La magnifica decina sul grande schermo, da Toro Scatenato alla magica notte di Kinshasa Francesco Gallo – Il cinema racconta la boxe – Ultra novel – Pag. 194 – Euro 16.00

La boxe ha sempre avuto un feeling particolare col grande schermo. Centinaia le pellicole sulla noble art, spesso raccontata in modo sbagliato per fare cassetta. Quanti i grandi film sul pugilato? Non molti, sicuramente alcuni di quelli che l’autore racconta, come Toro Scatenato, Quando eravamo re, Cinderella man, Lassù qualcuno mi ama, Million dollar baby e un paio della saga dei Rocky, oltre a The Hurricane con Denzel Hurricane che interpreta il pugile che la giustizia ingiusta ha condannato per omicidi mai compiuti, una pellicola molto coinvolgente ma la boxe è secondaria, anche se rappresenta il filone principale. C’è anche Il Colosso d’argilla, ispirato alla storia di Carnera con un terzetto di attori quali Humphrey Bogart, che della boxe era un vero appassionato, grande ammiratore di Rocky Marciano, Rod Steiger e Mike Lane. Personalmente non ho apprezzato la pellicola, Toro Moreno il messicano che non apprenderà mai l’arte della boxe, dovrebbe incarnare Carnera. Nel film cade e si rialza, vittima della mafia che guidano i risultati, ha toni da ‘grand guignol’ esagerati. In verità il gigante di Sequals anche se non fu un modello di stile, almeno le basi le apprese e salì al vertice dei massimi. Ultimo capitolo dedicato a due film sulla boxe femminile: Girlfight e Million Dollar baby, sicuramente di grande impatto, ma  dai diversi punti di riferimento. Il primo è la trasposizione delle difficoltà che la boxe femminile ha incontrato prima di avere piena legalità. Il pugilato praticato dalle donne ha origini antichissime. Ci sono grafiti in Cina, India e nello Sry Lanka, che testimoniano donne che si affrontano a pugni. parliamo di almeno 2000 anni avanti Cristo. Se parliamo dei primi incontri ufficiali anche se vietati in Europa le cronache riportano tali eventi nella seconda metà del 1800. L’approdo nel dicembre 1994, al congresso dell’AIBA tenutosi a Pechino, su proposta di USA e Canada, votato a grande maggioranza, con l’Italia contraria, la boxe femminile divenne legale e ufficiale. Million Dollar baby, tratto dal libro  “Lo sfidante” di F.X. Toole, a parere personale, è un grande film, che va oltre la boxe, che pure ha immagini eccezionali, come lo sono tutti gli interpreti. Un lavoro molto bello che ha il pregio di raccontare i film andando dietro le quinte. Per far scoprire al lettore ciò che lo spettatore ignora.

 

(Giuliano Orlando)

Di Alfredo

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