logo-pdfdi Giuliano Orlando

Antalya (Turchia). L’avventura italiana ai campionati europei youth (1999-2000) si è conclusa con l’uscita nei quarti di Massimo Spada nei 49 kg. battuto 4-1 dal russo Lysenko e non per 5-0 come scritto da altri organi di informazione. Sembra un nulla, invece è importante, perché non è stata una resa incondizionata dell’azzurro classe 2000, semmai una bella sfida che per il giudice ucraino aveva vinto l’italiano. La squadra, come aveva anticipato il c.t. Giulio Coletta, era ai campionati a fare esperienza, ma poteva anche giungere a medaglia, in particolare con Oggiano (56) che non aveva perso contro il ceco Gorol (3-2), giunto in semifinale. Come il leggero Gasparri, colpito da un lutto in famiglia, che ha rinunciato ad affrontare il polacco Durkacz, alla sua portata. Inoltre Coletta ha dovuto rinunciare a Damiano Cordella, Pirrera e Cangelosi più esperti, ma fuori condizione. “Certo, una medaglia avrebbe reso la trasferta decisamente positiva, ma è onesto accettare la situazione. I ragazzi hanno dato quanto potevano, mancando di esperienza. Il livello sale ad ogni edizione, con atleti che hanno la potenza muscolare di ventenni e un curriculum che tocca anche più di 50 incontri e non solo i russi che dispongono di una base che noi ci sogniamo. (ai recenti campionati nazionali a Orenburg disputati a maggio, si sono presentati 215 youth, frutto delle selezioni regionali, partendo da una base di oltre 2000 ragazzi. Negli 81 erano in 18, nei 91 in 16 e nei +91 in 13. ndr), Ma anche Ucraina, Turchia, Georgia, Azerbajan e Bielorussia puntano tutto sulla battaglia di forza. I nostri hanno buone basi ma sono ancora impreparati ad affrontare certi muscolari che non ti lasciano scampo. Eppure tutti si sono difesi bene e penso che alla prossima edizione i vari Oggiano, Spada e Casamonica potrebbero dire la loro, mentre a Gasparri, Buremi, Pugliara e Adami, auguro facciano carriera negli elite”. L’europeo youth dopo 148 incontri, iniziati il 21 ottobre, ha raggiunto i quarti e indicato i migliori 40 pugili, che saliranno sul podio, concedendosi un turno di riposo. Delle 33 nazioni in partenza sono rimaste solo 14, meno dello scorso anno (15) e del 2014 dove erano salite sul podio 22 paesi. Una classifica sempre più corta, dominata come al solito dalla Russia. Nel 2015 porta a medaglia 7 atleti, nel 2016 sono 9, stavolta è giunta con 8 pugili. Torneo all’insegna delle sfide molto combattute in tutte le categorie con qualche verdetto dubbio. In particolare la distanza tra il russo Aliyev e il francese Prat nei 69 kg. era decisamente impalpabile. Dei semifinalisti hanno lasciato grande impressione il welter irlandese di colore Dossen dalla boxe varia e dalla velocità impressionante. La sfida in semifinale con l’inglese Dickinson, un guerriero votato all’attacco sarà epica. Nei +91, il croato Biletic e l’azero Abdullayev hanno confermato la potenza dei loro colpi e il turco Ilyas ha costretto alla sconfitta il russo Khidirov campione nazionale di categoria. L’altro russo eliminato è il mosca Zaytsev che ha ceduto alla maggiore aggressività dell’ucraino Galinichev. Un solo campione uscente è presente, si tratta del russo Piskunov, oro nei 52 kg ad Anapa (Russia), salito a 60 kg. entrato in semifinale. Sul podio saliranno Russia (8), Ucraina e Turchia (5), Georgia e Azerbajan (4), Bielorussia (3), Inghilterra, Bulgaria e Irlanda (2); Ungheria, Rep. Ceca, Romania, Polonia e Croazia (1). Fuori dalle medaglie Francia, Armenia, Moldovia, i paesi baltici: Estonia, Lituania e Lettonia, Slovacchia Spagna, Scozia, Finlandia e Israele. La Grecia con un solo atleta, il supermassimo Nanitzanian, vincitore di Safarian (Pol) e Pavel (R. Ceca) è arrivata a medaglia. La Turchia che ospita i campionati è in corsa con 5 atleti, un passo avanti importante, visto che insegue l’oro dal 2001, quando ancora i campionati erano denominati jr. dai 17 ai 19 anni. Stavolta può aspirare alla vittoria finale con Demirhan (52), Otcu (56) Erdemir (64), Acar (91) e lyas (+91). Nell’edizione 2001, svoltasi a Sarajevo (Bosnia-Erzegovina) nei leggeri vinse Aydun Selchuk a spese del russo Makar Malina, mentre nei +91 dominò il russo Islam Timurzjev, indicato come il nuovo Povetkin. Morto prematuramente per leucemia nel 2015. Anche l’Ucraina, una delle nazioni più forti, insegue la vittoria dal 2014, con il massimo Kostantin Pinchuk, pur avendo portato sempre atleti in finale. Stavolta ci prova con Galinichev (52), Bondarchuk (60), Papkin (75), Pavlovskiy (81) e Kartsan (91). Semifinali venerdì 27 in due turni (pomeriggio e sera) e finali sabato 28 con inizio alle 19.

Di Alfredo

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