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Pugni nel mondo di Giuliano Orlando: Aspettando Golovkin-Alvarez, un fine settimana a sorpresa. | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Pugni nel mondo di Giuliano Orlando: Aspettando Golovkin-Alvarez, un fine settimana a sorpresa.

di Giuliano Orlando
Aspettando il mega evento di sabato prossimo a Las Vegas, nel Nevada, ovvero la rivincita del discusso match del16 settembre 2017 sempre a Las Vegas, tra Gennady Golovkin (38-0-1) e il messicano sotto l’ala della Golden Boy di Oscar De La Hoya, che allestisce anche questa serata, il cui verdetto di parità a giudizio quasi unanime aveva privato il kazako di una vittoria meritata. Siamo curiosi di conoscere i nomi dei giudici che la Commissione del Nevada indicherà, ricordando che la , signora Adelaide Byrd segnò un fantomatico 118-110 per Alvarez che non stava né in cielo e neppure in terra, ma decise il pari. Tra l’altro l’ineffabile Adelaide è in piena attività, giudice nella recente sfida tra Shawn Porter (29-2-1) e Danny Garcia (34-2), andata in scena a New York (Usa), che assegnava la cintura welter WBC vacante vinta dal primo a giudizio unanime, ma fischiata dal pubblico che aveva apprezzato la boxe più elegante di Garcia nei confronti di un Porter dalla vitalità inesauribile, ma dal pugilato più disordinato. Ho visto il match su Youtube e personalmente avrei premiato Garcia, di una sfumatura, perché Porter ha scaricato pugni a non finire fino all’ultimo secondo. E’ questa la seconda sconfitta di Garcia, dopo quella contro Keit Thurman (26) al momento in bacino di carenaggio, dopo un intervento chirurgico, senza alcun titolo. Lo stop contro Porter non dovrebbe avere conseguenze, anche in rapporto al recente passato è apparso meno reattivo e mobile. In particolare in difesa. Garcia, 30 anni, ha debuttato nel 2007, con una striscia vincente fino al 2017, che annovera 31 vittorie, battendo rivali di qualità come Guerriero, Morales, Holt, Judah, Peterson, Malignaggi, il colombiano Samuel Vargas, l’ultimo avversario di Khan, battuto da Garcia e l’argentino Matthysse. Il doppio stop potrebbe rendere il recupero pù problematico, considerato nei welter ci sono fior di campioni. Da Terence Crawford, Thulani Mbenge, Errol Spence jr. e l’inossidabile Manny Paquiao. Nel sottoclou il cubano Yordenis Ugas (23-2), fuggito dall’isola nel 2010, vincitore di Valentino ai Giochi di Atene 2004 negli ottavi, ha scherzato contro l’argentino Cesar Barrionuevo (34-4-2) che ha fatto da pungiball al caraibico. Una tigre di carta, presentata come avversario di qualità, imbattuto dal 2013, rivelatasi una pippa. Adesso Ugas è lo sfidante ufficiale di Shawn Porter. A Inglewood (Usa) la sfida nei supermosca WBO tra i filippini Donnie Nietes (41-4-5) e Aston Palitcte (24-2-1) è finita in parità lasciando in deposito la cintura vacante. Match soporifero, sotto le attese. Molto più battagliero il nipponico Kazuto Ioka (22-1), 29 anni, già campione paglia, minimosca e mosca tra il 2011 e 2017, esordiente negli Usa, per motivi sentimentali (Il padre allenatore non approvava la relazione con la compagna attrice), ha conquistato la cintura Silver WBC a spese di McWilliams Arroyo (Por. 17-4,) che ricordiamo iridato a Milano nel 2009. Ioka ha vinto nettamente, facendo contare Arroyo nella terza ripresa, per proseguire sempre all’attacco. Dall’Australia a Bendigo, il supermedio figlio d’arte Tim Tszyu (11, 9 ko), 23 anni, conferma la potenza dei pugni, mettendo KO al primo round l’argentino Jesus Cornejo (19-4-2) veterano di 37 anni, che aveva retto tre round contro il francese del Cameroon Christian Mbili (11 ko) e ai punti col polacco Damian Jonak (40-0-1) 8 round. Davanti al pubblico