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EQUILIBRIO SI, MA INCORAGGIATO DALLA PROFESSIONALITA’ | 2Out.it – Seconds Out – Free Sport Magazine

EQUILIBRIO SI, MA INCORAGGIATO DALLA PROFESSIONALITA’

Si avvicina il momento delle scelte. Tra non molto il movimento pugilistico sarà chiamato ad eleggere chi, per i prossimi quattro anni, gestirà e governerà il pugilato italiano.

Il programma a sostegno della mia candidatura a Consigliere federale prevede tre sintetici punti:

  • • Professionalità e competenza nella gestione della propria funzione;
  • • Attenzione al territorio attraverso l’individuazione di strumenti che favoriscano la crescita dell’attività agonistica ed implementino il bacino di utenza delle palestre;
  • • Rispetto delle regole e trasparenza nei processi decisionali soprattutto in quelli che incidono sull’attività delle società affiliate.

Sono uno dei pochi candidati a poter usare un predicato verbale diverso dal “farò” poiché tale programma il sottoscritto l’ha già attuato, in questa Regione, ottenendo i risultati che tutti conoscono.

Ma non è questo quello che oggi voglio sottolineare.

Oggi mi preme parlarvi, ancora una volta, della “professionalità”.

Più volte ho evidenziato quanto la professionalità e la preparazione siano indispensabili per lavorare nel mondo dello sport.

Essa va costruita negli anni, attraverso titoli di studio, corsi, passione e acquisizione di competenze.

Se si possiede la giusta professionalità si può gestire con successo ogni situazione, si possono ottenere risultati e risolvere eventuali criticità.

Per esempio, il tecnico dotato delle conoscenze appropriate e delle giuste abilità cognitive – ottenute negli anni di pratica e studio – costruisce il pugile e le sue vittorie.

La professionalità ti fornisce anche il giusto equilibrio. Quello che per molto tempo ho chiesto ai tecnici di fronte a verdetti non corrispondenti all’andamento reale del match.

Certo, sono cosciente dei seri danni che un verdetto sbagliato può comportare nei confronti del pugile soprattutto se giovane ed avviato da poco alla disciplina della nobile arte. Un verdetto sbagliato è una clava che si abbatte pesantemente sull’immane lavoro e sui tanti sacrifici fatti dal tecnico e dalla società nella costruzione del pugile.

Nonostante ciò, ho continuamente predicato calma e ragionevolezza nell’affrontare la questione arbitrale che, tuttavia, oggi si presenta in tutta la sua gravità.

La situazione arbitrale richiede, dopo anni di errori gestionali,  un’approfondita analisi e riforma del sistema che parta dall’individuazione di personaggi che possiedano capacità, professionalità e giuste competenze per riportare a galla una categoria, quella arbitrale, che nella storia pugilistica italiana ha vantato una tradizione encomiabile a livello internazionale.

Non è più tempo di chiedere pazienza ed equilibrio a chi tutti i giorni è impegnato – con fatica e sacrificio – a produrre pugilato. Non è più tollerabile che la carenza di professionalità e capacità pregiudichi la valutazione di un match, invertendo il risultato finale.

Il prossimo quadriennio dovrà essere la base di partenza per riformare i processi di formazione e scelta della classe arbitrale. Sarà una delle battaglie che il sottoscritto, se eletto in seno al Consiglio federale, porterà avanti con tutta la forza possibile.

Non dovranno lesinarsi risorse affinché le prestazioni della categoria arbitrale siano riportate ad un livello accettabile.

Sarà compito dei nuovi componenti del Settore Arbitri Giudici portare avanti tale processo di rinnovamento della professionalità della classe arbitrale.

Possiamo dire di essere fortunati perché, ancora oggi, sono diversi gli arbitri di statura internazionale da utilizzare nella ricostruzione della qualità della categoria arbitrale.

Categoria che deve essere considerata fondamentale – come gli altri attori (società, tecnici e pugili) per la crescita dell’intero movimento pugilistico.

Si può chiedere equilibrio ai tecnici e pazienza alle società ma tutti noi vorremmo anche professionalità ed attenzione a chi si fa arbitro della carriera, delle vittorie e delle sconfitte di un pugile.

Roberto Cammarelle docet!!!

IL PRESIDENTE C.R.L.-F.P.I.
Dott.  Flavio D’Abrosi