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Agli europei youth l’Italia porta 4 azzurre sul podio a Sofia | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Agli europei youth l’Italia porta 4 azzurre sul podio a Sofia

di Giuliano Orlando

Valeria Calabrese mi ha scritto sul cellulare, che per spronare le sue ragazze, ci mette il cuore. E le sue allieve ci mettono tutto il resto. Forse per questo il rendimento delle squadre femminili sta salendo ad ogni prova. Sulla scia delle più giovani, che non finiscono di stupire, anche le elite sono state bravissime agli europei di Madrid, conquistando due ori, un argento e due bronzi. Dopo gli europei schoolgirl (13-14 anni) a Tbilisi in Georgia, dove l’Italia in rosa, aveva destato sensazione, conquistando tre ori e tre bronzi, con una squadra di atlete dalla scarsa esperienza, ma dalla grinta incredibile, capaci di battere russe, irlandesi, ucraine, turche, azere e ungheresi, con Sannino, Acconcia e Marra all’oro, che avevano in media 10 incontri in carriera, contro gli oltre 30 fino ai 50 delle russe, sempre con Valeria Calabrese e Gianfranco Rosi all’angolo, si sta ripetendo la storia anche con le youth. Giunte a medaglia con quattro delle sette titolari. Gli europei riservati ad atlete di 17-18 anni, rappresentano la vetrina futura del settore, come dicono i numeri. Ben 26 nazioni presenti e 136 atlete al via.  Le 40 che hanno staccato il biglietto per il podio sono le rappresentanti di 18 nazioni e contrariamente ai pronostici, la Russia presente in tutte le 10 categorie ha lasciato per strada ben sette atlete, finendo dietro all’Ucraina l’altra nazione con 10 atlete al via, con 5 presenze alla pari dell’Inghilterra (8), subito dietro l’Italia (7) e la Polonia (8) con quattro, che hanno preceduto  Irlanda (9), Turchia (9) e Russia (10) con 3, Bulgaria (4) e Romania (7) con 2, a seguire Ungheria (9), Germania (6), Moldovia (1), Olanda (2), Francia (7), Lituania (1), Finlandia (4), Rep. Ceca (1) e Croazia (3) con una rappresentante. La squadra azzurra era presente dai 48 ai 69 kg. assente nelle tre categorie più pesanti, dove ad esempio la Turchia ha conquistato tutti i tre podi. A Sofia  sotto lo sprone di Valeria, si sta ripetendo lo stesso ritornello. Alla vigilia le speranze puntavano sulla capitana Martina La Piana (51), una predestinata, che ha vinto tutto nelle categorie giovanili, per centrare uno storico bis, avendo già conquistato l’oro nel 2018 a Roseto degli Abruzzi, la più giovane di quell torneo. La mancina azzurra si sta riconfermando una macchina da guerra inarrestabile. Dopo aver superato la turca Akbas, trova l’armena Tsaturyan, costretta alla resa al terzo round. Per l’accesso sul podio incrocia la francese Marcel, che aveva destato sensazione battendo netto la russa Brozhina, una delle favorite. La sfida attesa è risultata a senso unico, con Martina che ha dominato dal primo all’ultimo minuto. Costringendo la transalpina a chiudersi in difesa per reggere fino alla fine, anche lei strabattuta. A fine incontro, l’azzurra ricordava che nel torneo in Serbia, da lei vinto, le aveva già battute tutte e due. “Non potevo farmi battere agli europei. Sarebbe stata una delusione incredibile. Chiaro che non mi accontento del bronzo, intendo ripetere Roseto degli Abruzzi”. Martina ha un ritmo pazzesco e una scelta di tempo contro cui le avversarie non riescono a porre rimedio. La francese che contro la russa era apparsa superlativa, di fronte all’italiana ha solo pedalato all’indietro. Se per La Piana si tratta di una conferma, le altre non erano indicate da medaglia, salvo la pugliese Priscindaro nei 48 kg., bronzo agli europei jr. nel 2018, al primo anno da youth. La piccola mancina di Modugno, è sembrata la fotocopia di Martina, imponendo un ritmo infernale a tutte le avversarie, sulla carta più quotate. Prima ha fatto fuori la romena Pasat e nei quarti