di Giuliano Orlando

MONTESILVANO. Franco Federici, romano, classe 1958, ottimo dilettante e breve attività nei pro, famiglia dove il pugilato è pane quotidiano (il nipote Simone, campione americano cruiser è prossimo ad un’opportunità mondiale) è il tecnico al quale nel 2021 il presidente Flavio D’Ambrosi ha assegnato il compito di guidare gli jr. “Un onore ma anche un ruolo piuttosto impegnativo, non avendo alle spalle l’esperienza nel settore specifico. Mi ha aiutato molto sia il mio passato da pugile che i 25 anni da insegnante, oltre all’entusiasmo per un’esperienza nuova ma stimolante. Lo scorso anno agli europei di categoria, disputati a Tbilisi in Georgia è stato un doppio debutto: il mio e dei miei ragazzi. Il bilancio tutto sommato, è risultato buono: un argento con Gugliotta e due bronzi con Bonocore e Guglielman, maltrattato dai giudici in semifinale, considerato che erano presenti ben 30 nazioni e noi tornavamo dopo aver saltato l’edizione del 2020 per il covid”.                                                                                                                                             Un anno dopo, con la rassegna europea in Italia a Montesilvano in Abruzzo, giocando in casa, le attese diventano ancora più impegnative.                                                                                                                                                   “Quando iniziai il programma in proiezione di questi europei, mi ripromisi di dare a loro un minimo di esperienza sul ring, l’handicap più pesante, dovendo affrontare rivali che arrivano addirittura a 80-90 incontri. Li ho portati al torneo di Vrbas in Serbia, ho allestito confronti invitando squadre straniere e anche confronti interni. Non dico che sono alla pari dei più esperti, ma un minimo di esperienza l’hanno fatta. C’è poi il problema della crescita atletica. Lo scorso anno ho visto pugili con tanto di barba da sembrare ventenni. Un mistero irrisolto”.                                                                                                                                                                                     Squadra al completo con 13 atleti contro i 9 del 2021. Dei prescelti nessuno è alla seconda esperienza da jr., quattro (Mencaroni, Crucillà, Savarese e Morale) arrivano dagli europei schoolboy dello scorso anno, gli altri debuttano in questa categoria pur essendo del 2006. Una scommessa coraggiosa.                                                                                      “La boxe è sport da combattimento, quindi scuola di coraggio e i ragazzi lo sanno bene. In alcuni casi ho scelto elementi che non erano i campioni nazionali, ma davano più fiducia in un torneo dove conta anche la resistenza a più match. Gli esclusi, comunque avranno le loro opportunità in seguito. A nessuno chiudiamo  le porte, semplicemente debbono dimostrare di sapersi sacrificare e ascoltare i consigli. In particolare debbono imparare a nutrirsi correttamente, un problema importante spesso ignorato. Inoltre, capire che gli allenamenti sono il segreto per dare il meglio sul ring. Snobbarli è sciocco e controproducente. Debbo dire che su questo tema tutti i ragazzi sono maturati e non poco. Anche perché la categoria è importante per capire se il salto successivo, può essere un trampolino per diventare ottimi youth, oppure restare nell’anonimato”.                                                                                                                                                                  Vediamo di conoscere i tredici prescelti che difenderanno i colori azzurri a questi europei jr di Montesilvano.                                            “Premetto che tutti hanno ottimi voti a scuola e stanno crescendo caratterialmente. Non ho forzato nessuno a scendere di categoria, evitando quello stress psicologico deleterio in ragazzi tanto giovani. Sasha Mencaroni (46), 17 incontri, arriva dalla Pugilistica Lucchese, ed è molto cresciuto rispetto allo scorso anno, titolare agli europei schoolboy. Buon tecnico, molto aggressivo, continua a progredire. Ascolta e mette in atto i consigli, dimostrando notevole intelligenza. Ha migliorato nella personalità sul ring, sfruttando al meglio velocità e precisione. Sta maturando anche nel carattere. Antonino Marsala (48), 21 incontri, è cresciuto nel gym romano della Casalbruciato. In un anno ha preso centimetri in altezza, sta completando il bagaglio tecnico e maturando a livello caratteriale. Ha vinto il torneo in Serbia a 48 kg. e gli incontri allestiti da noi. Ci conto molto. Predilige l’attacco, sta bene sulle gambe e non perde mai l’equilibrio anche se va a vuoto. Ha quel tocco in più che ne indica il campioncino. Sta migliorando anche caratterialmente. Giuseppe Dell’Aquila (50), 32 incontri, è cresciuto nella sezione giovanile nelle FFOO di Marcianise nel casertano, sotto la guida di Francesco Rossano e Dario Vangeli. Lo scorso novembre ha preso parte al Boxam in Spagna, giungendo in finale. A Vrbas è salito sul podio e negli ultimi mesi ha completato il miglioramento atteso. Quando è venuto da noi non si nutriva in modo giusto. Adesso ha capito e questo gli ha permesso di migliorare e non poco nel rendimento sul ring. Che era il suo limite. Partiva forte ma si spegneva presto, Negli ultimi allenamenti ha compiuto l’atteso salto di qualità, nei test mi ha soddisfatto, dimostrando di poter dare il meglio in tutte le riprese. Essendo organicamente molto forte mi attendo sappia confermare i progressi anche nel torneo europeo. Alessandro Crucillà (52) è al primo anno da jr., allievo del Boxe Team Tranchina di Palermo. Titolare agli europei schoolboy 2021, 42 incontri. In un anno è salito in altezza e peso. Ha mani grandi e pugno pesante. Mancino, ottima scelta di tempo, mobile e resistente, si adatta bene allo stile degli avversari, per dare il meglio. Potrebbe essere una piacevole sorpresa. Il secondo allievo della Casalbruciato è Davide Perrone (54), 20 incontri, è uno degli ultimi entrati, sostituendo il siciliano Simone Glorioso che non ha risposto alle attese, regredendo in rapporto al rendimento del recente passato. Perrone ha coraggio e la voglia di migliorare. Mi è sembrato giusto dargli l’opportunità europea, senza pretendere miracoli ma dimostrare di essersi meritato la scelta. L’altro romano Tiziano Alciati (57), della Sparta Pugilato, 29 incontri, mi ha convinto a Vrbas in Serbia, quando pur perdendo ha lottato da vero guerriero col vice campione europeo 2021, l’azero Qasimzade che ha vinto il torneo alla grande. Alciati è stato l’unico che, pur perdendo, gli ha fatto vedere i sorci verdi. L’ho preferito al campione in carica l’emiliano Valerio Simone, bravo ma troppo tenero, che avrà modo di rifarsi l’anno prossimo. Il vice Marku Alessio non ha la nazionalità italiana. Nei 60 kg., Andrea Capitani è il campione italiano leggeri (34 incontri), allievo di Michele Messina, della Silicella Boxing Gym a Tor Vergata, ha centrato il bronzo in Serbia, battendo il bulgaro e il serbo, cedendo d’un nulla al kazako Sabyrkhan giunto all’oro. Ama la battaglia, dove non fa un passo indietro. Ho cercato di fargli abbassare la testa e spero metta in pratica il consiglio”.                                                                                                                                                           Questo europeo ha già raggiunto il record delle iscrizioni, qualcosa come 250 maschi e 128 ragazze, mai così tanti nella sua storia, che nel settore maschile è iniziata nel lontano 1992, trent’anni addietro. In alcune categorie, sarà una vera maratona e serve, oltre alla qualità, una notevole resistenza alla fatica accumulata incontro dopo incontro. Tra queste va inserita quella dei 63, dove milita Karol Cristian Harpula, mamma italiana, papà polacco residente in Italia a Ravenna dove Karol è nato, passato alla sezione giovanile FFOO di Roma.

