di Michelangelo Anile

A Ciampino dove risiede, abbiamo incontrato Diego Velardo per una breve intervista.  Ragazzo posato, senza grilli per la testa,  dedito al pugilato e all’attività commerciale, risiede a Ciampino ed è seguito da una famiglia numerosa,   papà Franco,  mamma Antonietta , i due  fratelli Angelo e Giorgio, la sorella Luisa e la ragazza  Giulia.  Velardo è un pugile longilineo, classe 1986, 75 kg. per 1.86,  a vista d’occhio un pugile che dovrebbe prediligere le lunghe leve, invece ama gli scambi a corta distanza e l’uso forzato dei montanti e dei ganci. Ha iniziato il pugilato con l’attuale  M°  Massimo Ardu  ed il sostegno morale del Presidente Carmine Coletta, che va ricordato, in accoppiata con Raffaele Nardiello (Coletta Presidente e Nardiello Maestro).  Da dilettante sostiene 45 match, un rating di tutto rispetto per 27 vittorie, 7 pari e 11 sconfitte.  Vince il Torneo Regionale III° e II°serie nel 2009 e nel 2010. Ci vuole poco a capire che per Velardo il pugilato è tutto:  “Il pugilato mi ha sicuramente cambiato la vita. Prima ero un ragazzo che amava la vita mondana, andare a ballare, bere, fumare  e divertirmi con gli amici. Da quando sono entrato in palestra,  non ho più toccato alcolici e sigarette. Gli amici li vedo una volta a settimana  causa gli allenamenti”. In tempi non sospetti Velardo aveva ipotizzato il passaggio tra i pro e domenica 30 ottobre  presso Palazzetto dello Sport di Via Mura dei Francesi a Ciampino toglierà la canotta contro l’esperto romeno A. Petrica per sei round più lunghi di tutta la  sua carriera dilettantistica: “Era doveroso farlo. Da tempo avevamo progettato tutto questo con il M° Ardu e il promoter Chiavarini. E’ stata una scelta matura dettata da una voglia di trovare nuovi stimoli. Sarà un percorso didattico senza fretta, saprò attendere la prima occasione giusta per conquistare qualcosa che conta. Dopo 45 match da dilettante…ci voleva”. A Ciampino ci sarà il tutto esaurito per iniziare nel migliore dei modi il percorso tra i pro ed un ospite d’eccezione, Pasquale “el Puma” Di Silvio: “Spero di contraccambiare questo affetto a tutti i residenti del mio quartiere con una grande prestazione. Sono orgoglioso che a bordo ring ci sia anche Pasquale,  amico vero  e pugile di altissima classe tecnica”. In un contesto così squisitamente sportivo, non manca il consiglio di un ragazzo che attraverso il pugilato è riuscito a trovare una dimensione e soprattutto un’educazione fisica e morale: “Il pugilato non è uno sport violento come molti lo definiscono, ma al contrario è uno sport basato sul rispetto che ogni pugile ha del suo avversario forte o debole che sia.  Il pugilato,”  ha concluso,  t’insegna soprattutto  a crescere nella vita e ad affrontare i problemi con decisione e autorità.  Una volta che inizi a praticare questa disciplina, non riesci più a farne a meno. Un …in bocca al lupo è riduttivo ma in certi casi anche scaramantico: “Ci sta tutto, sono pronto per il salto di qualità e non deluderò le aspettative. Dimenticavo: crepi il lupo!”

Di Massimo

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