l’inglese Heffron che all’esordio aveva costretto alla resa la turca Dirmikci e si presentava come lo spauracchio della categoria. Invece nel confronto diretto dopo un avvio equilibrato i colpi dell’italiana hanno fatto breccia e per l’inglese non c’è stato nulla da fare. Vittoria 5-0 per Erika e non è finita. Daniela Golino (57 kg.)  era al debutto per fare esperienza, la stessa allenatrice non chiedeva di più. Invece è andata ben oltre. Senza far troppo rumore, ma battendosi come una giovane tigre, reagendo nei momenti difficili, sia contro la polacca Zelasko, ma ancor più con l’inglese Glynn, una delle favorite, ha tenuto botta, mai cedendo alla fatica. Il suo pregio è stato quello di aver insistito nei colpi lunghi e precisi, mentre le avversarie si sbracciavano facendo  più confusione che consistenza e pugni a bersaglio. Adesso trova la ceca Bernardova ed è  tutto possibile. Come tutto è possibile per la viterbese Melissa Gemini, al primo anno da youth, papà romano, mamma dominicana, allieva dei maestri Egidio Calistroni e Alessio Poeta, studentessa alle magistrali e il sogno di entrare in polizia, esplosa all’improvviso al torneo di Vojvodina in Serbia, battendo in finale la strafavorita russa, messa in affanno dal ritmo di questa ragazzina di 17 anni, sconosciuta alla concorrenza. In effetti ha solo 12 incontri, ma supplisce col carattere e un fisico eccezionale alla minore esperienza. Grande personalità sul ring, non ha paura di nessuna. All’esordio lo ha fatto capire alla bielorussa Liasnova che dopo aver provato a scambiare ha capito che l’italiana aveva mattoni nei guantoni, scegliendo la strada del minor danno possibile per arrivare alla fine. Contro la russa Bireva, più alta e prestante, ha usato la stessa tattica e l’eleganza della rivale è andata a farsi friggere. Costretta a legare per non farsi travolgere, ha esagerato al punto che l’arbitro l’ha richiamata ben due volte. Così sul ring si è vista solo la Gemini e l’arbitro per dare un contentino ha sanzionato anche l’azzurra (testa bassa), anche se non era vero. Alla fine un 4-0, inquinato dal giudice spagnolo che ha visto il pari! Facendo ridere il pubblico. Lunedì trova la polacca Rozanska, vincitrice dell’ucraina Lubotska (3-2) e non è da escludere che la ragazzina di Viterbo vada ancora avanti. Si sono fermate prima del podio Sharon Prisco (54) contro l’irlandese Fay giunta in semifinale, più attrezzata e veloce. Troppo tenera Zvetelina Petrova (60) di Milano, genitori bulgari, alla prima esperienza internazionale. Pur lottando fino alla fine, ha dovuto cedere alla maggiore consistenza della francese Ruyer. E’ uscita anche Sabrina Er Raqioui (64) alla seconda esperienza europea, superata sul filo di lana dalla tedesca Von Berge, non certo superiore ma preferita dai giudici. Forse le è mancata quella cattiveria che ha portato alla vittoria le altre italiane. Peccato perchè la tedesca è arrivata in semifinale, quindi a medaglia. Domani lunedì, le quattro moschettiere saliranno sul ring per proseguire la meravigliosa avventura. In concomitanza si svolge anche il torneo maschile, 36 nazioni al via e 213 atleti iscritti in partenza, con gli azzurri che si stanno difendendo benino, anche se cinque dei nove titolari sono già usciti. Vedremo il bilancio alla fine. Di certo non sono stati fortunati i tecnici che tanto hanno lavorato per la squadra. Si è infortunato il superwelter Giovanni Cavallaro uno dei migliori e l’oro del 2018 nei medi, talento naturale, che avrebbe potuto prendere parte agli europei essendo del 2001, dimostrando purtroppo di avere segatura nel cervello, ha combinato un disastro mesi addietro, uscendo dalla nazionale in modo definitivo. I quattro rimasti: Platania (49), Baldassi (52), Nori (91) e Fiaschetti (+91) combattono oggi e chi vince è a medaglia. Ma non sarà facile per nessuno. Il campo maschile è davvero di livello altissimo.