“Karol, 37 incontri, è una delle nostre più belle realtà per questi europei. Lo scorso anno pur conoscendone il valore, ho portato agli europei Samuele Gugliotta, più maturo, come dimostrato dall’argento ottenuto in Turchia. La sosta gli ha fatto bene, avendo acuito la voglia di rivincita. Ha combattuto molto quest’anno, una sola sconfitta a Vrbas, lo scorso agosto, ingiusta, nei quarti del torneo serbo, contro il kazako Ussen, un 3-2 bugiardo. A parere personale può arrivare a podio, essendo un talento in forte miglioramento. Ha un repertorio completo e quando arriva preciso lascia il segno. Il casertano Francesco Savarese, 37 incontri, allievo della sezione giovanile FFOO di Caserta, ha preso parte agli europei schoolboy nel 2021 a Sarajevo nei leggeri, adesso è salito 66 kg., e sta migliorando a vista d’occhio. Boxa di rimessa con ottimi risultati. Resterà jr. anche nel 2023, ma già a Montesilvano potrebbe fornire una sorpresa positiva. Nei 70 ho scelto Gabriel Morale, del 2007, bronzo agli europei schoolboy 2021, 31 incontri, allievo della gloriosa Dresda di Siracusa, boxa sul tempo, preciso e attento, spero sia in grado di salire nella zona nobile della categoria. Il medio Giuseppe Cirillo, 24 match, allievo dell’Excelsior di Marcianise del maestro Brillantino. Ha sostituito il pugliese Paolo Fasanelli, campione italiano, sconfitto per rsc al torneo serbo in finale da Eliah Lugo, statunitense molto forte anche se tecnicamente limitato. Giuseppe ha boxe lineare, anche se manca della potenza per una categoria dove conta parecchio. Vedremo cosa saprà fare a questo appuntamento così importante. Cristian Sarsilli, negli 80 kg. 24 incontri, nato nel gym Novara Boxe, che nel 2024 compirà il secolo di vita. Campione italiano, mancino molto potente si è fatto rispettare in Serbia, giungendo non solo in finale, battuto più dai giudici (3-2) che dal kazako Becsultanov, premiato da tre giudici di parte. Nel dual match con l’Irlanda ha messo KO il campione nazionale Jack Weathorall. Darà filo da torcere anche ai migliori. Vincenzo Guida nei +80, quando si presentò, proveniente da Maddaloni aveva disputato due match. In aprile vince il titolo italiano, poi i dual match e si afferma anche al torneo in Serbia, con una facilità sconcertante, disputando tre incontri, in particolare contro l’israeliano Prilutsky, origini russe, che aveva impressionato, superando il kazako Idris e il ceco Maty dal pugno pesante. In finale domina l’avversario, con cinque 30-27. Si presenta con 18 incontri e 16 vittorie. Un massimo perfetto, alto 1,92, asciutto e bene impostato. Carattere deciso, non teme nessuno e sale sempre per vincere, In un anno ha fatto passi da vero gigante e penso che ci darà soddisfazione a questi europei. Col collega Simone Autorino, che insegna alla Roma Est e collabora fattivamente nella preparazione degli azzurri, abbiamo cercato di portare tutta la squadra nella migliore condizione, non solo atletica ma anche psicologica. Vedremo sul ring se il nostro lavoro ha premiato tecnici e atleti”.                                                                                                                         Questi i nostri azzurrini che dal 27 settembre al 4 ottobre difenderanno l’Italia nella rassegna europea jr. (15-16 anni) sul ring allestito al Pala Dean Martin di Montesilvano.

  

 

 

 

Di Alfredo

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