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Domenico Spada…sconfitto dalla testa di Murray | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

Domenico Spada…sconfitto dalla testa di Murray

_DSC0640 _DSC0571 _DSC0583 _DSC0684Domenico Spada (+39, – 6), 34 anni, sul ring di Montecarlo ha dovuto desistere dalla lotta più che per causa del  suo avversario Martin Murray (+ 29, – 1, = 1), per causa dell’arbitro Van de Wiele e il medico. L’incontro è stato fermato alla settima ripresa per una ferita allo zigomo destro quando il medico intervenuto per la terza volta su richiesta dell’arbitro ha decretato definitivamente lo stop. E’ difficilissimo che un medico quando viene chiamato in causa tre o più volte non decreti lo stop e questo può anche essere giusto a salvaguardia dell’incolumità e della salute dei pugili. C’è però da rilevare qualche punto fermo: nessuno dei pugili aveva accusato e il match era molto aperto, anche se i giudici (67-66, 68-63 e 69-67) avevano visto fino a quel momento l’inglese in vantaggio. La ferita trovava la sua origine su una testata dichiarata accidentale dell’inglese nel terzo round, ma per buona parte del pubblico volontaria. C’era anche da rilevare che Giulio Spagnoli,  per l’occasione cutmen, era riuscito a tamponare round dopo round molto bene la ferita e avrebbe potuto farlo con tranquillità se non fossero intervenute altre cause. Difficile anche valutare il vero vantaggio dai due ai zero punti a favore di Murray, anche perché Spada si è presentato in buona forma fisica e determinato a vendere cara la pelle per smentire il pronostico sfavorevole. L’inglese che è considerato un duro si è trovato a dover risolvere il problema di domare un avversario altrettanto duro, tanto da trasformarsi in tecnico con legamenti per non rischiare. Infatti se l’incontro non è stato esteticamente bello lo è stato invece dal lato tensione e intensità. Murray per vincere ci metteva oltre ai guantoni anche la “testa” come dimostrava nel sesto round quando l’arbitro era costretto ad affibbiargli un richiamo, la qualcosa faceva aumentare i sospetti del terzo round. Dopo l’annuncio del verdetto tecnico al settimo round “Vulcano” protestava vedendo così fallire il suo quinto tentativo mondiale. Impossibile non dargli torto, ma lui è una delle vittime della situazione del nostro professionismo, costretto a girare il mondo per giocare le sue chances che il ranking mondiale gli riconosce. Sarebbe bello veder coronare il suo sogno di un mondiale in Italia: lo merita per quello che ha fatto finora.

Dall’altra parte c’è chi festeggia: il tatuato Martin Murray ha conservato il WBC Silver dei medi conquistato dopo aver superato Martin Bursak. Quello che più conta è che c’è una clausola che lo vede per il 21 febbraio del prossimo anno  affrontare il terribile Gennady Golovkin con in palio un giro di titoli vertiginoso con l’unificazione di varie sigle. Incasso e interesse garantiti. L’inglese, già strenuo avversario di Martinez per il mondiale, non ha entusiasmato contro il nostro Spada e dovrà convincere i bookmakers che la prossima sfida sarà equilibrata. Murray avrebbe potuto sfruttare il diritto di battersi con Miguel Cotto per il mondiale WBC, ma ha scelto la via più pericolosa, ma senz’altro più redditizia.

(al. br.)

Foto di Renata Romagnoli