di Giuliano Orlando

Il week end di fine ottobre scatta domani venerdì, con riunioni in Argentina, Bielorussia, Russia, Brasile, Repubblica Popolare del Congo, Finlandia, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Sud Africa, Tanzania e Thailandia, ma spettano agli Usa, gli appuntamenti  più importanti a cominciare dal Fantasy Springs Resort Casino di Indio in California, per la Golden Boy di Oscar De La Hoya, che presenta come clou la sfida bollente tra l’ex campione dei superwelter WBO, il messicano Jaime Munguia (35), 24 anni e il pericoloso Tureano Johnson (21-2-1), 36 anni delle Bahamas, pro dal 2010, residente in Oklahoma, in palio l’Intercontinentale di sigla. Sfida più equilibrata di quanto dicano gli scommettitori che vedono favorito netto l’imbattuto messicano. Johnson ha subito in carriera due sole sconfitte, la prima nel 2014 e la seconda il 25 agosto 2017 contro il medio ucraino Georgy Derevyanchenko (13-3) per KO al dodicesimo round, con due giudici che lo vedevano in vantaggio. Tale fu la delusione che restò fermo fino al 9 febbraio 2019, pari con Castaneda e poi l’importante successo sia pure per ferita sull’irlandese Jason Quigley (18-1) al nono round. Johnson sa benissimo che questa è forse l’ultima opportunità per un riaggancio al mondiale, quindi darà il meglio. In cartellone il supermedio uzbeko Bektemir Melikuzie (5) 24 anni, mancino, argento ai mondiali 2015 e ai Giochi di Rio, bronzo iridato nel 2017, campione nazionale nel 2015 a 19 anni, oro mondiale youth 2014. Pro dal 2019, risiede a Indio (USA) sotto le cure di Vadim Kornilov, il manager russo che ha sotto contratto quasi tutti i migliori russi, kazaki e uzbeki. Affronta il messicano Alan Campa (17-5), 28 anni, reduce da due sconfitte. In palio l’Intercontinentale WBO. L’altro messicano Elvin Soto (17-1), 23 anni, titolare minimosca WBO, mette la cintura in palio contro Carlos Buitrago (32-5-1), 28 anni, del Nicaragua, pro dal 2008 al quarto tentativo iridato, i primi tre falliti nel 2013, 2017 e 2018. Improbabile centri il bersaglio contro Soto, che tra l’altro ha pure il pugno pesante. Scontro molto interessante nei welter, tra gli imbattuti Rashidi Ellis (22) con 14 KO, 27 anni, pro dal 2013 e Alexis Roche (16) 10 KO, 23 anni, mancino californiano pro dal 2016.                          

