di Giuliano Orlando

Se gli europei schoolboy-girls disputati a Sarajevo, la capitale della Bosnia-Herzegovina, lo scorso agosto sono stati definiti un campionato russo-ucraino open, con l’inserimento tra i maschi dell’Armenia, tesi che anche il presidente EUBC Franco Falcinelli ha condiviso, il torneo giovanile Vojvodina, riservato agli youth svoltosi a Subotica in Serbia, ai primi di settembre, giunto alla 39° edizione per i maschi, molto più giovane quello femminile, è risultato per le donne una rassegna russa, nella quale si è inserita la serba Sirkovic che ha vinto nei 50 kg. mentre nelle altre dieci categorie è stato un festival russo, con ben 10 ori e 8 argenti. A questo punto mi chiedo che senso e valore abbia un torneo internazionale femminile, quando sono iscritte 36 atlete delle quali 21 russe, una rappresentante di Bosnia-Hezegovina, Repubblica Ceca, Grecia e Montenegro, cinque dell’Ungheria e sei della Serbia paese ospitante. Non solo, in cinque categorie (48, 70, 75, 81 e +81) erano due le iscritte, quindi direttamente in finale, nei 50 e 66 in tre, nei 63 quattro, nei 54 e 60 in cinque e nei 57 in sei. Nessuna nei 52 kg. Tra l’altro la Russia ha mandato il meglio delle youth, che saranno protagoniste assolute ai prossimi europei di categoria. Nei 48 la Feizulina nell’unico match disputato domina l’ungherese Pap, mentre nei 50 la serba Sara Cirkovic, salita di categoria, 17 anni, realizza l’impresa di battere la Sofiko Cherepenina, 18 anni, che aveva giocato in semifinale con l’altra serba Ilic. Tutte le altre finali sorridono alle russe. Nei 54, Anastasia Kirienko, oro 2019 e argento 2020 agli europei jr. la spunta in finale sulla connazionale Valeria Linkova, argento mondiale 2021, salita di categoria, con poca fortuna.  La montenegrina Bojana Gojkovic ( 57) oro jr. 2018-2019 e youth 2020, delusa ai mondiali di Kielce 2021, dopo aver vinto i primi due match è stata superata dalla russa Alina Pushkar, molto mobile, sia pure d’un soffio. Nei 60, la Golubeva, oro europeo jr. 2019 costringe la serba Skapic – che aveva destato sensazione battendo la russa Daria Panteleeva, presente ai mondiali youth 2021 di Kielce – alla resa al secondo round.  Karina Babanazarova (63) ottima in patria, l’ha spuntata su Yulia Starchenko (3-2) dopo aspra lotta. Azalia Amineva (66), unico oro russo ai mondiali di Kielce 2021, prima agli europei 2020, domina la connazionale Angelina Sheviakova.  Due sole iscritte dai 70 ai +81. Demurchian (70), argento europeo jr. 2020 vince sulla Petrashko. Nell’ennesima sfida russa, nei 75, la Bazhenova conferma il successo ottenuto ai campionati nazionali sulla Kudinova.  Proskunova (81), bronzo europeo jr. 2918 si impone nettamente sulla Kochnova. La campionessa europea jr. 2019 Valeria Vorontsova, sale nei +81, ma trova disco rosso contro Maria Kuchmanova. Per fortuna il torneo maschile è stato meno squilibrato, anche se la prevista superiorità ucraina si è confermata con sei vittorie e un argento, seguita dalla Bulgaria con 3 ori e un argento, mentre un oro ciascuno lo hanno conquistato Italia, Georgia e Ungheria oltre a due argenti, mentre la Serbia coglie un oro e un argento. Bilancio più che discreto, considerata la scarsa esperienza dei nostri ragazzi. I tecnici Fabrizio Cappai e Francesco Stifani hanno accompagnato dieci youth.  Ho chiesto a Stifani un giudizio generale sugli azzurri che hanno combattuto al Vojvodina.

 “Faccio una premessa, prima del torneo, il supervisor tecnico, il romeno Viorel Sima, ci ha informato che i giudici e gli arbitri erano al debutto a quel livello, chiedendoci di capire le eventuali decisioni non condivise, dovute all’inesperienza. In effetti diverse decisioni ci hanno penalizzato, per contro nessun regalo. Comunque, i ragazzi hanno dato il massimo e, visto il livello decisamente alto, in particolare ucraini e bulgari, che saranno protagonisti agli europei di Budva in ottobre, il bilancio va definito positivo”.

