di Giuliano Orlando
A Castellon de La Piana, nella regione della Comunità Valenciana in Spagna, si è conclusa la prima edizione dell’International Boxam Femenino, un minitorneo con la presenza di 14 nazioni, ma con solo 72 atlete,frazionate tra elite, youth e jr. riducendo alle semifinali molte categorie. Delle dieci categorie assolute, le più numerose (51, 57 e 69), sono state divise in due, per cui nello stesso peso ci sono state due vincitrici! Queste le iscritte: 48 (3), 54 (6), 60 (7), 64 (7), 75 (7), 81 (3), +81 (2). Oltre ad una categoria jr. nei 54 (4) e cinque youth: 48 (3), 51 (3), 54 (6), 57 (3) e 60 (2). Per contro la qualità in alcune categorie era di tutto rispetto. Nei 69 kg. nella categoria A, figuravano la campionessa europea, la finlandese Gustafsson che sconfisse la nostra Canfora in semifinale dopo apra lotta, oltre all’inglese Sandy che a Sofia fu sconfitta nei quarti dall’azzurra. In Spagna la Sandy, in ottima condizione, prima ha battuto l’azzurra, fermata per una forte epistassi, indietro nel punteggio, poi ha eliminato la finnica (4-1) e in finale ha dominato la ceca Scmoranzova che non è l’ultima arrivata. Presente agli europei, superata dalla Gustafsson nei quarti. Sicuramente la categoria meglio rappresentata. Sempre nei 69 kg. nel torneo B, la ventenne Angela Carini usciva al primo turno contro la francese Sonvico, dopo una sfida piacevole decisa sul filo di lana (3-2) che forse puniva la nostra atleta. Il c.t. Renzini appariva comunque soddisfatto della prova di Angela: “Rientrava da una lunga sosta e quindi mancava di precisione e continuità. Ma è solo questione di tempo e la rivedremo ai vertici come il suo talento merito”. Ho visto tutto il torneo in streaming ed in effetti l’analisi del responsabile azzurro non fa una piega. Speriamo che più avanti le intenzioni offensive si tramutino in colpi. E’ chiaro che i giudici privilegiano i colpi portati con decisione sui tocchetti anche se più numerosi. La terza azzurra sul ring era Irma Testa, nei 60 kg., partita bene contro la francese Ayadi Rima, anche se molto prudente, perdendo il primo round, per rifarsi nelle due successive riprese. In semifinale, affronta l’australiana Anja Stridman, tecnicamente un libro aperto. Avanza frontalmente, ideale per la casertana che si muove bene ma non affonda lasciando all’avversaria il tempo delle repliche. Il verdetto di 4-1 (la nostra Falorni con spirito patriottico, le assegnava 29-28) è corretto, ma lascia l’amaro di aver perduto un match che poteva vincere bene. Renzini anche in questo caso è ottimista: “Irma era carica di lavoro – sostiene – e mancava di brillantezza. Ma è finita sulla linea della rivale. Importante è arrivare ai mondiali al top, non prima”. A questo punto, ufficialmente il torneo per l’Italia è concluso, visto che il sito della FPI, nei pur succinti commenti chiude le informazioni sul Boxam. In realtà sul ring spagnolo ci sono ancora due azzurre, sia pure youth che si fanno onore, arrivando in finale. L’azzurra Giorgia Rossi, titolare agli europei e ai mondiali nei 48 kg, salita di categoria, dopo aver battuto la tedesca Chantal costretta alla resa al terzo tempo, affronta in finale la quotata inglese Chloe Watson, vice campionessa inglese, classe 2000, un anno più anziana della romanina e vince di forza. Resta comunque ottima la prova di Giorgia, che migliora ad ogni match e porta a casa l’argento. Addirittura c’è l’oro per Flaminia Orazi nei 57 kg. piacevole sorpresa per l’Italia che grazie a lei sale sul podio più alto. Dopo aver dominato la tedesca Chantal in semifinale, riserva lo stesso trattamento alla spagnola Bellatrix, campionessa iberica youth. I giudici segnano tre 30-27 e due 30-26. Flaminia è molto forte ha carattere e continuità. Deve rifinire certi automatismi in attacco e muoversi sul tronco. Questo successo la spronerà a fare sempre meglio. Al torneo hanno preso parte 23 atlete locali, ben dieci Usa quasi tutte di buon livello che hanno conquistato 5 ori, 3 argenti e 1 bronzo, otto australiane con 3 ori e 2 argenti. Dei tre successi, spicca quello della Stridsmann (60 kg.), la vincitrice di Irma, che ha affrontato senza alcun timore reverenziale la campionessa europea Potkonen, ribattendo pugno su pugno a quelli pesanti della finnica e alla fine tre giudici l’hanno premiata. Qualcuna dovrebbe riflettere, su questo risultato. Tre ori anche per l’Inghilterra che, oltre alla Ryan e Chloe ha vinto anche nei 57 kg. con la Scotney sulla Rios, dopo aspra battaglia (3-2), un verdetto che conferma drammaticamente la difformità di giudizio, con due giudici per la inglese: 30-27 e due per l’americana con lo stesso punteggio. Il quinto, dell’italiana Paola Falorni decisivo, segna 29-28 per la Scotney, il più equilibrato. Purtroppo di questi verdetti è lastricato il torneo a conferma del caos che pervade il settore, oltre a certi punteggi dei giudici spagnoli da paura a favore delle atlete di casa. Due ori per Germania, Portorico e Spagna. Oltre all’Italia un oro anche per l’Ungheria. All’asciutto di vittorie finali: Francia, Finlandia, Russia, Repubblica Ceca, Norvegia e Galles.

Di Alfredo

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