie. Ma quello che forse non si aspettavano sia gli organizzatori che gli ospiti, è stato il capovolgimento dei ruoli. Il Professor Mario Ireneo Sturla, con la fattiva e determinante partecipazione della bellissima compagna Deborah, avvocatessa e singer di alta qualità, hanno tracciato un percorso alternativo, dove gli ospiti si sono ritrovati protagonisti e il premiato ha fatto da regista, creando nel salone dell’ex Casinò, un’atmosfera diversa dalla solita routine. Confermando una memoria straordinaria in ogni settore, ha illustrato la carriera degli invitati riportando il passato al presente, con alto gradimento generale. Mentre sullo schermo scorrevano le immagini di Gianni Bugno ed Eugenio Berzin, Ivan Gotti, Emanuele Bombini e Luca Colombo, élite di un ciclismo del recente passato, grazie alla verve del presentatore, diventavano storie attuali, grazie all’arricchimento di episodi inediti. Così è stato per Oreste Perri, presidente del CONI lombardo, il canoista azzurro più forte della storia, persona di squisita signorilità, tanto valido quanto modesto, per Massimo Bugada, presidente del Comitato Lombardo della FPI, ex pugile di vertice, maglia azzurra e campione italiano, Lara Magoni azzurra di sci alpino e assessore al Turismo Lombardo, il trio in guantoni: Stefania Bianchini prima campionessa del mondo italiana, Andrea Sarritzu, campione d’Europa e sfidante mondiale per ben tre volte, fino a Vincenzo Gigliotti campione italiano e a sua volta sfidante al mondiale. Anche Fabio Bozzani, il miglior flash della boxe ha avuto il suo momento di gloria. A sorpresa, visto che in mezzo secolo di attività giornalistica, nessuno ci aveva mai pensato, l’amico e collega Mario ha dedicato uno stupendo ricordo del mio percorso professionale, senza omettere che tra articoli e libri, ho trovato il tempo di correre parecchie maratone per il mondo. Grazie. Infine, il lungometraggio dedicato al premiato. Illustrare cosa ha fatto, in campo medico, dove ha ricoperto tutti i ruoli, è impossibile. Come ricordare premi e diplomi. Solo qualche scampolo: il “Leonardo Da Vinci” la più prestigiosa onorificenza della Federazione Medico Sportiva Italiana, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Diploma di Medaglia d’Oro per Pubblica Benemerenza dal Comune di Pavia, premio speciale della Camera di Commercio “Pavesi nel mondo”, ha seguito come medico quasi 700 tra europei e mondiali, presidente della Federazione Europea dal 1996 e Co-Chairman della Federazione Mondiale (WBC). Dal 2017 è Coordinatore Sanitario oltre che Presidente della Sezione Studi e Ricerche Scientifiche della FPI. Mi fermo solo per questione di spazio e inizio il racconto di un grande medico, che in ogni circostanza è stato sempre all’altezza della situazione. Essere responsabile della salute di ciclisti e pugili, due discipline che fanno della fatica e del sacrificio la loro filosofia, significa essere in prima linea dove il fuoco è la costante. Come medico in tutte le occasioni si è dimostrato amico e consigliere, instaurando quel clima di fiducia, fondamentale per ottenere il massimo in ogni situazione e condizione. Dovrei citare centinaia di nomi, in particolare nel pugilato dove Sturla è conosciuto in tutto il mondo, oltre che amico dei campioni, ma anche e soprattutto degli atleti di qualunque livello. Recentemente su Boxe Ring, ho pubblicato una lunga intervista dove solo una minima parte degli atleti viene citata, eppure sono moltissimi. Qui a San Pellegrino, la complicità di Deborah, la sua compagna, è stata fondamentale nel ruolo di operatrice per le immagini, che si sono susseguite a lungo, passando dal Tibet all’Australia, dal Kazakistan alla Corea del Sud e anche del Nord, dall’Africa alle Americhe, scoprendo a sorpresa di avere un concorrente molto serio sul numero di nazioni visitate. Talmente rutilante il racconto visivo e la precisione nell’indicare luoghi, date, eventi e personaggi, che giustamente qualcuno ha chiesto se il professore non avesse un clone di supporto. Cancellata questa ipotesi, resta la realtà di un grande medico, che dietro gli storici baffi a manubrio, fa onore alla sua professione e ne diventa un simbolo. Con la soddisfazione non celata che il Dottor, Professor Mario Ireneo Sturla è uno dei più grandi amici della noble art. Fatto fondamentale, da non dimenticare mai.

Nella foto di Fabio Bozzani: Mario Ireneo Sturla tra Giuliano Orlando e Massimo Bugada, presidente Comitato Lombardia FPI

Di Alfredo

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