Il giorno dopo, sabato 31 ottobre, al solito The Bubble, dependance dell’ MGM Grand di Las Vegas, per conto della TOP RANK di Bob Arum, 89 anni e attivissimo, si ripresenta negli USA – la prima volta nel 2017, battendo Antonio Nieves (19-3-2) kot 6, per il WBO supermosca – l’imbattuto giapponese Naoya Inoue (19) la star del Sol Levante, che difende le cinture WBA e IBF gallo, contro l’australiano Jason Moloney (21-1), 29 anni, al secondo tentativo, dopo aver fallito d’un soffio nel 2014 quello IBF contro il portoricano Emanuel Rodriguez (19-1) sconfitto per SD. Inoue viene considerato il miglior gallo in assoluto, allenato dal padre Shing, nei dilettanti non riuscì a qualificarsi per i Giochi di Londra 2012, trovò disco rosso ai mondiali sia youth (2010) che assoluti (2011), contro il cubano Vietia e agli Asiatici per i Giochi di Londra 2012, venne battuto dal kazako Zhakipov.  Nello stesso 2012 passa pro a 19 anni e inizia una vera e propria marcia trionfale. Campione del mondo minimosca (WBC) e mosca (WBO) nel 2014, che lascia nel 2017, dopo sette difese. Pugile completo e potente, boxe elegante che piace al pubblico. Il 25 maggio 2018 spodesta l’inglese Jaime McDonnel, (30-3-1) che deteneva la cintura gallo WBA dal 2014, con cinque difese vittoriose, messo KO al primo round a Tokyo. Il 18 maggio 2019 va a Glasgow in Scozia e sfila al portoricano Emanuel Rodriguez (19-1) che era imbattuto, il titolo IBF. Il progetto della Top Rank è quello di portarlo alla sfida per la cintura supergallo WBO in possesso del messicano Emanuel Navarrete (31-1), 25 anni, cintura che detiene dal 2018, salvo una breve parentesi, è tornato titolare il 9 ottobre a Las Vegas, superando dopo una battaglia incerta e violenta il californiano Ruben Villa (18-1), 23 anni. Opportunità per l’imbattuta californiana Michela Mayer (13) 30 anni, delusa ai Giochi di Rio, fermata dalla russa Belikova nei quarti, non vuol perdere la grande occasione che la Top Rank le offre. La polacca Ewa Brodnik (19) 36 anni, pro dal 2013, dopo l’europeo superpiuma, nel 2018 batte la canadese Sarah Pucek e conquista il mondiale WBO, che ha già difeso quattro volte. Finora ha combattuto sempre sui ring di casa, questa è la prima trasferta e non sarà facile tornare col titolo. La Mayer è una longilinea potente e dal grande temperamento. Sul ring anche il brasiliano Robson Conceicao (14) oro a Rio, 32 anni, che cerca di recuperare l’inattività degli anni scorsi per tentare l’assalto al mondiale superpiuma. L’avversario prescelto è il giovane Luis Coria (12-3), 22 anni, che ha conteso recentemente al connazionale Adam Lopez (14-2), 24 anni, la cintura NABF, perdendo per MD. Sicuramente cercherà di capovolgere il pronostico a lui avverso.  La sfida più attesa e incerta si svolgerà nell’Alamodrome di San Antonio (Texas) per la Mayweather Promotions e Tom Brown. I protagonisti sono il messicano Leo Santa Cruz (37-1-1), unico a detenere in contemporanea le cinture WBA superpiuma e piuma e uno dei talenti emergenti USA, ovvero Gervontas Davis (23), 25 anni di Baltimora nel Maryland, pro dal 2013, un cammino senza intoppi, ovunque abbia combattuto. Le ultime vittime dal 2017 in avanti sono state Josè Pedraza (23-6) battuto due volte, al quale toglie la cintura superpiuma IBF, a Londra il 20 marzo, l’allora imbattuto Liam Walsh (23-1) finisce KO dopo tre tempi, Francisco Fonseca (25-3-1) del Nicaragua, va oltre l’ottavo round. Nel 2018 è la volta dell’argentino Jesus Cuellara (29-4) KO3. Nel frattempo conferma di essere un soggetto da prendere con le molle. Litiga con tutto il suo staff Al Haymon compreso e torna a combattere solo il 9 febbraio 2019, mettendo a nanna il messicano Hugo Ruiz (39-4) al primo round, ne concede uno in più a Ricardo Nunez (21-3) di Panama che non perdeva dal 2015. Il 2019 lo conclude salendo nei leggeri, dove sfida il cubano Yuriorks Gamboa (30-3) che deve sopportare una pesante punizione, con tre conteggi e quello definitivo al dodicesimo round. Il caraibico fa sapere di essersi infortunato al ginocchio destro nei primi round, condizionando il rendimento al problema. Della sfida contro Leo Santa Cruz se ne parlava da tempo e finalmente arriva alla realizzazione. Personalmente non penso sia così facile battere il messicano, che fa parte del club di coloro che hanno conquistato il mondiale in quattro categorie (gallo, supergallo, piuma e superpiuma) tra il 2012 e il 2020. L’unica sconfitta risale al 2016 contro l’inglese Carl Frampton a New York, riscattata l’anno dopo a Los Angeles. Pro dal 2006 a 18 anni, risiede negli USA e fa parte del team di Al Haymond, come il suo rivale. Anche se ha perduto qualcosa della velocità di esecuzione, l’esperienza è dalla sua. Comunque una grande sfida. Avvincente anche il sottoclou dove l’imbattuto campione dei superleggeri WBA Mario Barrios (25) 25 anni, difende il titolo contro il conterraneo texano Ryan Karl (18-2) che farà l’impossibile per non farsi travolgere. Barrios ha conquistato  cintura il 28 settembre 2019 a Los Angeles, battendo l’uzbeko di origini turche Batyr Akumedov (8-1), 29 anni, ai punti. Akumedov che ha preso residenza a Los Angeles nel 2018, al passaggio da pro, sotto la guida del manager Vadim Kornilov e il promoter Andrey Ryabinsky, ha preso parte ai Giochi di Rio 2016, in rappresentanza della Turchia, consapevole che nei 64 kg. il titolare designato era Gaibnazarov, presente già a Londra 2012 nei leggeri, che ha poi vinto l’oro in Brasile. Akumedov nel 2014 partecipa come Bathuman Gozge, il cognome della madre e vince il titolo turco nei superleggeri. A Rio lo ferma nei quarti il tedesco Harutynyan. Dopo la sconfitta contro Barrios, che nel 2016 a Trenton, battè ai punti il nostro Devis Boschiero, l’asiatico è tornato sul ring il 6 settembre scorso mettendo KO al primo round il filippino Rey Perez (24-12) residente negli USA, facendo sapere di voler la rivincita contro  Barrios. L’ex campione superleggeri Regis  Prograis (24-1), che pareva lanciatissimo, ma che ha lasciato nei guantoni dell’inglese Josh Taylor (16) il 28 ottobre 2019 a Londra le cinture WBA e WBC,  trova Juan Heraldez (16-0-1) e sarà sfida tra due picchiatori.  Derby USA tra i leggeri Isaac Cruz Gonzales (19-1-1) e Diego Magdaleno (32-3), per conoscere il cosfidante nella semifinale IBF.