Aver portato tre azzurri in finale, ma solo uno ha vinto. Speravate in qualcosa di meglio?

“Partiamo dall’inizio del torneo. A giudizio personale e del collega Fabrizio Cappai, le sconfitte di Chessa (57) e Forante (71) non le abbiamo condivise e i ragazzi avrebbero meritato il podio. Inoltre tutti e tre i finalisti sono del 2004. L’oro del siciliano Camiolo (51) che ha costretto alla resa il quotato ungherese Laszlo Bernath presente ai mondiali di Kielce dello scorso aprile, classe 2003, ci ha sorpreso relativamente. Alessio lo conosco dal tempo degli schoolboy, è uno che ci mette l’anima anche in allenamento, a differenza di altri che devi spronarli. Ha carattere e doti agonistiche notevoli, è potente e migliora ad ogni match e questo ci rende fiduciosi per gli europei anche se è alla prima stagione da youth. Speravamo nella vittoria, meno che la ottenesse prima del limite anche perché all’inizio Bernath, sfruttando la maggiore altezza e l’allungo, aveva messo in difficoltà il nostro. La sconfitta di Angeloni dal mio punto di vista è incomprensibile. Se vince le prime due riprese e perde la terza non vedo come possono darlo sconfitto. C’è un particolare importante, il tecnico ucraino di Matyakubov, argento europeo youth 2020, è venuto a complimentarsi ammettendo che la vittoria è stato un regalo di quattro giudici. Il quinto, il bulgaro aveva segnato 30-27 per l’azzurro! Il casertano Caruso non è stato certo fortunato, nonostante l’argento. Dopo lo stop dovuto al Covid 19, ha potuto allenarsi ben poco e ha dovuto rinunciare alla finale per un problema ad una mano. Al debutto ha costretto alla resa il serbo Gavriulovic, confermando anche la pesantezza dei colpi. Su Paolo contiamo molto avendo il giusto carattere, non ha paura di nessuno, combatte sempre per vincere ed è sostenuto da una splendida famiglia. Dobbiamo costruirlo sul piano muscolare e dell’esperienza, ma ci sono le condizioni per farlo nel modo migliore”.

Gli altri?

“Come già detto su Chessa, il milanese allievo di Alessandro Cherchi, dopo aver battuto il romeno Preda Florian, uno dei favoriti aveva fatto altrettanto col bulgaro Kirilov e perdere a causa del lettone che segna 28-28 con preferenza per il bulgaro è dura di digerire. Anche perché molti tecnici oltre a fare i complimenti al pugile non hanno condiviso il verdetto. Speriamo che in futuro non si ripeta l’errore. Il giovane è un bel fighter con ottime basi, capace di variare e adattarsi al meglio in ogni situazione. Il veneto Forante (71) è stato una rivelazione, nonostante l’inesperienza non aveva certo perso contro Smolovic del Montenegro, che è poi arrivato secondo. C’è molto da lavorarci perché questi giovani non hanno esperienza, pochi incontri per la scarsa attività internazionale, ma vale la pena di insistere. Il ragazzo può solo crescere e ha tutte le componenti per farcela, visto che si impegna seriamente e questo è un ottimo segnale. Crubeddu paga il cambio di categoria dagli jr agli youth. Passando nei 54 regala due chili e questo pesa parecchio. E’ in una fase delicata, vedremo nei prossimi impegni la situazione. In Serbia ha perduto netto dal romeno Ghinoiu. Conti il leggero siciliano, dopo aver battuto il lettone Bulder, di fronte all’ucraino Yarvyi, forte ma non insuperabile è apparso troppo indeciso, si muove molto ma colpisce poco. Nei 63,5, Bindar è un buon combattente, ma incostante nel rendimento. Inoltre ha combattuto in una categoria superiore a quella naturale. Il toscano Frugoli (75) al momento è un ibrido, troppo esile nei medi, molto coraggioso ma questo non basta, contro avversari di sostanza. Il toscano Giuliano (80) non è male, ha boxe varia e anche doti tecniche, ma pochissima esperienza a certi livelli”.

Avete già scelto la squadra per gli europei?

“Lo faremo in concerto con Emanuele Renzini. Alcuni nomi sono nella lista, per

altri dovremmo valutare le loro opportunità in un torneo che cresce di numero e qualità ad ogni edizione. Per questo dobbiamo fare le scelte giuste”.

 

 

 

 

 

 

 

Di Alfredo

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