di casa, di Zagabria in Croazia, il massimo Filip Hrgovic (6), 26 anni, ha spedito ko al terzo tempo lo stagionato Amir Mansour (Usa 23-3-1) vent’anni più vecchio, che assegnava l’Internazionale WBC, cinture per tutti gli usi e disusi. Mansour in passato ha disputato incontri importanti, adesso è un vecchio pugile alla ricerca di buone borse. Hrgovic ha una lunga milizia in maglietta, con podi importanti, anche se dopo i successi nelle categorie giovanili, ha raggiunto l’oro solo agli europei 2015 e il bronzo ai Giochi di Rio. Bocciato ben tre volte ai mondiali. Adesso spera di ottenere quanto ha fallito in maglietta. A Chelyabinsk (Rus) l’ex campione cruiser Denis Lebedev (Rus. 31-2) che il WBC ha inserito “in recesso” è tornato a combattere, dimostrandosi ancora potente e determinato nonostante la lunga e impegnativa carriera. Ha costretto alla resa Hizni Altunkaya (30-3) nel terzo round ed è diventato lo sfidante di Oleksandr Usyk (15), l’ucraino che detiene quattro cinture di sigla: IBF, WBC, WBO e super WBA, recente vincitore del russo Murat Gassiev (26-1) a Mosca, per il Trofeo Muhammad Ali. C’era attesa per il rientro dell’ex campione del mondo superleggeri Amir Khan (33-4), 31 anni, l’inglese di origini pakistane, che dopo la sconfitta contro Canelo Alvarez (49-1-2) del 7 maggio 2016, era rimasto fermo fino al 28 aprile scorso, affrontando Phil Lo Greco in fase di disarmo, KO al primo round. La prova di sabato a Birmingham, al seconda città inglese. Khan ha superato ai punti il colombiano residente in Canada Samuel Vargas (29-4-2) un collaudatore di lusso, che in carriera ha affrontato spesso con successo avversari titolati. Pro dal 2010, ha perduto da campioni come Errol Spencer jr. e Danny Garcia, Nel 2013 affrontò il nostro Giuseppe Lauri battendolo ai punti. La prova contro Khan è stata avvincente e nonostante il largo punteggio per Amir il match è sempre risultato avvincente. Nella seconda ripresa dopo essere stato contato ha trovato il destro capace di restituire la cortesia e da quel momento, pur pagando un prezzo abbastanza alto di colpi, ha cercato di ripetere l’impresa, creando non pochi problemi all’inglese, che in un paio di occasioni ha sbarellato. Khan ha stravinto, mostrando pregi e limiti. Pur avendo un tasso tecnico molto alto, gioco di gambe e precisione col sinistro, conferma la sensibilità al viso e in particolare al destro che Vargas ha centrato spesso. Dopo il successo ha chiesto di battersi con Manny Pacquiao per la cintura WBA. Il suo impresario Eddie Hearn non è entusiasta, visto che il filippino ha chiesto un mino garantito di 10 milioni di dollari come base di partenza per la trattativa, mentre il connazionale Kell Brook, ex mondiale della categoria, costa molto meno e assicura forse più pubblico, trattandosi di un derby. Vedremo chi la spunterà. Khan ha solo 31 anni, età ancora verde per gli attuali canoni, ma non dimentichiamo che ha iniziato prestissimo. Nel 2003 a 18 anni, a Kaunas in Lituania, vinse i mondiali jr. e l’anno dopo ad Atene colse l’argento, superato dal grande Kindelan, uno dei più grandi leggeri cubani, che bissò l’oro del 2000 a Sydney. A parere personale parte sfavorito con entrambi. Nella stessa riunione, l’ex campione europeo welter Sam Eggington (23-5) è finite clamorosamente KO al secondo round con Hassan Mwakinyo (12-2) tanzaniano di 23 anni. Gli allibratori davano l’inglese favorito 1-20! Dopo l’edizione più tormentata della sua storia, le WSB ha trovato sede e data per la finale. La sfida tra Kazakistan e Cuba è stata fissata il 26 settembre a Xiamen e il 28 a Jin Jang in Cina. I due team è la terza volta che si affrontano in finale e nelle precedenti occasioni (2015 e 2017) il Kazakistan ha sempre vinto.