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Davide Buccioni “sbanca” il PalaTiziano con Forte e Lomasto (Galleria fotografica) | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Davide Buccioni “sbanca” il PalaTiziano con Forte e Lomasto (Galleria fotografica)

Una bella visuale di pubblico dentro il Palazzetto faceva da cornice per una serata di gran gala con due titoli italiani in palio. Pubblico discreto ma non da grandi occasioni come avrebbe meritato la perfetta organizzazione di Davide Buccioni, Laura Raffaele e la FPI. Ma La boxe si sa è un ingranaggio che quando ricomincia si deve oliare. Siamo comunque a buon punto e i sintomi di un risveglio li percepisci dall’entusiasmo, dal tifo e abbiamo lasciato per ultimo lo spettacolo offerto dai pugili, i grandi protagonisti, che sembrano aver capito che la loro non è solo missione o volontariato come dice qualcuno, ma qualcosa che li avvicina sempre più all’interpretazione di uno sport tra i più belli. Forse per certi versi manca ancora quella partecipazione totale dell’ambiente pugilistico, che è composto non solo di appassionati, ma anche di iscritti.

L’acustica non buona non favorisce certo la bravura e la preparazione di Valerio Lamanna, un ringannouncer diventato noto non solo da noi, ma anche all’estero. Ben sette sono i match che vedranno all’opera i professionisti, che sono preceduti da tre incontri di elite. Totale di 10 match, una serata piena iniziata alle 20,30 e terminata festosamente a mezzanotte e mezza.

Tocca allo svizzero, ormai residente a Pomezia, Davide Faraci aprire le ostilità. Il mediomassimo, allenato da Simone D’Alessandri, giovane e rampante tecnico, affronta il croato Bosko Misic, uno che non conosce le mezze misure, o mette ko o va lui ko. Potrebbe essere considerato il becco a gas di una volta, ma Faraci, pugile freddo non abbocca e costruisce round dopo round il suo successo fino ad aumentare il ritmo al quinto round quando Misic viene “sgretolato” all’angolo e si accascia al tappeto facendo capire che non ne vuole più sapere. Kevin Di Napoli ha appena 21 anni, ha mezzi indiscutibili che si intravedono, ma ha avuto come suo maggior avversario uno sviluppo incredibile che lo ha portato da superwelter a massimo leggero. Deve quindi per certi versi ricostruire il suo fisico per adattarlo a una categoria dove muscoli e pugni pesanti la fanno da padroni. Il tempo lavora a suo favore anche se esce battuto nel match disputato contro Flavio Morri. Quest’ultimo, 30 anni, ha svolto in maniera semplice la sua boxe tenendo costantemente l’iniziativa. Il terzo e quarto round sono stati i migliori per Di Napoli che era riuscito a rubare il tempo all’avversario, ma per il resto Morri è apparso più continuo meritando il verdetto, sia pure di misura. 70 match disputati sono pur sempre un pericoloso biglietto da visita, presentato da Ivan Gotor con un micidiale destro d’incontro che trova scoperto Ennio Zingaro nel secondo round. Quando il giovane si rialza, dopo essere stato contato, mostra subito il marchio del colpo con l’apertura di una ferita sotto la palpebra sinistra. Lo slovacco oltrettutto è uno che sa anche schivare e rientrare. Un bel problema che l’allievo di D’Alessandri risolve con il suo coraggio indomabile e il suo spirito guerriero. Il giovane “agguanta” e tiene l’iniziativa per il resto del match, rischiando ma ottenendo una vittoria significativa e preziosa. Tra i medi El Harraz e Di Mario c’è aria di rivincita visto che nel precedente match i due avevano pareggiato. L’incontro per tre round sembra incanalato leggermente a favore del pugile di Ceccano che sfrutta meglio con una boxe più varia la media e lunga distanza. Ma nel quarto round la situazione si capovolge quando Di Mario accusa un gancio destro e va al tappeto. Un round da “3” punti visto anche il richiamoal pugile di Ceccano. Di Mario è costretto ad attaccare e a esporsi. I due scambiano con durezza anche nella corta e questo favorisce la specialità di El Harraz. Buon match concluso tra gli applausi con il successo dell’allievo di Pili e Arcesi. Tra Luca Papola e Roberto Ruffini sono abolite pause e momenti di studio. Si colpisce duro senza un attimo di tregua. Sembra un match d’altri tempi, quelli in cui non si guardava per il sottile. Papola concentra spesso le sue mazzate al corpo e Ruffini si dimostra pericoloso nell’immediata replica. Gli scambi lasciano il posto ad altri scambi. Ed è un’ incredibile quinta ripresa a determinare la vittoria di un Papola scatenato sempre contrastato da un “eroico” Ruffini. Stavolta “Bacarozzo” supera “Robottino”, che tradotto sta per Papola batte Ruffini.

Si arriva quindi al primo titolo italiano. Sono d’obbligo i preliminari e sul ring sale anche Vittorio Lai, presidente della Federazione. Mauro Forte affronta il suo primo grande scoglio nel napoletano Nicola Cipolletta, campione italiano dei piuma. Due stili e due strutture fisiche completamente diverse. Il romano sembra voler ribadire il suo cognome con caratteri minuscoli. Cipolletta, boxe riflessiva coadiuvata da un ottimo allungo, si trova subito in difficoltà con le improvvise e scattanti serie dell’allievo di Prestipino. Il napoletano è addirittura costretto allo scambio. Forte è determinato, elettrico nel prendere in mano la situazione e lo vedi al quarto round quando Cipolletta viene tempestato all’angolo da un’ interminabile serie. L’arbitro Ruggeri non ha esitazioni e ferma il match dichiarando vincitore il romano. Ai più la decisione è apparsa intempestiva, ma con il senno del poi sorge la domanda “cosa avrebbe potuto fare il napoletano contro un simile avversario ?”. Grande festa sul ring per portare in trionfo un pugile che sembra andare di fretta.

Il ring si libera per lasciare il posto a un altro titolo italiano, quello dei superleggeri tra Francesco Lomasto e Luciano Randazzo, vale a dire attualmente il meglio della categoria. La serata ha la cadenza di un thriller dove il colpo di scena è dietro l’angolo. Un gancio destro rapido e velenoso trova sguarnita la mascella di Randazzo che va al tappeto. Una partenza decisamente in salita per il siciliano, residente ad Alessandria. Randazzo è un ragazzo dal carattere di ferro e una volta rialzato rimette in sesto le basi per capovolgere la situazione. Sembra anche recuperare con qualche duro scambio. Lomasto non sta certo a guardare e lo dimostra con un destro che sorprende l’avversario nel sesto round. Le riprese sono serrate e non facili da assegnare, fino a quando il napoletano di Pomezia aumenta il ritmo in maniera vertiginosa. Per l’indomabile Randazzo si tratta di gettare sul ring tutte le risorse, ma non sono sufficienti per avere ragione d un Lomasto sempre più convincente. Il punteggio non ammette repliche: 97-94, 97-93 e 97-92 sono la laurea di una tesi su Francesco Lomasto.

Foto di Renata Romagnoli

(Alfredo Bruno)