Sarà dedicato alla memoria di Uber Bacilieri il parco attrezzato con alberi e giochi compreso fra via Passega, via Bologna e la ferrovia. L’appuntamento per autorità e cittadini per la cerimonia ufficiale d’intitolazione è per domenica 21 settembre alle 11. L’iniziativa, inserita nell’ambito del calendario della ‘Sagra del pesce azzurro’, vedrà la presenza dell’assessore comunale allo Sport Davide Stabellini e della presidente della circoscrizione Via Bologna Patrizia Bianchini.

L’intitolazione giunge a poco più di un anno dalla scomparsa di Uber Bacilieri, attuando un’unanime volontà del Consiglio comunale espressa con un Ordine del giorno votato lo scorso gennaio. “Il suo ricordo – rimarcava il documento – è ben vivo nei cittadini ferraresi che lo hanno conosciuto e apprezzato prima come campione di statura mondiale nella boxe, poi come campione di umanità nella vita di tutti i giorni”. “Bacilieri – recitava ancora l’ordine del giorno – è stato una figura importante per l’intera città, ma soprattutto per il quartiere nel quale ha vissuto nell’immediato dopoguerra fino alla sua scomparsa e dove la sua imponente presenza è stata per molti anni fonte di tranquillità e sicurezza per i molti ragazzi e per i loro genitori che sono cresciuti giocando nel prato che si estendeva fra la sua casa di via Passega e la ferrovia”.
Lo stesso prato oggi divenuto parco attrezzato, con alberi e giochi a disposizione dell’intera cittadinanza.

LA SCHEDA – Uber Bacilieri (nella foto alza la mano di De Persio) è nato a Comacervina nel 1923 da una povera famiglia di braccianti. E’ il più giovane di 7 figli ed anche il più dotato, fisicamente. Madre natura è stata generosa con lui: forte e volenteroso inizia a lavorare molto presto ed ancora in giovanissima età apprende il mestiere di calzolaio lavorando in una bottega a Ostellato. Verso lo sport prova grande attrazione e avverte la possibilità di esprimere quella parte di se stesso che rimane latente durante le ore trascorse al lavoro e affronta le discipline più svariate che vanno dal nuoto, al ciclismo, al podismo nelle quali ottiene buoni risultati. In particolare si mette in luce nel nuoto dove forza e stile non gli mancano. Arriva però la guerra e la prigionia, trascorsa prima ad Auschwitz e poi a Nordorf. Riesce a salvarsi grazie al suo coraggio e alla sua intraprendenza mettendo in pratica i lavori imparati da ragazzo ed in particolare quello di calzolaio. Finita la guerra torna a casa segnato nel fisico ma non nello spirito e pur pesando 61 chili si riprende rapidamente e, quasi casualmente, arriva alla boxe i cui primi rudimenti li aveva appresi negli ultimi mesi di prigionia da un ufficiale inglese. In una palestra cittadina inizia a tirare pugni arrivando in breve a frequentarla quotidianamente partendo da Comacervina con una bicicletta con le ruote in legno. Apprende molto in fretta con il maestro Salmasi e iniziano i primi combattimenti. Nel 1946 conquista il titolo italiano nella categoria novizi e nel 1948 diventa campione italiano dilettanti strappando il biglietto per le Olimpiadi di Londra che si tengono nello stesso anno. Solo i contestati verdetti dei giudici gli impediscono di diventare campione olimpico, titolo assegnato ai punti allo spagnolo Iglesias, ma l’onore e l’orgoglio di quei giorni lo accompagnarono indelebilmente per tutto il resto della sua vita. Successivamente portò la maglia azzurra per altri 19 incontri partecipando agli europei di Oslo e ai Giochi del Mediterraneo. Nel 1950 diventa professionista ed affronta il suo primo incontro con Spaiardi che termina con un pari avendo al suo fianco come allenatore Nando Strozzi,autentico mito della boxe di quei tempi. Continua a combattere fino al 1959. Si ritirerà dopo aver disputato complessivamente 215 incontri 51 dei quali da professionista, dopo aver conquistato tre titoli italiani pesi massimi nel 1952, 1953 e 1956 e dopo essere stato protagonista nei ring di tutta Europa ed in particolare in Inghilterra, Svezia, Germania e Norvegia. Smessi i guantoni diventa Vigile Urbano da tutti ricordato per la sua imponente figura. Poi la pensione ed il progressivo ritiro a vita privata non senza prima avere fondato, assieme ad alcuni ex pugili fra i quali gli amici fraterni Paolo Mazzacurati e Luigi Migliari, nel 1979, il Club Amici del Pugilato Estense.
(testo a cura del figlio Michele Bacilieri).

Di Alfredo

Un pensiero su “Un parco in onore di Uber Bacilieri”
  1. Verissimo: un campione di umanità. Poi è encomiabile l’attetsato del Presidente Pertini al “militare italiano non collaborazionista ” Uber Bacilieri esposto nella sala da pranzo di VILLA OLIMPIA in via Passega.
    Sono felice da bamibino di averti conosciuto , Grande Uber

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