Sono trascorsi due stagioni da quando il cruiser russo Murat Gassiev(26 1), 27 anni, venne sconfitto dall’ucraino Olek Usyk (17) a Mosca, in palio ben quattro cinture iridate (WBO, IBF, WBC e WBA) le prime due del russo, le altre di Usyk. Uno stop pesante per l’imbattuto Gassiev, che torna a combattere sul ring più periferico di Krasnaya Poliana, non lontana da Soci, nella Russia meridionale, contro un collaudatore assai datato quale Nuri Seferi (41-9), 46 anni, nato in Macedonia, residente in Svizzera e tesserato in Bulgaria. Pro dal 1999, pronto per tutti gli usi. 

Sul ring anche il suo vincitore, l’ucraino Oleksandr Usyk (17), 33 anni, pro dal 2013, dopo l’oro a Londra, battendo il nostro Clemente Russo, che lo aveva superato ai Giochi di Pechino 2008, tra i cruiser ha conquistato tutto, compreso il prestigioso “Ali Trophy” e adesso sotto l’ala della Matchroom, prova a ripetersi nei massimi. Il test odierno alla Wembley Arena londinese può essere molto indicativo. L’inglese Dereck Chisora ​​(32-9), 36 anni, nato nello Zimbawe, carattere fumino, non è cliente facile da addomesticare, anche se Usyk in fatto di furbizia non è secondo a nessuno. Vedremo come vincerà. Il leggero locale Lee Selby (28-2) e l’australiano George Kambosos Jr (18), 27 anni, abituato ai ring fuori casa, ha combattuto perfino in Malesia, si giocheranno il ruolo di semifinalista al titolo IBF. C’è anche un titolo europeo nella serata, si tratta di quello dei massimi leggeri vacante e se lo giocano il belga Bilal Laggoune (25-1-2), 27 anni e l’inglese Tommy McCarty (16-2), 29 anni, pro dal 2014, residente a Belfast nell’Irlanda del Nord, che ha ottenuto la designazione dopo la vittoria a Trento sul nostro Fabio Turchi, successo determinato dal giudice italiano Barrovecchio, con verdetto SD. McCarty gioca in casa e potrebbe farcela, anche dovrà stare molto attento non avendo mascella d’acciaio, come dimostrano i diversi conteggi subiti nel corso della carriera.  Nei medi femminili Savanna Marshall (8), 29 anni, unica ad aver battuto nei dilettanti la fuoriclasse Claressa Shields nel 2012 ai mondiali (14-8) in Cina, dove vinse l’oro, sul podio anche nelle edizioni 2010 (2), 2016 (3), eliminata ai Giochi di Londra (2012) e Rio (2016) tenta il mondiale WBO. L’avversaria odierna è la scozzese Hanna Rankin (9-4), 30 anni, al secondo tentativo. Il primo nel 2018 a Mulvane nel Kansas (Usa) contro Claressa Shields (10) in palio tre cinture (WBA, WBC, IBF), battuta ai punti  (100-90) per i tre giudici. Mondiali anche in Messico, con l’eterna Mariana Juarez (54-9-4), 40 anni, attiva dal 1998, icona della boxe messicana femminile, ha detenuto i mondiali dai minimosca  ai gallo e ha combattuto tra interim e assoluti, ben 38 volte. Stavolta difende la cintura WBC, contro la connazionale Yulian Luna Avila (19-3-1), 26 anni, pro dal 2011 a 17 anni, nel 2014 ci ha provato invano per i supergallo IBF, il secondo tentativo appare ancor più problematico. Nei minimosca WBC, la titolare Yesenia Gomez (17-5-3), 24 anni sfidata da Mirna Sanchez (5-0-1) 21 anni, pro dal 2018, gettata forse allo sbaraglio. La serata si tiene a Cancun nella penisola dello Yucatan sul Mar dei Caraibi, località turistica. Concludo andando a Columbia nella Carolina del Nord (USA), dove il superleggero locale Patrick Harris (19) 26 anni, mancino imbattuto affronta Christian Danilo Guido (8-13) di 41 anni, passato pro a 35 anni, residente da sempre a Buenos Aires. Ha combattuto spesso negli USA, nato a Roma, ha sempre mantenuto la nazionalità italiana. Anche se tra i superleggeri non figura nelle liste FPI.                                                                                                                                            

Di Alfredo

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