di Giuliano Orlando

Mi chiedo cosa aspetti l’EBU ad intervenire dopo la 23° sconfitta consecutiva per KO, del romeno Mihaita Cosma, residente in Germania. Avevo segnalato in occasione della riunione del 4 luglio, a Wiesbaden in Germania, accoppiamenti sconcertanti con pugili quarantenni dal record da paura. La riunione ebbe luogo senza che la Federazione tedesca e ancor più l’EBU rilevassero nulla di anomalo. Il 12 settembre nella stessa località, allestita dal promoter Sabri Ulas Goecmen (34 anni) nato in Turchia, alla seconda esperienza da organizzatore, affiancato da Fatih Altunkaya, che opera sia da promoter che da pugile, si è svolta una serata con dieci incontri, quattro finiti per KO al primo round, cinque alla seconda e uno alla terza. Già questo denuncia uno squilibrio di valori allarmante. Uno zuccherino, entrando nel merito dei singoli atleti: età e record dei protagonisti, in particolare i perdenti. Iniziamo col mediomassimo Christian Pawlak (40-27) 40 anni, pro dal 2006, nato in Polonia, vive in Germania, dal 2015 ha vinto 19 incontri, l’ultimo contro il tedesco Mario Lenz (2-7-5) 29 anni, che ha raccolto la terza sconfitta consecutiva per KO1. Il massimo Riza Baydilli (4) 39 anni, passato pro nel 2019, ha messo kot al secondo round Engin Solmaz (7-48-3) 48 anni, turco residente in Germania a Koblenza, 32 ko subiti, le ultime 14 sconfitte tutte per ko. L’ultima vittoria risale al 2015. La sfida nei welter, tra Yusuf Dueskuen (6) 22 anni e Kakha Avetisiani (42-56-1) 30 anni, attivo dal 2006, è quella durata più a lungo: 3 round, prima che il georgiano finisse KO, mettendo nel conto il ventesimo out in carriera, mentre il tedesco incamerava la sesta vittoria, tutte per KO. Il match assegnava il titolo tedesco open. Il mediomassimo Tom Roestel,18 anni, alla seconda stagione da pro,  ncamera il quarto successo per KO ai danni di Idress Schenwary, 20 anni che mette nel conto tre sconfitte su altrettanti incontri, gli ultimi due per KO1. Il cruiser Fatih Altunkaya  (17) ha 36 anni, origini turche, doppio ruolo di atleta e organizzatore. Ha costruito il record battendo vere e proprie nullità. Compreso Samet Yaser (6-11), 21 anni, che dopo un buon avvio, mette nel record la quinta sconfitta consecutiva per KO1. Il cruiser siriano Ali Haso (2) 21 anni, non ha faticato a mettere KO al primo round Kevin Moller (0-2) che rientrava dopo il KO al debutto nel 2016. Un ritorno di cui poteva fare a meno.  Il superwelter Sabri Ulas Goecmen (13-41), 34 anni, nato in Turchia, pro dal 2011, mancino, 36 ko subiti, è tornato a vincere il 18 luglio 2020 contro Cankan (2-20) KO1, dopo 23 sconfitte dal 2017. Stavolta ha ottenuto il successo ai danni di Mario Obernauer di 36 anni, il cui record dice tutto, nessuna vittoria e 11 sconfitte (dieci per KO) compresa quella contro Sabri per Kot al secondo round.  Nella sfida tra ultraquarantenni, l’ha spuntata Michael Oleschak (2), 44 anni, di Sachsen, pro da un anno, giunto al secondo successo per KO, ai danni di Sven Spaethmann (0-6), 42 anni, pro dal 2018, il cui record si è arricchito della sesta sconfitta prima del limite. Prosegue la marcia del cruiser Tahir Mihaylov (3) 29 anni, contro l’inesistente Muhammed Seker (0-3), impresentabile nonostante i 20 anni, finito per la terza volta su altrettanti incontri KO alla seconda ripresa. Ed eccoci allo scandalo clamoroso che l’EBU ignora colpevolmente. Il mediomassimo Muhammad Oguzhan  Arifogullari (2) 26 anni di Kiel, non è certo un fenomeno, ma il vero fenomeno in negativo è Mihaita Cosma, nato 23-3-81 (39 anni) a Costanza in Romania, ma residente a Kiel. Passato pro nel 2016, ha sempre perduto per KO, l’ultima la 23° è giunta al secondo round, dopo un conteggio alla prima. Ci chiediamo come la Federazione della Germania e l’EBU possano permettere a questo pugile di combattere ancora, ignorando il rischio di una tragedia. Diversi decenni addietro, in occasione di un titolo europeo in Italia, ebbi l’ardire di occhieggiare sul cartellino di un giudice. Colto sul fatto, venni fulminato dallo sguardo di fuoco della segretaria Enza Iacoponi, ancora in carica, che mi sibilò: “Mi meraviglio di lei, non è etico e lei lo sa”. Abbassai la testa, con le orecchie basse. Sono passati tanti anni, ma mi chiedo se la signora Vincenza Marchionne Iacoponi, 87 anni, non sia chiesta che far combattere un pugile come Mihaita Cosma, non sia molto più pericoloso della mia occhiata, per la quale venni ripreso duramente, mentre questo perdente di professione prosegue ad accumulare sconfitte per KO.  Non intendo parlare del presidente, il belga Francois Logist, 77 anni, che nella lunga precedente carriera da giudice e arbitro, ha avuto l’abilità di non prendere mai posizione, ma da perfetto Ponzio Pilato, ha lasciato ad altri decisioni e posizioni.  Vediamo se l’EBU, anche stavolta avrà il coraggio del silenzio. Mi chiedo cosa accadrà nel malaugurato caso di un evento drammatico. Perché, quando un pugile viene sconfitto dall’esordio in carriera ben 23 volte consecutive, tutte per KO, il vertice EBU, nel cui esecutivo figura anche l’italiano Enrico Apa, ottimo arbitro, non può fare finta di niente.

Di Alfredo

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