Nell’ultimo collegiale delle “Pugilesse laziali” a sorpresa si è presentata Sabrina Marconi, 26 anni, due volte vincitrice agli Assoluti e l’anno scorso battuta in finale da Carmela Chiacchio a Roseto degli Abruzzi. Una quotazione d’eccezione a cui seguiva un black out di circa 1 anno proprio da Roseto degli Abruzzi, una voglia di riprendere là da dove aveva lasciato, e a Padova si presenta tra le favorite nella sua categoria dei51 kg. Agli allenamenti è apparsa un po’ sovrappeso, ma conoscendone la determinazione non dovrebbe essere un ostacolo.

Capelli biondi, carnagione chiara, figura aggraziata, dimostra meno dei suoi 26 anni. Incuriosisce come è avvenuto il suo approccio con la boxe.

“Avevo 18 anni e ho cominciato con la prepugilistica. La passione me l’ha trasmessa mio zio, Paolo Cirpiani, che fu buon pugile professionista negli anni ’50. Così per gioco mi insegnava alcune figure della boxe. Vicino a dove abitavo c’era una palestra, la Team Boxe Roma XI, e mi sono iscritta. Allenandomi ho visto che questo sport mi piaceva sempre di più e ho cominciato a disputare i primi match vincendo anche gli Assoluti. L’anno scorso sono arrivata in finale e ho perso con la Chiacchio, molto brava ed esperta. Da lì ho smesso per vari fattori. Ho ricominciato a frequentare la palestra da circa due mesi cambiando Società, ora sto con la Co.Na. Boxe, per avere nuovi stimoli, per ricominciare come fanno gli atleti in quasi tutti gli sport. Ci riprovo agli Assoluti, vediamo come va e si riprende con l’attività normale ”.

Familiari e amici cosa pensano di questo sport?

“Mio zio era entusiasta e veniva a vedermi qualche volta. Mio padre invece non ne vuole sapere, mentre mia madre, spirito battagliero, approva ed è contenta. Mio padre, che ha fatto per vari anni il tennis, lo ha scoperto per caso quando è apparso un articolo su Repubblica. Per quanto riguarda gli amici, quelli veri si contano sulle dita di una mano. Pochi ma buoni. D’altronde tra lavoro e sport ho poco tempo e la sera quando arrivo a casa mi butto subito a letto”.

Cosa fai nella vita?

“Due anni fa mi sono laureata in Economia e Commercio. Adesso lavoro con mia sorella, organizziamo eventi. Da qualche mese sono fidanzata con un ragazzo, che fa il pugile professionista. Bene o male il cerchio si stringe sempre più”.

Hai hobbies?

“Tanti. Mi piace suonare il pianoforte. Una passione che ho coltivato fin da piccola. A casa possiedo un piano non molto grande. Mi piace leggere soprattutto i libri di Tiziano Terzani dal Medio Oriente e dall’ Asia. Sto leggendo anche libri che parlano un po’ di tutti gli sport, perché voglio fare un Master su questo argomento”.

E’ la prima volta che vieni ad un Collegiale?

“Si è la prima volta. Per me è una novità positiva. Soprattutto per le ragazze più leggere, che hanno poche possibilità di combattere. Ci permette di allenarci fra di noi vedendo la passione che c’è in tutte. Francesca e Valeria, le responsabili del gruppo, poi sono fantastiche. Sono contenta di stare qui, non vedo l’ora di ricominciare e di andare fuori”.

Qual è il tuo colore preferito?

“L’ azzurro, perché guardo il cielo, e per me rappresenta il sereno, la tranquillità, l’estate”.

Che carattere hai?

“Sono molto ansiosa. Mi sono lasciata anche prendere da stress di allenamento. Sono per certi versi emotiva”.

Hai paura?

“ Non ho paura, solo ansia che quando salgo sul ring  trasformo in rabbia e cattiveria. D’altronde faccio una cosa che mi piace e questo è un vantaggio, non pesa come le cose che devi fare per forza”.

Come condividi la boxe con il tuo fidanzato?

“E’ perfetto. Io prima avevo un ragazzo che faceva tutt’altro e lui ne risentiva del fatto che io mi allenavo sempre, oltrettutto in un ambiente prettamente maschile. Invece adesso sono serena, lui mi capisce e parliamo sempre di boxe”.

Dopo un anno che sei stata fuori, che impressione ti hanno fatto le ragazze di oggi?

“Ottima. Le ho viste più aggressive e determinate. Ci sono molte ragazze che hanno cominciato a 16 anni, ci stiamo avvicinando molto allo standard straniero. Sono contenta di stare con loro e di confrontarmi. Molti non capiscono perché faccio questo sport, dicono che rischio di rompermi il naso, ma il mio è ancora intatto”.

(Al. Br.)

Foto di Luigia Giovannini

Di Alfredo

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