di Leonardo Pisani

E’ stato tra i personaggi più pittoreschi della boxe, tanti gli aneddoti sulla sua vita, dal passeggiare per le vie di Parigi con un leone al guinzaglio, oppure le risse per le strade a New York per allenarsi, o il divertirsi a spaventare la gente imitando i gorilla, o sparando con pistole in aria. Ma fu anche un soldato volontario della I guerra mondiale e pluridecorato per il valore ed il coraggio dimostrato. Questo fu Batlling Sikì,di certo un ottimo pugile, ed anche il primo africano a vincere un mondiale di boxe, nel lontano 24 settembre 1922 quando a Parigi mise ko al sesto round l’orchidea francese Georges Carpentier , l’incontro era valevole oltre per il titolo mondiale dei mediomassimi a anche per l’europeo dei Massimi ed il titolo francese dei mediomassimi. l’incontro allo stadio Buffalo di Montrouge, (Parigi), di fronte ad un pubblico di 40.000 persone. Pare che Siki si fosse accordato per lasciare strada a Carpentier ma che, subìto un atterramento, per orgoglio si fosse messo a combattere seriamente. Il match terminò al 6º round con un uppercut di destro del pugile franco-senegalese. L’arbitro squalificò Siki con un pretesto, ma i giudici di bordo ring, temendo la folla che minacciava tumulti, dopo una ventina di minuti misero da parte l’arbitro e lo dichiararono campione. Deschamps presentò appello alla decisione, che venne però rigettato.

Pare che fosse nato con il nome e cognome di Baye Fall e che poi avesse cambiato il nome in Louis, divenendo così Louis Fall. L’ortografia del cognome a volte viene mutata in Phal. Gli vennero attribuiti anche il nome e cognome di Amadou M’Barick Fall. Ma sarebbe stato conosciuto soprattutto per il suo soprannome: “Battling Siki”.

Nacque nella città portuale di Saint-Louis, Senegal. Nel 1897, le persone nate a Saint-Louis – come a Dakar, Gorée e Rufisque (località allora note in Francia come “Les Quatre Communes”) – beneficiavano della cittadinanza francese, mentre gli altri abitanti del Senegal, allora colonia francese, erano sottoposti al cosiddetto Indigénat. Da adolescente si guadagnava da vivere tuffandosi dall’alto di una scogliera per cercare sul fondo del mare le monete gettate dai Francesi, quando venne notato da una ballerina olandese che gli propose di seguirlo come cameriere in Europa. Divenne indipendente mettendosi a fare il lavapiatti durante uno scalo in Francia, dove di lì a breve, a 15 anni, iniziò la carriera di pugile. Senza molti successi, poi la guerra ed il ritorno sul ring questa volta con più determinazione, con circa quaranta vittorie con molti ko che lo portarono a disputare e vincere il titolo contro l’altro pluridecorato della grande guerra. Poi il declino a una vita errabonda, mancanza di allenamenti, nottate nei night, alcool e tanta sconsideratezza giovanile che lo portarono a difendere il titolo a Dublino contro un Irlandese proprio il giorno di San patrizio e anche contro un fortissimo pugile: Mike Mc Tigue che lo battè ai punti pur se verdetto controverso. Siki a 25 anni forse era già un pugile finito, trasferitosi in America combattè tra alterni successi e cocenti sconfitte a volte contro forti pugili come  Kid Norfolk, Paul Berlenbach ma anche con avversari non eccelsi. Del resto era un picchiattore dallo stile poco ortodosso e con poca tecnica, ma di una vitalità eccezionale e grande potenza, terribile figther ma con scarsa capacità difensiva.

Divenne amico del grande Jack Johnson con il quale fece alcune esibizioni nel Quebec, in Canadà e come successe al texano subì il razzismo,egli africano senza istruzione che amava troppo le donne bianche e l’alcool; una volta si lamentò: “Dei giornalisti hanno scritto che ho uno stile che arriva dalla giungla, che sono uno scimpanzé a cui è stato insegnato a portare i guantoni. Questi commenti mi feriscono. Ho sempre vissuto in città. Non ho mai visto la giungla.” Poi l’epilogo: Il 15 dicembre 1925 venne fermato da un poliziotto che lo vide barcollare nella 42ma Strada, non lontano dal suo appartamento di New York. Siki gli disse che era sulla strada di casa e se ne andò. Più tardi venne ritrovato a terra, faccia in giù, con due proiettili nella schiena sparati da distanza ravvicinata. L’assassino non fu mai trovato e anche resta il mistero sui motivi dell’omicidio, con il suo carattere bizzarro e rissoso comunque creava problemi, si vociferò anche di debiti: secondo Lillian Phal, suo marito era stato minacciato da un uomo di nome Jimmy su un debito di 20 dollari. Ma non lo sapremo mai.

La moglie Lilian disse di lui “Un bravo ragazzo, era solo un pasticcione. Non avrebbe mai fatto del male a una mosca.” e l’antico avversario Georges Carpentier: “È un peccato che un atleta così magnificamente dotato abbia fatto questa fine. Il tempo in cui i pugili potevano bere e gozzovigliare senza freni è passato. Spero solo che la fine del povero Siki possa servire da lezione agli aspiranti”.

Il Reverendo Adam Clayton Powell, il padre di Adam Clayton Powell, Jr., officiò i suoi funerali, che si svolsero ad Harlem, New York. Nel 1993 i suoi resti furono riportati nella città natale di Saint-Louis.

In carriera sostenne 95 incontri con 65 vittorie(35 prima del limite) 25 sconfitte( 3 prima del limite) e 5 pareggi; sconfisse tra gli altri Georges Carpentier, Rienus “Rene” DeVos, Willem Westbroek, Hans Breitenstraeter, Giuseppe Spalla, Harry Reeve and Ercole de Balzac.

Di Alfredo

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